SCRITTORI ITALIANI

Silvia Ballestra
Senza gli orsi

"Non riesco a capire come possa esserci tanto calore nell'aria, così a tarda notte. Guardo gli oggetti della cucina: sono pieni di bagliori, luce vivida che penetra le finestre dalla strada."

Quello che scrive Silvia Balestra è come un grande, unico, coerente romanzo. Il mondo che propone ai suoi lettori è quello della provincia italiana, in generale di tutte le cittadine o i paesi di un'Italia, di sicuro più vasta e significativa di quella delle grandi città. Dentro alle case, lungo le strade, si consumano storie che, anche nella loro eccezionalità, non vogliono apparire, e non giudicano di esserlo, straordinarie. È la follia della quotidianità, è il delitto che si nasconde dietro alle piccole maldicenze, è l'esplosione che segue minime tensioni casalinghe: tutto ciò è il minimalismo marchigiano di questa scrittrice ironica e inconsueta. I suoi "Antò", dei simil-punk resi popolari dal cinema, sono tra le tante figure emblematiche di questo mondo scosso dalla modernizzazione e arcaico nella mentalità, ma popolato anche dalle bambine vestite bene per la festa, con il gelato in mano e la paura di sporcare l'abitino bello, le sagre di paese, le ragazze in bicicletta, gli osservatori segreti nascosti dietro le finestre, gli studenti che se ne vanno in città a completare gli studi e a cercare la libertà, gli "intellettuali" di paese... Ma non mancano i morti, i delitti nascosti dietro una rispettabilità formale, la droga che ha invaso la provincia con la stessa virulenza delle metropoli, la mancanza di ideali e di valori, la passività di chi si lascia vivere senza speranze, la subordinazione delle donne e la ribellione confusa dei giovani...
Con una grande varietà di stili e di linguaggi, sempre con grande partecipazione umana, anche le storie più drammatiche sono sfiorate da un tocco di leggerezza e di ironia che crea nel lettore complicità e simpatia per l'autrice e per i suoi personaggi.

Senza gli orsi di Silvia Ballestra
198 pag., euro 14.00 - Edizioni Rizzoli (Scala. Sintonie)
ISBN 88-17-87200-8

Le prime righe

COMPLEANNO DELL'IGUANA

Verso le quattro di pomeriggio lui si fece vedere al Medusa, una specie di stabilimento balneare male in arnese, e la pallida stava contemplando i ganci d'attacco di Ziocane contro i pupetti difensori dell'amico Francia. A ogni stoccata il biliardino avanzava di due centimetri o tre, si sbilanciava di sponda, le biglie di riserva nella bocchetta laterale sciaguattavano furiose contro il legno del telaio.
Qualcuno gli aveva detto che assomigliava a John Lydon, ma lui se ne fregava. Si era dipinto i capelli fucsia l'ultima volta che era stato ad Amburgo. Capelli color fucsia da autentico pusher fregno.
Tirò su col naso, sfilò la sigaretta dietro l'orecchio, scrutò attorno. "Caldo schifo" disse, guardando impreciso coppie di turisti fuori. Si scostò dalla teoria di vetri che percorreva la parete sul mare, andò vicino al trespolo del calcetto. "Stavi aspettando me?" chiese senza inflessioni.
"Quasi" disse la pallida. Pensò che da tre quarti d'ora teneva d'occhio i cancelletti d'ingresso, il recinto di pitosfori, il vuoto in giro. Teneva d'occhio il nulla: cancelletti d'ingresso al nulla, pitosfori di recinzione al nulla.
Lui disse: "Ho battuto tutta Porto San Giorgio. Niente da fare in quell'obitorio. Ho provato alla Rotonda, anche, ma di Betto nemmeno l'ombra. Di sicuro l'imbecille ancora dorme".

© 2003 Rcs Libri Editore


L'autrice

Silvia Ballestra è nata nelle Marche. Ha esordito nel 1991 con Compleanno dell'iguana, che è diventato un long seller ed è stato tradotto in numerosi paesi europei. Da questo e dal successivo La guerra degli Antò (1992), è stato tratto nel 1999 l'omonimo film diretto da Riccardo Milani. È inoltre autrice della raccolta di racconti Gli orsi (1994) e del libro conversazione con la scrittrice Joyce Lussu, Joyce L. Una vita contro (1996) e di Romanzi e Racconti.
La trilogia di Nina è iniziata con il romanzo La giovinezza della signorina N.N. (1998), cui sono seguiti Nina (2001) e Il compagno di mezzanotte (2002).


Di Grazia Casagrande


23 maggio 2003