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Raffaele Crovi
Appennino
Avventure in un paesaggio

"Quello che non è storia io non voglio metterlo in scena. Mi impedisco gli slanci dell'immaginazione, uso solo l'estro pittorico (come ho fatto nei miei quadri) per truccare un po' i connotati delle azioni dei personaggi: in qualsiasi narrazione, dopotutto, i personaggi agiscono in maschera".

L'organizzazione di una festa di compleanno per il fratello settantenne fornisce ad Aldo, costretto dall'infanzia su una sedia a rotelle, l'occasione di tracciare una storia composita, che coinvolge diversi amici e tutto un territorio, con affettuosi itinerari nella memoria collettiva ma anche aperture verso un futuro possibile: questo affresco tridimensionale prende vita nel romanzo "Appennino", di Raffaele Crovi, proseguendo un filone che - nell'ampia e diversificata gamma della sua narrativa - comprende titoli come Le parole del padre e La valle dei cavalieri, in omaggio alla sua terra e al suo paese, Cola, nell'Appennino emiliano.
L'Appennino, terra di crinale, luogo di avventure storiche, di cambiamento dei costumi, di esperienze esistenziali molto estrose è lo scenario ideale per l'affollata ribalta di Crovi, in cui si affiancano personaggi realmente esistenti o esistiti e creature della fantasia: tra questi ultimi in particolare un'attrice, un agronomo, un avvocato-scrittore, un pittore, uno storico, uno studioso di dialetti, un'insegnante, tutti impegnati a trovare soluzioni creative per sfuggire alla rassegnazione dell'età che avanza; vivono un momento di bilancio, ma senza nostalgia, perché il passato è illuminato dai suoi innesti nel futuro.
Appennino, che racconta storie di donne e di uomini, di ragazzi e di vecchi, di minorati e di disperati, può essere anche letto come un manifesto di nuovi valori sotto una forma di epica popolare: un affresco tra cronaca e storia, ricco di eventi romanzeschi eroici, con un forte radicamento popolare, sia da un punto di vista etico che da un punto di vista sociologico, e non mancano incisi poetici, quasi una voce da fanciullino pascoliano, resa graffiante da un'ironia zavattiniana.

Appennino. Avventure in un paesaggio di Raffaele Crovi
287 pag., Euro 17.00 - Edizioni Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)
ISBN 88-04-51620-8

Di Daniela Pizzagalli

le prime pagine
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Spiare la vita


Spiare la vita, per capire fino a che punto è agire e fino a che punto è pensare. Per me, la vita più che movimento è parole: con le parole mi inserisco nei progetti e nelle scelte altrui, e le parole altrui mi fanno vedere anche quello che non è alla portata dei miei occhi.
Non sono immobile, ma non posso muovermi a piacimento; sono in grado di lavorare, ma non assieme ad altri; gli altri, sostanzialmente, mi aiutano, mi soccorrono; e a volte sento attorno a me una puzza di pietà da tapparmi il naso.
Spiare la vita fa venire voglia di raccontarla, non per desiderio di delazione, ma per capire e fare capire; e, in qualche modo, per condividerla e farla condividere a quelli ai quali la racconti. Improvvisamente, la pratica più o meno quotidiana di mettere in comune progetti e scelte con mio fratello Fabio mi ha fatto venire voglia di spiarlo minuto per minuto per raccontarne i comportamenti: quanto ai suoi pensieri, invece, posso dare conto solo di quelli che lui mi riferisce.
La storia di Fabio che voglio raccontare è innanzitutto la storia del suo affetto per me; nel tentativo, però, di trasformare il diario della nostra convivenza in una narrazione, ricostruirò qui anche la storia delle persone che io e Fabio incontriamo.
La mia vita ha avuto, come constaterete, incidenti o snodi romanzeschi; dettagli romanzeschi hanno le biografie dei compagni di strada di cui parlerò; e, forse, ha un alone fantasioso anche la cornice appenninica delle nostre vicende.
La mia narrazione sarà un polittico, una messa in scena di storie giustapposte, che cercherò di animare sul mio palcoscenico, aprendo e chiudendo di continuo il sipario (rivelando azioni spero non disarmoniche) con curiosità, piacere e malizia.

Funerale con mazurka


Fabio ha cominciato a organizzare dodici mesi prima la festa per il suo settantesimo compleanno, che cade nell'agosto 2002. Oltre all'età vorrebbe festeggiare eventi che devono ancora realizzarsi o che addirittura ha appena progettato: per esempio, nel suo genetliaco vuole inaugurare il nuovo edificio della nostra biblioteca in stile canossano, tutto in pietre, scolpite e stuccate, fuori e dentro, ricavato dal vecchio rustico, ormai centenario, adiacente alla casa; così come desidera che sia configurato nei dettagli logistici, economici e legali il suo progetto di una Fondazione per la Tutela e la Promozione dell'Appennino, in cui conta di coinvolgere i sette amici che ha invitato alla festa come coprotagonisti e alcuni giovani immaginati come ospiti da stupire e ingaggiare nel tam tam che dovrà nascere, non a favore della sua persona o delle sue opere, ma a favore della terra, paesi e genti, che ama.
I suoi sette amici esercitano come lui, avvocato e scrittore, un doppio mestiere.
Valerio Scaruffi, nato nel 1930, ha scelto di fare solo il poeta dopo aver vissuto, benché laureato in architettura, da nomade, cambiando via via mestiere, in diversi borghi antichi o appartati dell'Appennino: è stato scultore di statue e oggetti in pietra per arredi cimiteriali, impagliatore di sedie, imbianchino, cestaio e costruttore di metati.
Eolo Biagini, nato nel 1933, ex dirigente di un'area commerciale Fiat e poi sindaco di Carpineti, scrive poemi e monologhi in dialetto che interpreta nelle piazze, di domenica e nei giorni di mercato, travestito da contadino finto tonto, in realtà di bertoldesca astuzia.
Carmelina Teneggi, detta Carmen, nata nel 1934, pastora da bambina, è diventata, dopo un triennio di celebrate interpretazioni di eroine femminili nei maggi, attrice e poi commediografa.
Enrico Bussi, nato nel 1941, agronomo ed ex collaboratore di alcuni ministri dell'Agricoltura, elabora e pubblica ricerche sull'habitat e l'economia dei territori montani.
Clementina Santi, detta Clem, nata nel 1950, insegnante, è anche impegnata come assessore alla cultura e al turismo di Castelnovo Monti.
Benedetto Valdesalici, nato nel 1951, psichiatra, scrive testi narrativi, poetici e teatrali.
Giovanni Lindo Ferretti, nato nel 1953, cantante e musicista, si sta rivelando un poeta-filosofo.
All'appuntamento della festa mancherà Angelo Guidi, coetaneo di Fabio, ingegnere e autore di un libro sui cavalli del Ventasso: lo ha ucciso un cancro ai polmoni; gli abbiamo fatto il funerale il Lunedì dell'Angelo e ai più di trecento partecipanti al corteo che ha accompagnato la salma al cimitero, dove un fisarmonicista ha eseguito una mazurka, è stata, secondo un'antica tradizione, data la mancia.

© 2003 Arnoldo Mondadori Editore

biografia dell'autore
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Raffaele Crovi, nato nel 1934, vive e lavora tra Milano e Reggio Emilia. Scrittore, produttore editoriale e televisivo, ha pubblicato tra l'altro: le raccolte di poesia Elogio del disertore (1973), L'utopia del Natale (1982) e Pianeta Terra (1999); i romanzi Il franco tiratore (1968), Il ladro di ferragosto (1984), Le parole del padre (1991), La valle dei cavalieri (1993), Il santo peccatore (1995); i saggi Parole incociate. Guida alla scrittura creativa (1995), Il lungo viaggio di Vittorini (1998), Le maschere del mistero (2001), L'immaginazione editoriale (2001).


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16 maggio 2003