VITA VERA

Alejandro Torreguitart Ruiz
Machi di carta
Confessioni di un omosessuale cubano

"Il ritorno in patria fu difficile, ma non per quello che mi ero lasciato alle spalle. In definitiva quella tanto vagheggiata libertà come l'avevo utilizzata? A caccia di oggetti da sfoggiare in patria come trofei del mondo capitalistico, in una frenetica danza di acquisti senza senso, in un complesso di contraddizioni che ancora non comprendevo. Al rientro mi capitò di pensare che in fin dei conti a Cuba ero libero. Libero di vivere. Di esistere. Di sognare."

Nell'ultimo periodo si è parlato moltissimo di Cuba, del regime castrista, delle condanne ai dissidenti e delle esecuzioni capitali: il dibattito è acceso e riguarda l'impossibilità di coniugare democrazia e socialismo. Ebbene questo libro (è fiction? è una storia vera? è una confessione? è una provocazione?) è stato scritto da un giovane che al valore della rivoluzione attuata nell'Isola continua a credere, ma che probabilmente sarebbe tra i perseguitati se i suoi scritti fossero pubblicati. Forse è su questa contraddizione che tutti si dovrebbe riflettere.
Dopo il bel film di Tomas Gutiérrez Alea e Juan Carlos Tabio, Fragola e cioccolato, il tema dell'omosessualità a Cuba e dei pregiudizi che circondano questa realtà non è più un tabù. Questo particolare "diario" però, con l'autenticità, l'ingenuità, il dolore, il bisogno di fuga, il desiderio di essere se stesso del protagonista, ci offre una "testimonianza" dall'interno, o per lo meno questa è la sensazione che resta al lettore, e il traduttore/scrittore Gordiano Lupi non chiarisce (lui stesso dichiara di non saperlo) se si tratti di un'opera romanzesca o di uno spaccato di vita vera.

Machi di carta. Confessioni di un omosessuale cubano di Alejandro Torreguitart Ruiz
Traduzione di Gordiano Lupi
120 pag., Euro 8.00 - Nuovi Equilibri (Eretica)
ISBN 88-7226-734-X

Le prime righe

Prologo

Qualcuno si chiederà perché ho voluto scrivere queste pagine, mettere nero su bianco la mia vita, renderla pubblica. Saranno soprattutto gli italiani a meravigliarsi. In Italia essere gay non è un problema. Almeno non lo è adesso. Mi hanno raccontato di persecuzioni e di brutti episodi di razzismo: scrittori alla gogna, registi additati a disprezzo, omosessuali costretti a negare in pubblico la loro sessualità. Adesso pare tutto finito. C'è l'orgoglio gay. Nessuno si nasconde. Ed è giusto così. Anche per questo mi trovo bene in Italia. Il clima freddo è un problema che si supera in fretta. Cuba no. Cuba è diversa. Se c'è una cultura che ha messo radici profonde è quella machista. In tutta l'America Latina è così. Se non sei un vero uomo la vita non è facile. A Cuba ora la vita non è facile neppure se sei un uomo a tutti gli effetti, ma questo è un altro discorso. Se sei gay è molto più dura. L'uomo cubano non gradisce che la moglie indossi abiti trasparenti o che non porti il reggiseno, non vuole che qualcuno lo veda indaffarato in faccende domestiche, non ha amicizie femminili. È uomo fino in fondo e non si farebbe mai vedere in compagnia di un gay. Anzi, tratta il gay come "anormale", un malato da curare, un pervertito, pensa che sia politicamente e ideologicamente inaffidabile. E vero che Lezama Lima ha detto che "la grandezza dell'uomo consiste nel saper assimilare ciò che non conosce", ma Lezama era uno di noi, grande poeta discriminato in vita. Il suo Paradiso è la cosa più bella che ho letto, un inno all'amore omosessuale. È il nostro libro. Poi è arrivato Senel Paz con Fragola e cioccolato, ma Lezama è stato il primo ed è il più grande. A Cuba se sei omosessuale è dura.

© 2003 Nuovi Equilibri


L'autore

Alejandro Torreguitart Ruiz (L'Avana 1979), studente di letteratura spagnola all'Università dell'Avana, scrive poesie e racconti per la rivista accademica "El Barrio", è poeta repentista e cantautore. Non ha pubblicato niente in patria. Suona in un gruppo rock chiamato Esperanza. Di lui Gordiano Lupi ha tradotto il racconto inedito "La Marina del mio passato" (pubblicato in appendice al saggio Vedere Cuba dalla parte dei cubani), Vita da jinetera (inedito) e molti racconti di impronta esistenziale.


Di Grazia Casagrande


16 maggio 2003