VITA VERA

Dubravka Ugresic
Il museo della resa incondizionata

"All'esiliato sembra che la condizione dell'esilio consista in una continua, particolare sensibilità ai suoni, a una qualche melodia; a volte gli sembra che l'esilio altro non sia se non uno stato di memoria musicale inconscia."

La prefazione di Pregrag Matvejevic al volume porta il titolo di un suo libro, Tra asilo ed esilio, che lo ha reso simbolo della condizione dell'intellettuale davanti a quella guerra "nazionale, civile, religiosa e di memoria" che ha tormentato quella che oggi è la "ex Jugoslavia". Oggi Matvejevic è docente alla Sapienza di Roma e nel suo esilio volontario rappresenta una delle voci più intelligenti e acute nell'analisi della situazione internazionale. Chi meglio, quindi, poteva introdurre il romanzo di questa grande scrittrice che, come lui, è nata da un matrimonio misto ed è stata costretta ad abbandonare la Croazia nel 1993 per motivi politici? La Ugresic è stata in Germania, Olanda, Stati Uniti e in altri paesi ancora; i destini dei due esiliati si sono talvolta incrociati, ma non sono tanto queste affinità biografiche ad aver creato tra loro un legame di stima e ammirazione quanto delle affinità intellettuali che, con toni e modalità di scrittura diverse, ben si possono ritrovare anche in questo romanzo doloroso e ironico. Quanto ci sia di autobiografico in Il museo della resa incondizionata non si può sapere, certo il modo di guardare la storia di quel paese lacerato, e la condizione interiore dell'esule nascono dall'esperienza personale della scrittrice. Il tema della memoria (negata), dell'improvviso sovvertimento dei valori e delle vite, le biografie negate aprono a discorsi più ampi e generali come se le vicende contingenti fossero uno strumento più ampio di lettura del mondo e della vita.

Il museo della resa incondizionata di Dubravka Ugresic
Titolo originale: Muzej bezuvjetne predaje
Traduzione di Lara Cerruti
Prefazione di Predag Matvejevic
333 pag., Euro 16.00 - Edizioni Bompiani (Narratori stranieri Bompiani)
ISBN 88-452-5322-8

Le prime righe

Nel giardino zoologico di Berlino, accanto alla piscina con un elefante marino vivo, c'è un'insolita vetrina. Sotto vetro si trovano gli oggetti recuperati nello stomaco dell'elefante marino Roland, spirato il 21 agosto 1961, e più precisamente:

un accendino di colore rosa, quattro bastoncini da gelato (di legno), una spilla in metallo a forma di barboncino, un apribottiglie, un braccialetto da donna (probabilmente d'argento), un fermaglio per capelli, una matita di legno, una pistola ad acqua di plastica per bambini, un coltello di plastica, un paio di occhiali da sole, una catenina, una molla (piccolina), un cerchio di gomma, un paracadute (giocattolo), una catena di ferro da quaranta centimetri circa, quattro chiodi (grandi), un'automobilina di plastica verde, un pettine di metallo, un distintivo di plastica, una bambolina, una lattina di birra (Pilsner, trentatré centilitri), una scatola di fiammiferi, una pantofolina da bambino, una bussola, una piccola chiave d'automobile, una bussola, una chiave d'automobile, quattro monetine, un coltello con l'impugnatura in legno, un succhiotto finto, un mazzo di chiavi (cinque pezzi), un lucchetto, un astuccio di plastica con aghi e fili.


© 2002 RCS Libri Editore


L'autrice

Dubravka Ugresic, nata in Jugoslavia, ha abbandonato la Croazia nel 1993 per ragioni politiche. Ha insegnato in numerose università americane ed europee. Il museo della resa incondizionata ha ricevuto molti premi internazionali, tra cui il Dutch Culture of Resistance Prize e il Swiss Charles Veillon European Prize.


Di Grazia Casagrande


16 maggio 2003