VITA VERA

Chiara Marchelli
Angeli e cani

"Si era chiesta parecchie volte, alla maniera di quelli che non ne fanno l'esperienza, secondo quale criterio la gente proseguisse dopo essere stata colpita da un evento di eccezionale violenza. Qualcosa che sovvertisse totalmente la realtà da polverizzarla all'istante. Se lo richiese ora che, sufficientemente lontana dall'evento che aveva stravolto la sua, aveva occasione e facoltà scampate per pensarci, e distinse solo un immenso stupore."

Ogni giorno, nei quotidiani di tutto il mondo, decine di articoli di cronaca sono dedicati ai bambini: abusi di ogni genere li tormentano e la compravendita delle loro vite pesa sui più deboli, quelli nati nei punti dolenti del pianeta, dove l'esistenza non ha alcun valore intrinseco se non quello che può esserle attribuito in un commercio senza regole. Persino prima di essere concepiti possono già trovare un acquirente, perché hanno una mamma costretta dalla necessità a diventare incubatrice a tempo e quando vedono la luce sono già orfani adottati illegalmente da una coppia, nella migliore delle ipotesi. Da queste storie di vita purtroppo vissuta quotidianamente, trae origine la vicenda che Chiara Marchelli, una giovane autrice valdostana al suo primo romanzo, racconta in Angeli e cani. C'è la Valle d'Aosta in queste pagine, ma c'è anche New York. C'è la strafottenza dei paesi occidentali e c'è la miseria e la disperazione di chi non può fare a meno di vendere se stessa e i propri figli, per fame, per paura, per vergogna e incapacità di prendere altre decisioni che necessitano di un coraggio inimmaginabile. Poi c'è la ricerca, quella che arriva molti, molti anni dopo i fatti, di una madre naturale che non si è mai conosciuta.
È un romanzo, ma non dimentica i fatti. È fantasia, ma supportata da dati ben precisi. È finzione, ma potrebbe davvero essere realtà.

Angeli e cani di Chiara Marchelli
346 pag., Euro 16.50 - Edizioni Marsilio (Farfalle)
ISBN 88-317-8160-X

Le prime righe

1.

La barca non è la stessa, ma in questa luce non fa differenza: snella, i due alberi alti sullo scafo di legno lucido, ben disegnata in mezzo all'acqua scura e al cielo livido delle cinque. Dall'auto sembra ancora più sottile, come immaginata, o forse è l'alcol. Intorno, yacht, motoscafi e chiatte ormeggiati al pontile di legno; l'unico rumore è quello del fiume che nel silenzio colpisce il molo, e il passaggio, dietro, di poche auto. Le pare a tratti di sentire qualche voce, ma non c'è nessuno. Solo l'acqua a scivolare lungo il cemento dell'argine, e se presta attenzione a come lo lambisce ripetutamente, avverte una specie di dolore, come quando una carezza, a furia di passare sullo stesso tratto di pelle, inizia a fare male.
Stacca gli occhi dall'acqua e li trasferisce al volante, che stringe. Agata, pensa. Agata. Pensa e non lo dice ancora. "Così è qui." Prima di qualsiasi altra considerazione, o prima di avere il tempo di evitare il ricordo, Lena riflette sul fatto che non ha mai saputo se Agata quella donna l'ha ammazzata davvero.

Claudio legge l'Ansa sdraiato sulla poltrona, Raffaella fa finta di mettere a posto dei file e lei si sforza di stare seduta. E stata in giro per ore, passando da un deli all'altro nella speranza che imbottendosi di caffè avrebbe spazzato via il torpore, ma il risultato è che adesso è nervosa e ancora frastornata.

© 2003 Marsilio Editori


L'autrice

Chiara Marchelli è nata ad Aosta nel 1972 e vive tra l'Italia e New York. Questo è il suo primo romanzo.


Di Giulia Mozzato


16 maggio 2003