SENTIMENTI

Helder Macedo
Pedro e Paula

"Se un elefante fa paura a molta gente, due elefanti ne fanno ancora di più. Che è come dire, fratelli è complicato, ma gemelli che Dio ci scampi e liberi. Anche, o ancor peggio, se biovulari e non identici come questi, maschio e femmina."

La scrittura di questo autore portoghese, non più giovane, è segnata profondamente dal suo impegno politico e sociale, una scelta personale che lo ha portato anche all'esilio e che solo dopo la Rivoluzione gli ha permesso di rientrare nella sua amata Lisbona.
Pedro e Paula è un romanzo sugli ultimi cinquant'anni di storia del Portogallo, ma ricco di ironia e di sarcasmo; è anche la storia di una relazione tra tre persone complicata dal difficile rapporto fraterno di due gemelli; ed è un romanzo sulla crisi della figura paterna, un ritratto della società portoghese con un gioco di personaggi facilmente riconoscibili: l'intellettuale di sinistra, la compagna Fernanda che sogna di diventare una ricca proprietaria...
Macero ha definito questa sua opera "una metafora, ma una metafora fatta di corpi, sangue, gente reale". È un romanzo di sentimenti e d'amore, l'amore estremo dell'incesto, ma anche di relazioni sociali che vanno al di là del rapporto personale e di coppia. È il ritratto di una figura femminile, centrale nella storia, che forse è il personaggio meglio riuscito del romanzo, ma è anche la denuncia dei gravi e irrisolti problemi del colonialismo portoghese in Africa. È il ritratto di un'epoca ed è un romanzo politico. È la storia delle incertezze e delle speranze di un paese straordinariamente cambiato in questi ultimi cinquant'anni e che sta ancora mutando, senza certezze assolute.

Pedro e Paula di Helder Macedo
Traduzione di Luciana Stegagno Picchio
190 pag., Euro 14.00 - Edizioni Einaudi (I coralli n.185)
ISBN 88-06-15767-1

Le prime righe

I. Entrano ed escono
(1945)

Sicuramente non è forse andata così:
Gli altri passeggeri si sbirciarono l'un l'altro inquieti, quando si accorsero chi erano quei due, entrati così all'ultimo momento, lei con stampato in faccia un sorriso di lacrime, lui austeramente sollecito, sobrio, stoico, lasciando prevedere nuovi furori eroici. Ma a eroismi di canto corale nei bar pubblici tutti potevano applaudire, magari se esercitati in notturne strade clandestine ed eroismi di cui poi apparissero chiari i risultati, una macchia di sangue, un corpo senza nome, non qui, in un aereo che poteva venir intercettato e fatto esplodere, tutti i sogni sfumati quando appena cominciavano a sembrar possibili, meglio un silenzio rispettoso, un lontano cenno del capo come atto di cortesia senza impegno, discreto, neutro, da compiersi normalmente, come si conveniva a quel paese di transito dove tra poco sarebbero sbarcati, se mai vi fossero giunti.
Il pilota, giocatore di poker negli intervalli e alcolizzato dissipatore di anticipi, preferì non esporsi a eroismi in prima persona e, appena iniziato il volo, spense gli apparecchi che avrebbero potuto ordinargli un immediato ritorno, dilemmi fra l'obbedienza e il rifiuto. Fino a prova contraria, il suo futuro era solo quello, di intermediario, andata e ritorno, tre volte la settimana. Nel frattempo preferiva non sapere ciò che lo avrebbe atteso al rientro, che carte gli avrebbero messo sul tavolo di questo ritorno contro le sue, sempre così mal distribuite, gli capitavano solo fanti e fuorusciti. Era una forma di libertà, il bluff possibile, sino a nuovo avviso.

© 2003 Giulio Einaudi Editore


L'autore

Helder Macedo (1935) è uno dei più importanti scrittori portoghesi cntemporanei. Vive a Londra dove insegna al King's College, Oltre a Pedro e Paula, ha pubblicato i romanzi Partes de África e Vicios e Virtudes.


Di Giulia Mozzato


16 maggio 2003