I GIALLI

Stefano Tura
Non spegnere la luce

"Gli parve la mezz'ora più lunga della sua vita. Dopo aver parlato con l'ispettore Oscar Latini della questura di Arezzo, Gerace aveva piantonato la torretta. La situazione era, a dir poco, paradossale. Non poteva muoversi. Era solo e disarmato, con un cane morto dentro il baule dell'auto e il corpo martoriato di una donna a pochi metri da lui. Ed era soltanto il suo terzo giorno di vacanza."

Se avete già letto Il killer delle ballerine apprezzerete questa storia che parte dalla fine di quel libro per riprendere il personaggio dell'ispettore Alvaro Gerace. Se non l'avete letto, non importa: Stefano Tura ha scritto un giallo autonomo che, nella migliore tradizione del genere ripropone la figura centrale, ma che può essere letto indipendentemente dai precedenti, come accade per il Maigret di Simenon, la Grazia Negro di Lucarelli (che definisce questo romanzo "un thriller appassionante, imprevedibile, disperato, allucinato e crudo"), il Wallander di Mankell o l'Alligatore di Carlotto (che per Non spegnere la luce parla di "trama diabolica")... l'elenco sarebbe infinito. Ma veniamo alla storia: il nostro Alvaro Gerace, in vacanza nella campagna fra l'Umbria e la Toscana, si imbatte prima nella strana e brutale uccisione di un cane, poi nel feroce delitto di una giovane donna, assassinata in una vecchia torre dopo essere stata seviziata. Dopo un primo momento di rifiuto (non vorrebbe trovarsi coinvolto in una nuova indagine) Alvaro si trova quasi obbligato ad aiutare la affascinante collega Meri D'Angelo. L'assassinio brutale di una modella, Jeanette, a Bologna, lo obbliga tuttavia a tornare e a indagare su questo nuovo fatto delittuoso. I due fatti saranno collegati?
Stefano Tura ha scelto di raccontare la storia partendo da due situazioni distinte che tendono a incontrarsi: la vicenda di Gerace in campagna e i drammatici momenti che precedono la morte di Jeanette a Bologna. La tensione sale immediatamente e, come in un film, il lettore si troverà "incollato" alla sedia, alla poltrona o al sedile del treno. Insomma, ovunque sarete nel momento in cui leggerete queste pagine non potrete non provare un brivido di terrore.

Non spegnere la luce di Stefano Tura
237 pag., Euro 13.50 - Edizioni Fazi (Le vele n.20)
ISBN 88-8112-353-3

Le prime righe

Alvaro

1.

"Che idea stupida", pensò, rigirandosi nel letto. "Cosa ci faccio qui?".
Non era abituato a tutto quel brusio, al canto dei grilli e delle cicale, al soffiare del vento tra gli alberi, al gracidare delle rane, all'ululato dei lupi in lontananza.
"Basta, Valentino! Se non la smetti di abbaiare ti do in pasto ai cinghiali".
Un guaito interruppe di colpo i rumori. Il giardino ripiombò nel silenzio. Alvaro Gerace si mise a fissare le travi di legno sul soffitto, illuminate dai raggi di luna che filtravano dalle finestre. Si trovava da appena tre giorni in quel casale di pietra isolato sulle colline dell'Alta Val Tiberina, tra Arezzo e Perugia, e già sentiva la mancanza dei cieli inquinati della Romagna, dei clacson e delle sirene a tutte le ore del giorno e della notte, del traffico delle statali e delle autostrade. All'indomani della tragica conclusione del caso conosciuto a Rimini come i delitti del "killer delle ballerine", il dipartimento di pubblica sicurezza gli aveva imposto un periodo di riposo di un mese. Tre poliziotti, suoi colleghi, erano morti e lui stesso era rimasto gravemente ferito. Al suo ritorno sarebbe stato trasferito alla questura di Bologna.
Dopo aver rinunciato all'idea di raggiungere la famiglia di suo fratello nelle Marche, Gerace si era fatto convincere da Richard Gallo, un fotografo di Rimini suo amico, a trascorrere due settimane negli altopiani tra la Toscana e l'Umbria.

© 2003 Fazi Editore


L'autore

Stefano Tura, giornalista di cronaca, nato a Bologna, vive e lavora a Roma. Ha pubblicato Il killer delle ballerine (2001), un thriller ambientato nelle discoteche dell'Emilia Romagna, e Le caramelle di Super Osama (2002), diario di guerra in Afghanistan, dove è stato inviato per il TG1.


Di Giulia Mozzato


9 maggio 2003