I GIALLI

Henning Mankell
La leonessa bianca

"Se l'obiettivo di quei boeri pazzi era veramente di fare piombare il paese nel caos, il solo modo per raggiungerlo era eliminando Nelson Mandela. Finché fosse rimasto in vita le masse dei neri avrebbero mantenuto la calma. Senza di lui, tutto diventava incerto. Nessuno era in grado di prendere il suo posto."

Si sta combattendo una "guerra" a suon di titoli sul fronte Mankell tra Marsilio, il primo a lanciare il personaggio di Wallander in Italia, e Mondadori, che ne ha acquisito i diritti dopo il successo. La casa editrice milanese ha pubblicato Prima del gelo proprio nei giorni in cui a Venezia veniva edito La leonessa bianca, entrambi incentrati sulla figura già molto nota del commissario Kurt Wallander.
Giocata tra due estremi del pianeta, dalla Svezia al Sudafrica, la storia è forse più una intricata vicenda di spionaggio che un giallo vero e proprio, anche se si sviluppa sul ritrovamento del cadavere di una donna. Si tratta di Louise Åkerblom, la titolare di un'agenzia immobiliare di Ystad, nel sud della Svezia, attivista della chiesa metodista, sposata, con due figlie e una vita apparentemente serena. Chi può averle sparato, abbandonando poi il cadavere nel pozzo di un casolare della Scania? Stranamente poco lontano, in un edificio distrutto da una bomba, vengono ritrovati pezzi di una potente radiotrasmittente di fabbricazione russa e il dito di un uomo di colore. Quali legami si celano tra tutti questi fatti e l'attentato che in Sudafrica stanno progettando alcuni irriducibili boeri? Kurt Wallander scoprirà che in Svezia vengono addestrati killer destinati ad assassinare proprio nel paese africano una figura politica fondamentale: Nelson Mandela.

La leonessa bianca di Henning Mankell
Titolo originale: Den vita Lejoninnnan
Traduzione di Giorgio Puleo
554 pag., Euro 17.50 - Edizioni Marsilio (Farfalle)
ISBN 88-317-7210-4

Le prime righe

Prologo

Sudafrica 1918

Nel tardo pomeriggio del 21 aprile 1918, tre uomini si incontrarono in un modesto caffè nel quartiere di Kensington a Johannesburg. Tutti e tre erano giovani. Werner van der Merwe, il più giovane, aveva appena compiuto diciannove anni. Il più vecchio, Henning Klopper, ne aveva ventidue. Il terzo uomo, Hans du Pleiss, avrebbe compiuto ventidue anni dopo qualche settimana. Si erano incontrati proprio quel giorno per decidere come avrebbero celebrato il suo compleanno. Nessuno dei tre aveva la ben che minima idea che quel loro incontro in un bar di Kensington avrebbe avuto un'importanza storica. Infatti, quel pomeriggio, nessuno dei tre parlò della festa di compleanno. Neppure Henning Klopper, che fu quello che avanzò la proposta che, a lungo termine, avrebbe cambiato l'intera società sudafricana, si rendeva conto della portata o delle conseguenze che i suoi pensieri ancora incompleti avrebbero avuto.
Erano tre giovani uomini diversi fra di loro, ognuno con il proprio temperamento e le proprie caratteristiche. Ma avevano qualcosa in comune. Tutti e tre erano boeri. Tutti e tre erano i discendenti di ricche famiglie sbarcate nel Sudafrica nel 1680, durante le prime grandi ondate di immigrazione di ugonotti olandesi. Quando l'influenza inglese nel paese aveva iniziato a crescere fino a raggiungere forme di aperta oppressione, avevano caricato i loro averi su carri tirati da buoi e avevano iniziato il loro lungo viaggio verso l'interno, verso le immense pianure del Transvaal e dell'Orange.

© 2003 Marsilio Edizioni


L'autore

Henning Mankell vive tra la Svezia e il Mozambico ed è lo scrittore svedese più tradotto nel mondo. In Italia ha pubblicato, tra i tanti titoli, Comédia infantil (2001) e Il figlio del vento (2002), oltre agli episodi della serie del commissario Kurt Wallander: Assassino senza volto , I cani di Riga, La falsa pista, La quinta donna, Delitto di mezza estate, Prima del gelo


Di Giulia Mozzato


9 maggio 2003