I GIALLI

James Lasdun
L'unicorno

"Nella mia memoria, il suo gesto possiede una sapienza peculiare e del tutto volontaria; era l'ampio rendiconto di un lungo elenco di cose, condensato in quell'unico gesto ieratico. Il colpo mi spedì violentemente fuori dalla porta. Barcollando, risalii i gradini, raggiunsi il marciapiede e continuai a camminare finché non fui sicuro che nessuno mi stesse seguendo."

Non si può collocare in un genere questo romanzo di Lasdun, non può essere definito un giallo anche se la storia ruota attorno a delle morti violente e se, lungo ogni pagina, è una "presenza" violenta a creare tensione e angoscia. Ma l'atmosfera che l'autore sa costruire intorno al personaggio narratore, un docente universitario inglese, è di suspence fortissima, di coscienza dell'incombere di una tragedia, di minaccia e di paura. Eppure tutto si svolge dentro il personaggio, nella sua mente turbata: ma alla consapevolezza di ciò il lettore è condotto lentamente. In un primo tempo il discorso si svolge con una certa lucidità, le anomalie, le stranezze sono compatibili con l'elaborazione fatta dal protagonista e si condivide con lui la sensazione di sgomento davanti a fatti incomprensibili. Ma, a un certo punto, si attua una specie di scarto dalla realtà: le incongruenze accumulate sono troppe, i comportamenti iniziano a diventare esasperati, e a quel punto....
La morte violenta data da un essere umano ad un altro non può che nascere da un profondo disturbo della mente (e i recenti episodi di cronaca lo evidenziano) e sono i nostri demoni interiori ad armarci: in questo romanzo possiamo sentirne tutta la terribile potenza descritta dalla voce di chi è vittima e carnefice.

L'unicorno di James Lasdun
Titolo originale: The Horned Man
Traduzione di Laura Noulian
221 pag., Euro 13.00 - Edizioni Garzanti (Narratori Moderni)
ISBN 88-11-66487-X

Le prime righe

1.

Un pomeriggio, all'inizio di questo inverno, in un momento di oziosa curiosità, presi un volume dalla libreria del mio ufficio e cominciai a leggerlo nel punto in cui si aprì per un fazzoletto di carta evidentemente usato come segnalibro. Ebbi tempo di leggere solo poche frasi perché bussarono alla porta. Con riluttanza — le frasi che avevo letto sembravano interessanti — chiusi il libro e lo rimisi nello scaffale.
Il mattino seguente andai a riprenderlo, con l'intenzione di continuare la lettura dal punto in cui l'avevo interrotta, ma il segnalibro non era più alla stessa pagina del giorno prima. Sfogliando il libro, trovai le frasi che cercavo trenta pagine più indietro, O avevo spostato inavvertitamente il segnalibro, o qualche visitatore notturno aveva letto il volume durante la mia assenza. Optai per la prima spiegazione, la più verosimile, tuttavia mi sembrò assurdo avere spostato il segnalibro trenta pagine più avanti senza accorgermene. Quel pomeriggio ne parlai con la dottoressa Schrever, sdraiato sul divano cremisi del suo piccolo studio nell'Ottantaseiesima. Dopo averle raccontato la storia, che essa ascoltò osservando il consueto silenzio, le domandai se a suo avviso non potesse trattarsi di un caso di paraprassi — il termine usato da Freud per indicare i vuoti di memoria, i lapsus, e le altre piccole interruzioni della coscienza che capitano nella vita quotidiana.

© 2003 Garzanti Libri Editore


L'autore

James Lasdun è nato a Londra nel 1958 e vive attualmente a Woodstock. È una delle voci più originali della letteratura contemporanea. Ha pubblicato due raccolte di poesie, A Jump Start (1988) e Woman Police Officer in Elevator (1997), un libro di viaggi e diversi volumi di racconti: The Silver Age (1985), salutato dalla critica come il "più promettente libro di racconti pubblicato in Inghilterra dai tempi di Primi amori ultimi riti di Ian McEwan", Delirium Eclipse (1985) e Three Evenings (1992). I suoi racconti migliori (tra cui quello che ha ispirato il film di Bernardo Bertolucci) sono stati raccolti nel volume L'assedio (1999). Sceneggiatore cinematografico, è stato premiato al Sundance Festival per la sceneggiatura di Sunday.


Di Grazia Casagrande


9 maggio 2003