I GIALLI

Christopher Reich
L'affare Mercury

"Quando ho capito che, qualunque cosa dicessi, tu non avresti comunque rinunciato alla Mercury, non ho più avuto scelta. Se fossimo rimasti insieme, avresti inevitabilmente scoperto la verità, la mia storia segreta. E io non potevo permetterlo. Nonostante la felicità che avremmo potuto avere insieme."

Un thriller che rispecchia molto bene la realtà dell'economia contemporanea che è totalmente subordinata alla finanza. In epoca di globalizzazione sono i beni "immateriali", è la Borsa a guidare le scelte anche politiche e militari di interi Stati. Così è questo il nuovo campo in cui il crimine può svilupparsi, in cui si sbizzarriscono le menti dei malfattori odierni e in cui importanti finanzieri e manager di grandi imprese possono trovarsi implicati come vittime o come beneficiari. Dentro questa realtà, che tocca inevitabilmente sempre più anche i cittadini qualunque, la penna di Christopher Reich, uno dei maggiori giallisti del momento (che già nella sua biografia mostra gli effetti della globalizzazione: nasce a Tokyo, studia negli Stati Uniti, inizia a lavorare a Ginevra, quindi ritorna negli Usa), ha sviluppato un romanzo dalla tensione narrativa fortissima e dall'assoluta credibilità. Oltre alla vicenda che vede protagonisti russi e americani, ma nel nuovo clima del "dopo '89" non più in vicende di spionaggio politico e militare quanto di "sporco denaro", Reich sottolinea a quali perversioni porti l'avidità di denaro, e come l'uomo non abbia più freni morali davanti alla possibilità di conquistare una grande ricchezza.

L'affare Mercury di Christopher Reich
Titolo originale: The first billion
Traduzione di Nicoletta Lamberti
531 pag., Euro 18.60 - Edizioni Mondadori (Omnibus stranieri)
ISBN 88-04-51188-5

Le prime righe

1

"Tu sei milionario?"
"Chi, io?" Grafton Byrnes si puntò un dito al petto. "No. Temo proprio di no."
"Invece sì" insistette la ragazza con un sorriso malizioso. "Tu sei milionario. Io vedo: tu bel vestito, bella cravatta e sicuro dite. Chiaro: sei milionario." Byrnes staccò gli occhi dalla bionda con le gambe lunghe che si era seduta accanto a lui al bar e si guardò intorno. Il locale, che si chiamava Metelitsa ed era al tempo stesso un ristorante, un nightclub e un casinò, si trovava sul Novyj Arbat, nel centro di Mosca. Le pesanti tende rosse bloccavano all'esterno la luminosità della serata estiva. Le tovaglie bianche, gli specchi azzurrati e i croupier in cravatta nera contribuivano a dare alla sala un tocco di classe, ma a Byrnes era bastato fiutare l'aria per capire l'ambiente: il fumo delle sigarette, i profumi delle donne, l'aroma eccitante di liquori costosi e quel genere di disponibilità... Sapeva riconoscere un locale equivoco anche solo dall'odore.
"Ho abbastanza successo" disse sbrigativamente. "Niente di speciale."
"Io credo tu molto successo. Sì, sei milionario." L'accento slavo e la cadenza lenta della ragazza restituivano alla parola "milionario" la sua patina di antica, avida sensualità. "Non offri da bere?"
"Certo" rispose Byrnes, prima di potersi chiedere in cosa si stesse cacciando. "Cosa prendi?"
"Vodka. Con ghiaccio e scorza d'arancia."

© 2003 Arnoldo Mondadori Editore


L'autore

Christopher Reich è nato a Tokyo nel 1961. Laureato alla Georgetown University e all'University of Texas di Austin, ha lavorato in un'importante banca di Ginevra prima di rientrare negli Stati Uniti e intraprendere la carriera di scrittore. Il suo primo romanzo, Il conto cifrato (1999), è subito diventato un best selle. In seguito ha pubblicato Il velocista (2000). Vive in California con la moglie e i figli.


Di Grazia Casagrande


9 maggio 2003