I BESTSELLER

Franco Cordero
Le strane regole del signor B.

"L'uomo d'Arcore ha aperto l'epoca definibile 'cesarismo d'affari e affabile stregoneria mediatica'. Sorride ricchissimo: tra poco sarà sua anche l'aria che respiriamo; schiera quanti finti uomini vuole; dispone d'incantesimi ignoti ai vecchi maghi. Qualcosa però cambierebbe se fosse combattuto a colpi d'idee e moralità. Era illusione stupida che svanisse da solo o cadesse nella rete d'empi patti, e chi l'ha coltivata doveva perdere. La Sinistra provi d'avere imparato."

Un anziano e sommamente autorevole uomo di legge, un cattedrattico che è stato autore di un testo fondamentale per ogni avvocato, un volume di Procedura penale scritto nel 1966 e completamente aggiornato nel 1988, autore anche di numerose pubblicazioni di argomento giuridico, di saggi e romanzi. Bene questo signore, schivo e riservato, tutt'altro che desideroso di una notorietà che per altro già aveva, ha deciso di porre sotto agli occhi dei lettori di un quotidiano estremamente diffuso come La Repubblica, degli articoli di denuncia senza possibilità di smentita. Naturalmente è la questione giustizia ad essere argomento della sua penna corrosiva, e lo stravolgimento in atto di una concezione del diritto che Cordero vede pericolosamente farsi strada anche attraverso le nuove leggi promulgate dall'attuale Governo. Le prose qui raccolte sono ventisette articoli apparsi sul quotidiano romano dal 19 dicembre 2001 al 30 gennaio 2003 ("non mi dica che non fanno libro" gli aveva scritto l'estate scorsa Gianandrea Piccioli, l'allora amministratore delegato della Garzanti, invitandolo a raccoglierli in volume) e colpiscono, oltre che per i contenuti, talvolta davvero sconcertanti, anche per lo stile talentuoso e da vero maestro del linguaggio. Ironico, spiritoso, sarcastico, ma mai divertito da ciò che dice perché è l'indignazione a prevalere, una indignazione stupefatta, mai rabbiosa, per chi vissuto all'interno del senso della "legge è uguale per tutti" ne vede stravolgere il principio e osserva come certe operazioni riportino il paese a un livello di "bestialità" giuridica davvero impensabile. Un libro da leggere se vogliamo vivere questo difficile presente con il cervello, e la coscienza, in funzione...
Ciò che colpisce l'osservatore è il grande successo del volume, entrato in classifica tra i libri più venduti, cosa rara per un testo non di narrativa: ma allora esistono ancora molti italiani che non si accontentano delle televisioni del "Signor B." come mezzo unico di informazione!

Le strane regole del signor B. di Franco Cordero
264 pag., Euro 13.50 - Edizioni Garzanti (Saggi)
ISBN 88-11-59751-X

Le prime righe

INTRODUZIONE
COME NASCE QUESTO LIBRO

L'anomalia italiana è fenomeno cronico ma da qualche anno lievita a vista d'occhio. Lo notavo nelle edizioni post 1995 della Procedura penale: le riforme disquisite dai conciliaboli bicamerali non sono innocui paradossi come nel settimo capitolo delle avventure d'Alice; i nostri cappellai matti, ad esempio, disegnano procure comandate dal ministro; studiano il modo d'addomesticarsi i tribunali; e ripetono formule marchiate P2. Incredibile ma vero, succede negli anni del centro-sinistra: mentre un governo virtuoso risana i conti dissestati, portando l'Italia nell'Ue, dei politicanti lo affossano trattando col mago d'Arcore; gli garantiscono l'impero mediatico; discutono serissimi del come riaffermare il primato della politica sulla giustizia; e corrono voci manicomiali d'uno scioglimento extra ordinem delle sue pendenze, finché, lucrato ogni possibile profitto, lui rovescia il tavolo. Nei 30 mesi seguenti le Camere storpiano la procedura penale. L'Ulivo muore suicida come una balena arenata. Lo sconfitto 1996 rivince sul velluto. Nella partita giudiziaria aveva speso tutti i trucchi dell'arte causidica dilatoria. Reinsediato nelle stanze del potere, combina manovre mai viste: s'assolve abrogando le norme penali violate; tenta d'escludere le prove d'accusa con dei ritocchi al codice affinché risultino inammissibili; ripesca l'immunità parlamentare sepolta con vergogna dieci anni fa; assale i giudici attraverso i media; ogni tanto li ricusa; inscena una fuga spettacolare e siccome l'art. 45 c.p.p. li disturba, i suoi onorevoli avvocati se lo riscrivono. Lo scempio assume già aspetti da farsa macabra quattordici mesi fa, quando "Diritto e giustizia" pubblica un mio referto. Ezio Mauro lo vede e m'invita a "Repubblica". Il primo articolo appare sotto Natale come "lezione impolitica".

© 2003 Garzanti Libri Editore


L'autore

Franco Cordero (Cuneo, 1928) è ordinario di procedura penale a Roma, Università della Sapienza, avendo insegnato a Trieste (1958-60), Milano (Università Cattolica, 1960-74), Torino (1974-76). I suoi editoriali e commenti appaiono regolarmente su "La Repubblica". La sua Procedura penale (1966), riscritta ex novo sul codice 1988, è giunta alla sua 15° edizione. A parte i lavori d''rgoment tecnico, ha pubblicato due pamphlet, otto romanzi, dieci saggi (dagli Osservanti 1967, indi Trattato di decomposizione, Bari 1970, e L'E'istola ai Romani, Torino 1972, a Savonarola, 4 voll., Roma-Bari 1986-88).


Di Grazia Casagrande


30 aprile 2003