I BESTSELLER

Banana Yoshimoto
Presagio triste

"Si fece sera, ma la zia non tornava.
Non sapendo che fare, me ne stavo seduta al tavolo di cucina al buio. Non avevo nemmeno acceso la luce. Fuori dalla finestra, gli alberi nei, come sagome di carta, si sovrapponevano l'uno sull'altro sullo sfondo blu del cielo. Guardavo senza stancarmi quelle scure silhouette che il vento faceva frusciare. E intanto pensavo assorta alla zia che aveva a lungo vissuto lì da sola."

Ancora una volta Banana Yoshimoto ci stupisce per la capacità di narrare una storia densa di affanni esistenziali con una scrittura leggera e serena. Sin dal titolo sappiamo che il tema centrale del racconto è più ombroso che solare, più malinconico che vitale. È una giovane donna, come sempre, la protagonista del breve romanzo scritto dall'autrice nel 1988, ma solo ora tradotto per il pubblico italiano. Si chiama Yayoi e ha diciannove anni, vive un'esistenza apparentemente tranquilla, in una famiglia idilliaca con l'amato fratello Tetsuo, ma sente dentro di sé un'insicurezza, un "presagio" che non riesce a sopire. Forse è dovuto alla strana difficoltà nel ricordare gli anni della prima infanzia e quello che ad essi è legato, come se in qualche modo esistesse un segreto rimosso; forse è la fatica di accettare una sensibilità paranormale che le permette di sentire, percepire presenze invisibili, come fantasmi della realtà e non della sua mente. La giovane Yayoi fugge da casa per andare a rifugiarsi dalla strana zia, Yukino, una trentenne insegnante di musica che vive in solitudine un'esistenza divisa tra un forte formalismo esteriore e una personalità molto più estrosa e libera. Ma la donna improvvisamente sparisce lasciando la nipote nell'assoluto sconcerto, con quel "presagio triste" incombente sempre più forte e pesante da sopportare. Solo in un viaggio a ritroso nel tempo che sarà anche un viaggio reale, Yayoi riuscirà a comprendere il senso della sua angoscia e superare gli ostacoli di una vita finalmente ritrovata nella sua verità.

Presagio triste di Banana Yoshimoto
Titolo originale: Kanashii Yokan
Traduzione di Giorgio Amitrano
128 pag., Euro 7.50 - Edizioni Feltrinelli (Super Universale Economica)
ISBN 88-07-84022-7

Le prime righe

Quella vecchia casa si trovava in un quartiere residenziale piuttosto distante dalla stazione. Poiché era alle spalle di un grande parco, era sempre avvolta da un intenso profumo di verde e, specialmente dopo che aveva piovuto, l'aria diventava così densa, come se le strade che circondavano la casa si fossero trasformate in una foresta, da farsi quasi soffocante.
Abitai anch'io per poco tempo in quella casa dove mia zia aveva vissuto a lungo da sola. Ripensandoci, quel breve momento è diventato per me un periodo prezioso e unico. Quando lo ricordo, vengo presa da una sensazione indefinibile. Come un miraggio apparso all'improvviso, quei giorni sembrano perdere ogni realtà.
Ripenso con struggente nostalgia alle ore trasparenti passate con la zia, noi due da sole. Credo sia stata una fortuna aver potuto condividere con lei quello spazio che era nato tra le fessure del tempo grazie a circostanze del tutto casuali.
Ricordo tutto perfettamente. La vecchia porta di legno aveva un pomello dorato ormai opaco. Le erbacce nel giardino, a lungo trascurate, erano cresciute altissime e fitte, e insieme agli alberi ormai quasi secchi nascondevano il cielo.

© 2003 Giangiacomo Feltrinelli Editore


L'autrice

Banana Yoshimoto (Tokyo 1964) ha conquistato un grandissimo numero di lettori in Italia a partire da Kitchen, pubblicato nel 1991, e si è presentata come un autentico caso letterario. Dei suoi libri ricordiamo N.P. (1992), Sonno profondo (1994), Tsugumi (1994), Lucertola (1995), Amrita (1997), Sly (1998), L'ultima amante di Hachiko (1999), Honeymoon (2000), H/H (2001) e La piccola ombra (2002). Banana Yoshimoto ha vinto il Premio Maschera d'Argento 1999.


Di Giulia Mozzato


30 aprile 2003