LETTERATURA E DINTORNI

Carlo Oliva
Storia sociale del giallo

"In Spagna non sono mai allignati né i pulps né i dime novels (e neanche, quanto a questo, i romanzi settimanali da edicola) e il fatto stesso di non avere una tradizione di editoria popolare può aver contribuito al singolare destino del giallo iberico, che non ha avuto bisogno di conquistarsi, come altrove, una dignità letteraria riconosciuta, ma si è subito imposto come genere colto, capace di attrarre il pubblico più sofisticato."

Una vera fortuna poter leggere un testo di critica e appassionarsi come alla lettura di un romanzo: questo capita se tra le mani si ha questa sintetica Storia sociale del giallo, titolo che è già una citazione (nell'introduzione Oliva esplicita il riferimento a Hauser, maestro in particolare della generazione a cui l'autore appartiene) e che ripercorre non soltanto lo sviluppo del genere all'interno della storia della letteratura, ma vedendolo anche in rapporto alle trasformazioni storico-sociale degli ultimi due secoli. Il demoniaco che è rimasto sotteso alle vicende del romanzo giallo, il rapporto con l'"istituzione polizia" sorta nel XIX secolo, i romanzi popolari e le convenzioni narrative che per diversi anni e in diverse letterature perdurarono, fino alla geniale invenzione di un personaggio come Sherlock Holmes o alla "maschera" di Fantomas, fino ai "gialli al quadrato" di Padre Brown che mettono a rischio l'identità del genere. Ma ecco la voce originale e straordinaria di Agatha Clarissa Miller a riportare ordine. Si arriva poi a vedere l'anima "latina" del giallo o meglio tutta la produzione ispanica (sia spagnola che latino-americana) che ha quasi sempre una connotazione progressista. Via via si osservano maestri e personaggi, e, soprattutto, il mondo reale circostante fino a toccare l'oggi e la produzione italiana di genere, fino a questo momento ben poco studiata. La Nota bibliografica che chiude il volume è un prezioso supporto per chi voglia approfondire l'argomento.

Storia sociale del giallo di Carlo Oliva
223 pag., Euro 16.90 - Edizioni Todaro (Impronte. Saggi)
ISBN 88-86981-47-3

Le prime righe

Introduzione

Il titolo di questo volume è, soprattutto, un atto di presunzione. L'autore, che è uomo, come si dice, non più giovanissimo, ha sempre ricordato con affetto un certo numero di libri degli anni della sua formazione, testi, per intenderci, del tipo della Storia sociale dell'arte di Harold Hauser o della Storia sociale della musica di George Dyson (apparsi entrambi in traduzione italiana, nelle collane dell'allora mitica Einaudi, tra la fine degli anni '50 e l'inizio della decade successiva) e non ha saputo resistere alla tentazione di mettersi, se non altro con il titolo, sullo stesso piano di quegli autori. Ma, naturalmente, una vera storia sociale del giallo dovrebbe analizzare l'evoluzione di questo genere di narrativa in rapporto costante, oltre che con i gusti, le tendenze e le aspettative del pubblico dei lettori, con le trasformazioni del mercato, non solo librario, e quelle delle strutture editoriali (come a dire, con l'intera evoluzione culturale ed economica del mondo occidentale dalla metà del XIX secolo a oggi), il che avrebbe richiesto un lavoro di ricerca davvero improbo, almeno per le mie forze, e un numero di pagine per renderne conto nettamente superiore alle disponibilità offerte da questa collana.

© 2003 Todaro Editore


L'autore

Carlo Oliva (Milano 1943), oltre che di gialli e di narrativa di genere, si occupa di ideologia del linguaggio e di problemi di metodologia operativa. Ha insegnato lettere antiche e moderne nei licei; ha tradotto, tra gli altri, James Crumley, James Ellroy, Richard Ford e Jim Thompson e ha contribuito con articoli e saggi a vari quotidiani e riviste.


Di Grazia Casagrande


18 aprile 2003