EMIGRAZIONE

Nuruddin Farah
Rifugiati
Voci della diaspora somala

"Farah riflette sulla situazione somala contemporanea, interrogando se stesso e una pletora di suoi connazionali in diaspora sulle cause che hanno portato il paese al disastro e sulle conseguenze che tale catastrofe ha avuto sulle loro esistenze di individui e membri di una comunità".

I grandi movimenti di popolazioni che attraversano il pianeta, percorrono strade differenti che tuttavia raccontano le medesime crisi, incontrando quasi sempre gli stessi ostacoli. Simili in particolare sono le varie storie legate alle diaspore nazionali. Nuruddin Farah, scrittore da 25 anni in esilio, racconta quella che ha visto migliaia di somali allontanarsi dal proprio paese, spinti dalla drammatica guerra civile che lo insanguina da molto tempo. Il saggio è una testimonianza "collettiva", la somma delle tante voci di esiliati che l'autore ha raccolto in Africa e in Europa. Viene ricostruito così il grande mosaico internazionale che vede inserirsi comunità somale in un gran numero di paesi e società, ne narra le difficoltà oggettive d'inserimento, ne esprime la nostalgia per la propria terra completamente allo sbando. È al tempo stesso il racconto di un popolo in fuga che cerca di ricostruire nelle varie "isole" in cui approda nuove comunità legate a una tradizione che non si vuole dimenticare e la ricostruzione degli eventi drammatici legati a un paese alla deriva (non dimentichiamo le nostre responsabilità...) che non può e non deve essere perduto per sempre.

Rifugiati. Voci della diaspora somala di Nuruddin Farah
Titolo originale: Yesterday, Tomorrow. Voices from the Somali Diaspora
Traduzione e introduzione di Alessandra Di Maio
254 pag., Euro 21.00 - Edizioni Meltemi (Biblioteca n.12)
ISBN 88-8353-207-4

Le prime righe

Introduzione
Una nazione di narrazioni

In più di un'occasione Nuruddin Farah ebbe a dire che gli scrittori, così come i loro libri, occupano territori che corrispondono alle diverse preoccupazioni degli esseri umani. Ci sono dunque autori, e storie, che trattano del periodo coloniale, della questione delle donne, dell'Islam, di lunghi viaggi in mare, della formazione di giovani artisti, dell'Olocausto, dell'amore coniugale, delle crociate cristiane, della frontiera americana, dell'assurdità dell'esistenza, e così via. Esistono, tuttavia, a detta di Farah, delle aree, in questo immenso super-territorio della scrittura, che rimangono scoperte: quella, per esempio, delle guerre civili africane.
Farah è uno scrittore che intreccia vari territori, riconducendoli sempre, in maniere e con esiti diversi, eppure costantemente ragguardevoli, al territorio principe della sua arte: la Somalia. Si tratta, tuttavia, di una Somalia molto personale, i cui confini non coincidono con quelli, già instabili, dell'omonima nazione, paese d'origine dello scrittore. La sua, piuttosto, è una Somalia come "ipotesi di lavoro", vissuta nella distanza imposta dall'esilio. E un "paese dell'immaginazione", a cui Farah ha deciso di dedicare la propria scrittura. Ma è un paese tanto immaginario quanto reale, che diventa tanto più verosimile quanto più lo si racconta. Più di una volta l'autore ha spiegato che il suo impegno di artista in esilio è quello di "mantenere in vita la propria patria narrandola nei suoi libri".
Con Rifugiati. Voci della diaspora somala, Farah interseca il territorio della Somalia della sua immaginazione con quello storico della guerra civile che, negli anni Novanta, ha devastato il paese.

© 2003 Meltemi Editore


L'autore

Nuruddin Farah, nato nel 1945 a Baidoa, nell'ex Somalia italiana, è stato insignito di numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il premio Neustadt e, in Italia, in Grinzane Cavour e il Mondello. Dopo aver vissuto in diversi paesi, da qualche anno risiede a Città del Capo, in Sudafrica. Dei suoi molti romanzi in lingua inglese, in Italia sono apparsi Chiuditi Sesamo (1992), Latte agrodolce (1993), e Sardine (1996), che formano la trilogia "Variazioni sul tema di una dittatura africana; Doni (2001), Segreti (2002) e Mappe (2003), che compongono la trilogia "Sangue al sole".


Di Giulia Mozzato


18 aprile 2003