PENSATORI CONTEMPORANEI

Jean Ziegler
La privatizzazione del mondo

"Le lotte si inventano sul campo, non vengono decretate dall'alto, ma le forze sono disperse. È necessario allora costruire dei fronti, e questo è in effetti il metodo applicato dalla nuova società civile planetaria emergente."

Ziegler, attualmente relatore all'Onu per il diritto all'alimentazione, è diventato molto noto in Italia e nel mondo immediatamente dopo la pubblicazione del suo primo volume, La Svizzera lava più bianco, in cui lui stesso, svizzero doc, docente di sociologia all'Università di Ginevra e membro del parlamento elvetico, denunciava il riciclaggio di denaro sporco che sistematicamente avveniva nel suo Paese. Ma a questa circostanziata e documentata denuncia ne seguirono molte altre, tanto da essere diventato temibile per molti dei paesi a capitalismo avanzato che spesso basano le proprie ricchezze su abusi se non addirittura su un utilizzo criminale delle regole economiche. Il mercato globale sembra aver spazzato via anche le ultime remore etiche, e aperto a forme selvagge di sfruttamento di uomini e di materie prime, i nuovi maîtres del mondo (come li definisce Ziegler nel testo in lingua originale) sono incuranti delle devastazioni che si perpetuano sugli Stati (come strutture sociali organizzate) e sulla natura. A contrastare tanta arroganza dell'impero del denaro sono sorti movimenti sempre più vasti di resistenza e di opposizione: si può parlare di una nuova società civile planetaria, di un'opinione pubblica che si fa autorevolmente "superpotenza" (come è stato recentemente detto) e che si muove, e in questo sta la sua originalità assoluta, non per pretendere qualcosa per se stessa, ma per assicurare al mondo maggiore giustizia, ma soprattutto la possibilità che un futuro esista.

La privatizzazione del mondo di Jean Ziegler
Titolo originale: Les nouveaux maîtres du monde et ceux qui leur résistent
Traduzione di Monica Fiorini
313 pag., Euro 15.50 - Edizioni Marco Tropea (Le querce)
ISBN 88-438-0398-0

Le prime righe

Prefazione
La storia mondiale della mia anima

La giornata si annunciava splendida. Erano le sei e un quarto del 3 agosto. Un sole rosso sorgeva sull'aeroporto di Bruxelles-Zaventem. Il Boeing 747 della Sabena atterrò in orario. Mentre i passeggeri, con gli occhi ancora pieni di sonno, scendevano la scaletta per raggiungere le due navette, un controllore in tuta bianca fece il giro dell'apparecchio.
Dal vano del carrello di atterraggio sinistro uscivano tre dita di una mano, aggrappate al bordo della paratia. Il controllore si avvicinò e nel carrello di atterraggio scoprì i corpi rannicchiati di due adolescenti, neri e fragili, con i tratti del viso irrigiditi dal terrore. Erano quelli di Fodé Touré Keita e Alacine Keita, due ragazzi di quindici e quattordici anni, provenienti dalla Guinea, che indossavano solo un paio di pantaloncini, sandali e camicia.
Il vano principale del carrello di un Boeing 747 contiene sedici grosse ruote. Il compartimento, ampio e alto due metri, si può aprire solo dalla cabina di pilotaggio, ma quando l'aereo si trova sulla pista chiunque, purché riesca a eludere la sorveglianza del personale addetto alla manutenzione, può intrufolarvisi.
Durante il volo, a velocità di crociera, un Boeing 747 raggiunge gli undicimila metri; a quell'altezza la temperatura esterna è di cinquanta gradi sotto zero.

© 2003 Gruppo Editoriale Il Saggiatore


L'autore

Jean Ziegler, dopo aver insegnato sociologia all'Università di Ginevra ed essere stato un membro del parlamento Svizzero, è oggi relatore speciale all'ONU per il diritto all'alimentazione. È autore di numerosi saggi in cui ha criticato la politica e il sistema finanziario del suo paese. In Italia sono stati tradotti: La Svizzera lava più bianco (1990), La vittoria dei vinti (1992), La felicità di essere svizzeri (1994), La Svizzera, l'oro e i morti (1998). Ha anche pubblicato I signori del crimine (2000), il romanzo L'oro del Maniema (2001) e La fame nel mondo spiegata a mio figlio (1999).


Di Grazia Casagrande


18 aprile 2003