STORIA

Piers Brendon
Gli anni trenta
Il decennio che sconvolse il mondo

"Gelosie, sospetti e diffidenze influivano fortemente sui frequenti e tristemente noti avvicendamenti dei ministri durante il regime fascista. Il successo era punito e la corruzione premiata: Mussolini scherzava dicendo che non poteva licenziare quei gerarchi che si erano arricchiti perché avrebbero lasciato il posto ad altri che le fortune dovevano ancora farsele."

Un volume ampio e completo che analizza un decennio fondamentale per comprendere l'intero secolo XX. Sono gli anni Trenta a subire le conseguenze di una guerra che ebbe per la prima volta dimensioni mondiali e che vide la caduta degli Imperi modificando in questo modo gli equilibri internazionali, e sono gli stessi anni a creare i presupposti di una seconda, ancor più distruttiva, guerra mondiale che fu il frutto delle dittature sorte e consolidatesi in quel decennio. Gli Stati Uniti e le ferite della crisi del '29, l'affermarsi del fascismo in Italia, il nazismo che conduce a grandi passi il mondo verso la catastrofe, le purghe in Unione Sovietica e la guerra civile spagnola: ecco alcune tematiche sviluppate dall'autore con un piglio narrativo che rende la lettura appassionante come quella di un romanzo. Crisi economica e politica ma anche morale e sociale, un'analisi che funge da indicazione per spiegare come le difficoltà di ordine economico diventino spesso motori di dissolvimento politico e comunque incidano sostanzialmente sulle vicende storiche.
I protagonisti del decennio (Hitler, Mussolini, Franco, ma anche Churchill, Roosevelt e Pio XII) sono presentati con la forza dei personaggi tragici o eroici della grande tradizione drammatica e il loro agire diventa emblema delle diverse posizioni ideologiche quindi mai avulso dal contesto storico-politico.

Gli anni trenta. Il decennio che sconvolse il mondo di Piers Brendon
Titolo originale: The Dark Valley. A Panorama of the 1930s
Traduzione di Corradino Corradi
740 pag., Edizioni Carocci (Saggi n. 19)
ISBN 88-430-2356-X

Le prime righe

Introduzione

Sono stato concepito poco prima dell'"ora più bella" della Gran Bretagna e sono nato immediatamente dopo di essa, nel dicembre 1940. Ma, come molti altri bambini venuti al mondo durante la guerra, sono stato allevato all'insegna degli anni trenta. Mio padre era un tipico intellettuale borghese di quel decennio: fumava "Gitanes", indossava scarpe consumate di pelle scamosciata, leggeva il settimanale "New Statesman" come se fosse la Bibbia e avrebbe ardentemente desiderato combattere in Spagna (ma, invece d'imbracciare le armi, imparò lo spagnolo). Mia madre, che aveva frequentato una scuola dove s'insegnava alle ragazze a "essere le future madri dei figli dell'impero britannico", non era né una radicale, né tantomeno una bohémienne. Ma anche lei era una creatura del suo tempo: fumava "Craven A", prestava attenzione al fatto che le cuciture delle sue calze fossero perfettamente diritte, pensava che Evelyn Waugh fosse il non plus ultra della ricercatezza e inorridiva ogni volta che sentiva alla radio un accento "ordinario". Queste descrizioni concise non rendono giustizia ai miei genitori, i quali erano persone dalle molte sfaccettature al pari dell'epoca durante la quale erano cresciuti. Questo mio retroterra familiare, però, indica con precisione l'origine del fascino che quel periodo esercita sulla mia persona; un periodo tanto determinante quanto complesso.

© 2002 Carrocci Editore


L'autore

Piers Brendon è Fellow del Churchill College di Cambridge, dove è responsabile dei Churchill Archives. È autore di biografie di Churchill e di Eisenhower e collabora regolarmente con la televisione.


Di Grazia Casagrande


18 aprile 2003