SCIENZE

Luigi Bignami, Gianluca Ranzini, Daniele Venturoli
La vita nell'universo

"Chissà, la scoperta di un microrganismo extraterrestre, per quanto piccolo, potrebbe segnare la fine della nostra 'solitudine cosmica'."

Conoscete l'Esobiologia? Si tratta di una nuova scienza multidisciplinare che unisce le competenze di astronomi, astrofisici e le capacità e le competenze tecniche dell'astronautica, alla biologia, alla fisiologia e alla chimica. Lo scopo finale è rispondere alla domanda "siamo soli nell'universo"?
Per potere sviluppare un approccio credibile e scientificamente corretto a questo interrogativo che da sempre ci accompagna, dobbiamo partire dalla nascita dell'universo, dall'origine del sistema solare e dall'evoluzione della vita sul nostro pianeta, per tentare di riprodurre teoricamente questa evoluzione in condizioni esterne molto differenti. Le conoscenze che abbiamo di Marte o di altri pianeti del nostro sistema solare possono essere un punto di partenza interessante. Quali sono le condizioni indispensabili per la vita? Dove potrebbe essere ricercata? Nella parte finale del volume si approfondisce anche un altro tema importante: quante sono le probabilità che esistano nell'universo civiltà intelligenti? Per rispondere a questo quesito "centrale" si analizza anche l'operato del SETI (Search for Extra Terrestrial Intelligence), fondato nel 1984 e destinato a sciogliere forse in futuro una delle incognite più affascinanti dell'esistenza.
Un saggio appassionante e leggibilissimo che apre a tutti nuove visuali e scenari da fantascienza.

La vita nell'universo di Luigi Bignami, Gianluca Ranzini, Daniele Venturoli
XIV-241 pag., ill., Euro 17.50 - Edizioni Bruno Mondadori (Biblioteca delle Scienze)
ISBN 88-424-9392-9

Le prime righe

Introduzione

Da quanto tempo l'uomo s'interroga sulla sua posizione nell'universo? Da quando si chiede se veramente il pianeta che lo ospita, con il suo corredo d'innumerevoli forme di organismi viventi, sia una realtà unica e senza eguali o se sia solo un esempio, ripetibile e forse ripetuto altrove, di un luogo dove la vita abbia avuto la possibilità di nascere ed evolversi? Quante volte, guardando il cielo, gli è capitato di chiedersi se siamo veramente soli? Moltissime, a giudicare dalla ricorrenza di questa domanda nella letteratura e nella filosofia, fin dai tempi più remoti. Ma è solo dagli anni sessanta del secolo appena trascorso che, per rispondere a questo interrogativo, prende forma una vera e propria scienza della "vita al di fuori della Terra": è l'esobiologia, una disciplina che nasce dalla convergenza di astronomia, geologia, biologia e da tutte le loro possibili declinazioni e branche collaterali. Da allora gli strumenti e gli obiettivi dell'esobiologia hanno assunto una fisionomia sempre più precisa, tanto che alcuni hanno preferito ribattezzarla bioastronomia o astrobiologia.
Ma, qualunque sia il nome che si vuol dare a questa disciplina, la domanda fondamentale è sempre la stessa: quali sono le probabilità che raggiunga il proprio scopo? Leggendo quanto ha scritto ormai più di trent'anni fa Jacques Monod (1910-1976), premio Nobel per la medicina nel 1965, nel suo celeberrimo Il caso e la necessità, si direbbe che tali probabilità siano ben poche: la nascita della vita è un evento casuale nel flusso degli infiniti accadimenti dell'universo, che molto difficilmente potrebbe ripetersi.

© 2003 Paravia Bruno Mondadori Editore


Gli autori

Luigi Bignami, geologo di formazione, è giornalista professionista. Come geologo ha lavorato per diversi anni in Africa per l'ENI e per il Ministero degli Esteri. È autore di numerosi libri e collabora con "Corriere della sera", "Panorama", "Focus", "Nuovo Orione". In televisione ha condotto, tra l'altro, "Natura Avventura", "Galapagos" e "Cinque Continenti".

Gianluca Ranzini, astrofisico, è stato dal 1994 al 1998 responsabile scientifico del Planetario di Milano. Tra i suoi lavori ricordiamo: L'universo, Grande enciclopedia dell'astronomia (Novara 1996); Atlante dell'universo e Guida Compact Astonomia (Novara 2000). Attualmente è redattore di "Focus Extra" e svolge consulenze per la realizzazione di nuovi Planetari.

Daniele Venturoli, fisico, dal 1999 è assistente di ricerca all'Università di Lund, in Svezia, dove si occupa di biofisica delle membrane permeabili. Ha contribuito a uno degli esperimenti di fisiologia umana svolti nel corso della missione EuroMIR 95. Da sempre interessato alla divulgazione scientifica, ha organizzato due convegni di esobiologia per la Società Italiana di Scienze Naturali.

I tre autori sono tra i fondatori del Centro Studi di Esebiologia della Società Italiana di Scienze Naturali.


Di Giulia Mozzato


18 aprile 2003