SCIENZE

Alberto Oliverio
Dove ci porta la scienza

"A una diversa immagine dello scienziato e della scienza hanno contribuito le interpretazioni formulate da quei sociologi della scienza che sostengono che la scienza sia una costruzione sociale in quanto rispecchia gli interessi, gli obiettivi e il 'clima' caratteristici di una determinata società e fase storica."

Il tema trattato nel saggio riguarda sia la problematica sul dove ci stia portando la scienza, sia su che tipo di scienza e di tecnologia siano necessarie negli anni a venire, quindi su "dove vogliamo noi condurre la scienza". La distinzione è tutt'altro che secondaria, infatti il primo quesito dà alla scienza il primato, quasi fosse un'evoluzione ineludibile a cui l'umanità dovrà inevitabilmente adeguarsi, il secondo invece dà agli uomini la possibilità di indirizzare la ricerca in modo mirato e funzionale allo scopo possibilmente positivo che si sono prefissati.
Le scienze della vita hanno, negli ultimi anni, bruciato molte tappe: in particolare la biologia della riproduzione ha, nelle sue recenti scoperte, fatto sorgere un dibattito di tipo etico e politico molto coinvolgente (in particolare il tema della clonazione o dell'uso delle cellule staminali). Nel campo delle neuroscienze le scoperte di alcuni farmaci o di alcune tecnologie d'indagine hanno aperto nuovi orizzonti per la cura e la diagnosi di alcune gravi malattie.
Ma questo incessante e frenetico "bottino" di novità apre anche a nuove concezioni ad esempio sul significato e la funzione della scienza stessa e dello scienziato, sulla distinzione (ancora possibile?) tra tecnologia e scienza, del tutto legate all'attuale sistema della ricerca e al presente peso dell'economia. Con il crollo degli ottimismi positivisti, e il superamento dei successivi atteggiamenti "neoromantici" (emblematica è in questo senso la cultura New Age) si può oggi osservare con maggior equilibrio e disincanto questa tematica davvero fondamentale per progettare un futuro augurabilmente migliore.

Dove ci porta la scienza di Alberto Oliverio
VIII-155 pag., Euro 12.00 - Edizioni Laterza (I Robinson. Letture)
ISBN 88-420-6911-6

Le prime righe

Premessa

Le scienze della vita sono al centro di vivaci discussioni e polemiche sulla loro capacità di modificare la natura, natura umana compresa. Gli sviluppi della biologia molecolare, dell'ingegneria genetica, della biologia della riproduzione e delle neuroscienze hanno infatti trasformato, nel giro di pochi anni, il mondo in cui viviamo: mentre prima il mondo naturale era chiaramente distinto da quello artificiale, oggi questa distinzione è sempre più problematica.
La riproduzione umana, immutata per decine di migliaia di anni, è aperta a una serie di tecnologie, dalla fertilizzazione in vitro alla selezione embrionale, che ne hanno cambiato le regole, dischiudendo nuove possibilità alle coppie sterili, ma anche sollevando problemi su procedure dubbie come l'impiego di madri "surrogate" o la tanto discussa donazione. Da quando sono state introdotte, la fertilizzazione in vitro e altre tecnologie riproduttive si sono però diffuse in modo massiccio e almeno duecentomila bambini nascono ogni anno grazie alla fecondazione assistita.

© 2003 Laterza Edizioni


L'autore

Alberto Oliverio, autore di diversi fortunati volumi di divulgazione, insegna Psicobiologia nell'Università di Roma La Sapienza. Ha diretto e lavora da lungo tempo nel Laboratorio di psicobiologia e psicofarmacologia, ora parte dell'Istituto di Neuroscienze del CNR. Tra le sue opere, L'arte di ricordare (Milano 2000), La mente, istruzioni per l'uso (Milano 2001). Ha anche scritto L'alba del comportamento umano (1998), Nei labirinti della mente (1998) entrambi con A. Oliviero Ferraris; Biologia e filosofia della mente (1999), Prima lezione di neuroscienze (2002).


Di Grazia Casagrande


18 aprile 2003