PENSATORI CONTEMPORANEI

Franco Rella
Miti e figure del moderno
Letteratura, arte e filosofia

"Miti e figure del moderno, si muove ancora in gran parte in un'area di immagini, in cui il loro stesso fascino resiste alla loro trasformazione in figura. Il piacere dell'immagine è indubbiamente una tappa, ma questa deve essere superata nel conflitto della figura. È questo il campo di battaglia della descrizione critica e storica."

Non è un testo di facile approccio questo Miti e figure del moderno di Rella. L'analisi affascinante che l'autore (uno dei maggiori filosofi italiani) svolge in queste pagine è articolata e complessa e richiede una conoscenza della storia del pensiero moderno per poter essere decifrata con chiarezza. Tuttavia Rella accompagna il lettore attraverso queste tematiche complesse in modo molto chiaro e lineare. Al centro dell'analisi è la dissoluzione dei miti e delle ideologie che poggiavano sui presupposti della razionalità classica, dissoluzione che ha dato vita al "moderno". "È l'età della crisi dell'idealismo e del romanticismo e delle ideologie e dei miti che in esso abitavano, che ora non legittimano più nulla". Nascono nuovi miti e nuove immagini del pensiero, rappresentato pienamente da Nietzsche: "è in lui che troviamo la parola più nitida che descrive il mondo in cui dio è morto". Siamo tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento e la forma, il modo in cui il lavoro di Rella si articola è attraverso l'analisi della "figura": "proprio nella nozione di 'figura' si delinea il senso di questo libro, ma soprattutto di un compito che va al di là di esso. La 'figura' descrive la 'caducità', la transitorietà, la precarietà del 'tempo della crisi', in quanto è l'articolarsi ormai di un pensiero del tempo della crisi. Dunque la 'figura' è il movimento stesso di un 'altro pensiero', rispetto a quello della filosofia classica, di un pensiero che transita attraverso le 'immagini' letterarie e i concetti, che tiene insieme le due 'mezze verità' che sempre si manifestano nel tempo della modernità: la massima astrazione del concetto e la massima forza di ciò che è stato via via definito mito, sragione, analogia, immagine". Il saggio, già pubblicato nel 1981 da Pratiche Editrice e nel 1993 da Feltrinelli in questa collana, viene ora riproposto in edizione aggiornata e ampliata, con nuovi capitoli.

Miti e figure del moderno. Letteratura, arte e filosofia di Franco Rella
95 pag., Euro 8.50 - Edizioni Feltrinelli (Universale Economica. Saggi n. 1258)
ISBN 88-07-81258-4

Le prime righe

Capitolo I
Il pensiero dell'altro

1. Sentieri delta ragione

Un gesto implacabile, quello di Descartes, ha inaugurato il sapere moderno: cogito ergo sum. L'unica certezza possibile, nella crisi del sistema aristotelico e tolemaico, che sembrava aver dissolto ogni valore e ogni rapporto conoscitivo, è quella che deriva dal pensiero: è la certezza della ragione. Essa è l'esito di un lungo e faticoso processo, che si muove anzitutto strappando la ragione dai sensi. La sua prima mossa è appunto quella di abducere mentem a sensibus, perché nella sensazione, e nell'esperienza che da essa deriva, si annida l'errore. Ma la vittoria della certezza e della ragione non avviene una volta per tutte. La battaglia continua. Il soggetto è il campo di questa battaglia. In esso, infatti, si è iscritta la sensazione che ci ha colpito, quando ancora eravamo infanti, e che ancora ci colpisce, quando la sorveglianza si allenta, come nel sogno o nella malattia.
Descartes ha raccontato la storia di questa battaglia nel Discorso sul metodo: la lotta attraverso cui l'Ego della ragione ha via via ridotto le pretese del soggetto: ogni pretesa conoscitiva della sensazione.

© 2003 Giangiacomo Feltrinelli Editore


L'autore

Franco Rella (Rovereto 1944), docente di Estetica alla facoltà del Design e delle Arti dell'Università di Venezia, è autore di numerosi saggi, più volte ristampati e tradotti. Ha pubblicato, fra gli altri: Il mito dell'altro. Lacan, Deleuze, Foucault (1981), Il silenzio e le parole. Il pensiero nel tempo della crisi (1981), Metamorfosi. Immagini del pensiero (1984), La battaglia della verità (1986), Limina. Il pensiero e le cose (1987), Asterischi (1989), L'enigma della bellezza (1991), Miti e figure del moderno (1993), Le soglie dell'ombra (1994), Negli occhidi Vincent. L'io nello specchio del mondo (1998), Ai confini del corpo (2000), Figure del male (2002), oltre il romanzo L'ultimo uomo (1996); e ha curato per "I Classici" le edizioni Hölderline, Edipo il tiranno, Sofocle, Edipo Re, Rilke, I sonetti a Orfeo, Baudelaire, Lo Spleen di Parigi e Ultimi scritti, Euripide, Baccanti, Flaubert, Bouvard e Pécuchet.


Di Giulia Mozzato


18 aprile 2003