SCIENZE

Steven Shapin
La rivoluzione scientifica

"Tempo addietro [...] alcuni storici annunciarono di aver identificato un evento storicamente coerente, rivoluzionario e cruciale che aveva mutato in maniera sostanziale e irrevocabile la conoscenza che l'uomo aveva del mondo della natura e le sue modalità di fondazione. Fu quello il momento in cui il mondo divenne finalmente moderno, un evento intrinsecamente buono che andò in scena in un periodo imprecisato tra la fine del XVI e l'inizio dele XVII secolo."

"Questo è un lavoro di sintesi critica, non una ricerca originale", così esordisce l'autore per inquadrare immediatamente la tipologia del saggio che stiamo analizzando. Ma questa premessa non sminuisce affatto il valore dell'opera, che approfondisce dettagliatamente ma in modo semplice, fluido e scorrevole, quel periodo storico-culturale generalmente indicato come "rivoluzione scientifica", momento di cambiamento radicale del pensiero umano, "messo in discussione" e rielaborato, nei termini in cui viene solitamente inteso, dagli storici. Il saggio è diviso in grandi aree concettuali, molto semplici; l'autore parte da grandi tematiche per comprendere lo stato della conoscenza scientifica nel XVI e XVII secolo. Che cosa si conosceva? Come si conosceva? Perché si conosceva? Queste sono le domande centrali a cui Shapin offre una risposta interessante e puntuale, sposando il presupposto teorico che la rivoluzione scientifica non fu un momento di rottura con il passato (come a lungo si è pensato), ma una naturale evoluzione delle conoscenze e delle tradizioni medievali.
Di particolare rilievo, proprio nell'ottica di questo lavoro, l'apparato bibliografico del volume, ottimo punto di partenza per chi desiderasse approfondire ulteriormente l'analisi e lo studio di questi temi.

La rivoluzione scientifica di Steven Shapin
Titolo originale: The scientific revolution
Traduzione di Michele Visentin
XXVIII-252 pag., ill., Euro 18.00 - Edizioni Einaudi (Piccola Biblioteca Einaudi. Piccola biblioteca Einaudi. Nuova Serie n. 218)
ISBN 88-06-16151-2

Le prime righe

Introduzione

La rivoluzione scientifica . storia di un'espressione.

L'argomento di questo libro è presto detto: non c'è mai stata una cosa come la Rivoluzione Scientifica. Tempo addietro, quando il mondo accademico offriva più certezze e più comforts, alcuni storici annunciarono di aver identificato un evento storicamente coerente, rivoluzionario e cruciale che aveva mutato in maniera sostanziale e irrevocabile la conoscenza che l'uomo aveva del mondo della natura e le sue modalità di fondazione. Fu quello il momento in cui il mondo divenne finalmente moderno, un evento intrinsecamente buono che andò in scena in un periodo imprecisato tra la fine del XVI e l'inizio del XVIII secolo. Nel 1943 lo storico francese Alexandre Koyré esaltava il terremoto concettuale scoppiato nel cuore della rivoluzione scientifica come " la più radicale rivoluzione compiuta o subita dalla mente umana" dai tempi dei Greci. Si trattò di una rivoluzione così profonda che la cultura umana "per secoli non ne afferrò la portata e il significato, i quali persino oggi vengono spesso misconosciuti o incompresi". Pochi anni più tardi, lo storico inglese Herbert Butterfield ci ricordava che la rivoluzione scientifica "supera in splendore qualunque altra cosa sia accaduta dalla nascita del Cristianesimo, e riduce il Rinascimento e la Riforma allo status di meri episodi... [rappresenta] la vera origine sia del mondo moderno sia della mentalità moderna".

© 2003 Giulio Einaudi Editore


L'autore

Steven Shapin insegna Sociologia presso l'Università della California a San Diego. In Italia ha pubblicato, in collaborazione con Simon Schaffer, Il Lviatano e la pompa ad aria: Hobbes, Boyle e la cultura dell'esperimento Scandicci (1994).


Di Giulia Mozzato


18 aprile 2003