Per i più piccoli - Primi lettori - Per i più grandi - I Delfini


Mino Milani
Aka Hor

"Il caldo era feroce. Non v'era un solo alito di vento. All'ombra delle palme o tra le capanne del villaggio, lungo il fiume che sembrava argento liquido, la gente di Gombòla guardava in silenzio i nostri preparativi."

Mino Milani è uno dei più grandi narratori di storie d'avventura che può vantare la letteratura italiana contemporanea. Scrivere per i ragazzi è per lui assolutamente naturale, ma al tempo stesso i suoi libri sono gradevoli e interessanti anche per un lettore adulto. Accade così per Aka Hor, un racconto appassionante e originale. La storia, ambientata nel 1877-78, esordisce in Italia, quando il conte Martelli, un ex ufficiale di Garibaldi, si accorge che un clandestino arrestato su una nave nel porto di Genova, e colpito da amnesia, è in realtà Dick, il suo attendente, da tempo ritenuto disperso in una infelice spedizione africana. Insieme al maggiore portoghese Gomez, certi che dietro il fallimento di quella spedizione si nasconda un segreto molto importante, organizzano un nuovo viaggio in una zona dell'Africa bagnata dallo Zambesi dove si trova "qualcosa" di misterioso che Dick chiama, nei brevi momenti in cui torna padrone della sua memoria, Aka Hor. Da qui parte la storia di questa spedizione, sempre più difficile e pericolosa mano a mano che gli uomini si addentrano nella savana e si avvicinano al monte Swampopo, il luogo dietro al quale pare si debba trovare Aka Hor. Scoprendo il segreto dovranno affrontare difficili prove e alcuni di loro saranno inevitabilmente uccisi.
Tra le tematiche centrali del racconto, la terribile piaga della schiavitù che, sebbene ufficialmente "fuori legge" in quegli anni, veniva ancora praticata come un vero e proprio commercio clandestino dai paesi arabi (un fenomeno poco studiato nei testi di storia) e il fascino delle esplorazioni che portavano questi uomini, per coraggio o per dovere, a visitare luoghi davvero straordinari, ancora inesistenti per le carte geografiche del tempo.


Aka Hor di Mino Milani
Postfazione di Antonio Faeti
181 pag., Euro 7.50 - Edizioni Fabbri (I Delfini)
ISBN 88-451-2946-2



Le prime righe

Prima, però...

... bisogna ricordare che, negli anni in cui si svolge la vicenda di Aka Ror, sulla carta geografica dell'Africa v'erano qua e là grandi macchie bianche: indicavano i territori non ancora o non completamente esplorati. E proprio in quegli anni, per esplorare le terre sconosciute, uomini audaci partivano da questo o da quel punto della costa e si inoltravano nell'interno, affrontando fatiche, malattie, insidie d'ogni genere, e l'ostilità più che naturale degli indigeni. Alcuni non tornavano più, altri tornavano con nuove notizie, e le macchie bianche andavano via via scomparendo. L'Africa però non era solo terra d'esplorazione, era soprattutto terra di conquista e di sfruttamento: di vastissime zone sulla costa e nell'interno s'erano impadroniti gli inglesi, i francesi, gli spagnoli e i portoghesi (poi sarebbero arrivati i belgi, i tedeschi, e gli italiani). Era anche terra di preda: vi infuriava la "tratta dei negri", l'orribile mercato, cioè, di giovani africani che venivano strappati ai loro villaggi e venduti come schiavi, non più ormai nelle Americhe (come nel passato, quando a condurre la tratta erano stati i bianchi), ma nei paesi arabi, e per questo gli storici parlano di "tratta musulmana". La vicenda di Aka Hor (che, ricordiamo anche questo, è un romanzo, non una storia vera) si svolge in quella parte dell'Africa alla quale si interessavano i portoghesi, che avevano un possedimento sulla costa occidentale, cioè sull'Oceano Atlantico (la Colonia dell'Angola, vasta quattro volte e mezza l'Italia) e uno su quella orientale, sull'Oceano Indiano (la Colonia del Mozambico, poco meno estesa). Si parla, a un certo punto, dello Zambesi: si tratta di un fiume che dal cuore dell'Africa, scorrendo per ben duemilacinquecento chilometri, va a finire nell'Oceano Indiano. Il suo corso oggi è noto, allora sì e no; allora, tra le due colonie portoghesi, v'erano ancora quelle grandi macchie bianche che indicavano l'Africa, come si diceva, tenebrosa.


© 2002, RCS Libri Editore

L'autore

Mino Milani è uno dei più grandi scrittori italiani per ragazzi. Ha scritto e lavorato per "Il Corriere dei Piccoli"; ha creato un personaggio amatissimo, il cowboy triste Tommy River; ha vinto moltissimi premi. Vive e lavora a Pavia. Ha pubblicato: L'uomo venuto dal nulla e Seduto nell'erba, al buio.


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28 marzo 2003