Per i più piccoli - Primi lettori - Per i più grandi - I Delfini


Judith Kerr
Quando Hitler rubò il coniglio rosa

"Evidentemente ai bambini tedeschi era stato proibito non soltanto di giocare ma anche di parlare con loro perché pareva che il bambino volesse dire qualcosa, ma alla fine fece la sua buffa smorfia di scusa e scrollò il capo.
Anna e Max si guardarono in faccia. Non gli era mai capitato di trovarsi in una situazione del genere."

Ci sono tanti modi per far capire ai più piccoli le vicende drammatiche del recente passato: libri scolastici, documentari, film, racconti di nonni e di parenti anziani... Ma ecco un libro, un romanzo, che permette di conoscere aspetti nuovi del passato e sa far riflettere. Protagonista è una bambina spensierata e coraggiosa che, solo perché ebrea, è costretta a lasciare la casa, i giochi, gli amici, la scuola, in altre parole tutta la vita vissuta fino al drammatico giorno in cui un insignificante ometto dai ridicoli baffi neri vince le elezioni. Nei giorni che seguiranno quella dolorosa fuga, Anna, la protagonista deve affrontare mille difficoltà e privazioni e il lettore ignora quali successive sofferenze la possono ancora aspettare. Questo libro insomma può far capire, con grande semplicità e chiarezza, a tutti i bambini che cosa orribile siano stati (e lo siano ancora) il razzismo e la dittatura. La vicenda ha inizio in Germania quando Anna sta vivendo serenamente la sua infanzia in una bella casa, circondata dal benessere e dagli affetti familiari. Suo padre è uno scrittore importante che ha saputo conquistare prestigio sociale e una certa ricchezza. Quasi all'improvviso però tutto viene a crollare: Hitler vince le elezioni, l'odio antisemita si diffonde e ogni ebreo deve cercare di sfuggire alla persecuzione imminente e da tempo annunciata. Per questo Anna è costretta a lasciare dietro di sé tutto ciò che aveva (oggetti e serenità) e a rifugiarsi con la famiglia prima in Svizzera poi a Parigi, quindi a Londra. L'autrice del bel romanzo, che considererei un "classico moderno" della letteratura per ragazzi, ha vissuto un'esperienza drammatica simile a quella della sua protagonista e forse per quello sa tanto intensamente descriverci la sofferenza e il coraggio di chi si trova ad essere vittima innocente della crudeltà della Storia.


Quando Hitler rubò il coniglio rosa di Judith Kerr
Titolo originale: When Hitler Stole Pink Rabbit
Traduzione di Maria Buitoni Duca
270 pag., ill., Euro 7,50 - Edizioni Fabbri (I Delfini n.21)
ISBN 88-451-7987-7



Le prime righe

1.

Anna tornava da scuola e camminava verso casa con Elsbeth, una sua compagna di classe. Quell'inverno a Berlino era caduta un sacco di neve. Non si scioglieva e così gli spazzini l'avevano ammucchiata sul bordo della strada e lì era rimasta per settimane, triste e grigia. Adesso, in febbraio, la neve si era sciolta in fanghiglia e c'erano pozzanghere dappertutto. Anna e Elsbeth le evitavano, saltando sopra con gli stivali. Avevano tutte e due i cappotti pesanti e i berretti di lana per tenere calde le orecchie e Anna aveva anche una sciarpa. Aveva nove anni, ma era piccola per la sua età e le code della sciarpa le pendevano quasi fino ai ginocchi. La sciarpa le copriva anche la bocca e il naso, e così le si vedevano soltanto gli occhi che erano verdi e una ciocca di capelli neri. Camminava in fretta perché voleva comprare delle matite dal cartolaio ed era quasi l'ora di pranzo. Ma era senza fiato e fu contenta quando Elsbeth si fermò davanti a un grande manifesto rosso. "Un'altra foto di quell'uomo" commentò Elsbeth. "La mia sorellina ne ha vista un'altra ieri e credeva che fosse Charlie Chaplin."


Un'immagine



© 1997, RCS Libri Editore (IX edizione)

L'autrice

Judith Kerr è nata in Germania, ma ha dovuto lasciarla nel 1933 perché era ebrea e gli ebrei venivano perseguitati dai nazisti. Alla fine, proprio come Anna in questo romanzo, ha raggiunto l'Inghilterra. E là è diventata scrittrice e sceneggiatrice.


il libro successivo...




28 marzo 2003