Per i più piccoli - Primi lettori - Per i più grandi - I Delfini


Anne Fine
Non c'è campo


"Non rivelai che Stol mi aveva costretto a modificare quasi tutta la prima parte per renderla più vicina alla realtà.
E in ogni caso non mi avrebbe mai creduto, dal momento che Stol era già famoso a scuola come il più straordinario e più incallito bugiardo."



Un incidente e un bambino immobile steso su un letto d'ospedale. Al suo fianco l'amico del cuore con la madre: ma dove sono invece i genitori di Stol, il piccolo in pericolo di vita? Il padre è un uomo troppo importante per essere disturbato e la madre si trova in uno sperduto angolo del Nicaragua per effettuare un servizio fotografico, un posto così fuori mano che non può essere raggiunto dalle linee telefoniche: non c'è campo! Ma "non c'è campo", tra Stol e i suoi genitori, non solo per quanto riguarda il telefono, perché tra loro c'è una distanza, un vuoto di comunicazione che sembra incolmabile. Forse per questo quel ragazzino che ora sta rischiando la vita è sempre stato così anticonformista, così temerario, al limite dell'incoscienza. Ed è il suo grande amico Ian, un ragazzo normalissimo, che ha la serenità che può dare la sicurezza degli affetti familiari che, raccontando la sua storia, cercherà riconnettere con la realtà, di "ridare campo" all'unione tra corpo e mente di Stol.


Non c'è campo di Anne Fine
Titolo originale: Up On Cloud Nine
Traduzione di Cristina Sperandeo
Pag. 182, Euro 11,00 - Edizioni Salani
ISBN 88-8451-217-4



Le prime righe

Stol giace immobile

Stol giace immobile su questo strano letto a rotelle. Si direbbe che stia aspettando il suo funerale. Il viso è completamente esangue. Non è scosso da fremiti o sussulti. È solo un pezzo di carne inerte in un letto d'ospedale. Faccio finta di non vedere il tubo che esce e quello che entra. O di avvertire i rumori prodotti dalla pompa, e quello shlup! che si sente di tanto in tanto e che ricorda la pecora schiacciata dalle balle di fieno in Strana fattoria!
La mamma entra di corsa. "Allora, dov'è suo padre?"
"Sta arrivando. Ha telefonato uno dei suoi procuratori per dire che stava andando dal giudice per spiegargli la situazione."
Mamma lancia un occhiata a Stol, immobile nel suo letto. Stremato. Per quello che potevo vedere non sembrava nemmeno che respirasse. Era chiaro cosa lei stava pensando.
Anche se non tutti avrebbero avuto il coraggio di dirlo.
"Be', suo padre è l'ultima persona di cui abbiamo bisogno."
Non avrebbe mai dimenticato la volta in cui il signor Oliver era arrivato al pronto soccorso talmente furioso per essere stato chiamato mentre stava in tribunale, che aveva minacciato di denunciare tutti i dottori che si erano impegnati per le ultime due ore a salvare la vita di suo figlio.


© 2003, Adriano Salani Editore

L'autrice

Anne Fine è tra le più famose scrittrici inglesi. Ha alle spalle una lunga esperienza di insegnamento e ha cominciato a scrivere quasi per caso, grazie alla pubblicità di un premio letterario sul "Guardian". Da allora ha pubblicato numerosi romanzi per ragazzi e adulti, ottenendo i maggiori riconoscimenti dalla critica e dal pubblico. In Italia ha riscosso un grande successo con il romanzo per adulti Lo diciamo a Liddy? Tra i suoi titoli per bambini ricordiamo Bambini di farina, vincitore della Carnegie Medal e del Whitbread Children's Novel Award come miglior libro dell'anno, Qualcosa in comune, Un padre a ore (Mrs Doubtfire), Il serraglio di pietra, Brutto gattaccio e Magia interrotta.
Nel Café letterario di libriAlice.it si può leggere la recensione a Villa Ventosa


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28 marzo 2003