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Giovanni Del Ponte
Gli invisibili
e il castello di Doom Rock


"Douglas, siamo tutti diversi, lo vuoi capire? Ognuno di noi è unico. Tu sei unico. Potrebbero mettere insieme le cento persone più intelligenti del mondo, ma non potrebbero mai creare te."


Questo è il terzo volume della serie degli "Invisibili" in cui storie particolarmente avventurose, si tingono spesso di giallo e di nero.
Douglas accetta la proposta del padre di terminare la scuola media nel lontano collegio di Doom Rock, un edificio tanto imponente da essere chiamato "il castello" dagli abitanti del luogo, dove il ragazzo si scontra con la ferrea disciplina e con il bullismo, che per tradizione si esercita nella scuola con il tacito consenso del rettore. intanto accadono episodi inquietanti, come le visite notturne di un gatto che sembra attraversare la pareti; visioni in cui una figura senza volto mette in guardia Douglas da un pericolo che lo minaccia e l'apparizione di un ragazzo fantasma. Grazie ai propri poteri telepatici, l'amica Crystal "sente" la richiesta d'aiuto di Douglas e raggiunge Doom Rock in compagnia di Peter, per scoprire che il collegio nasconde un terribile segreto perso nel tempo, da svelare prima che sia troppo tardi: ormai l'unica speranza di Douglas sono i poteri di Crystal e la straordinaria capacità deduttiva di Peter, che troveranno validi alleati nella giovane e inesperta psicologa della scuola e in un insegnante con un passato da bullo.


Gli invisibili e il castello di Doom Rock di Giovanni Del Ponte
Pag. 335, Euro10.50 - Edizioni Sperling & Kupfer (Lampi)
ISBN 88-200-3454-9



Le prime righe

Prologo

"Perché non mi hanno risposto? Perché mi hanno lasciato solo?" continuava a chiedersi Moby.
Moby Dick, la balena bianca. Moby, per gli amici.
Il soprannome che gli avevano affibbiato i compagni.
È vero, il ragazzo era un po' sovrappeso, ma perché erano così crudeli con lui?
Lo erano stati fin dall'inizio.
Al principio c'erano stati gli scherzi, il sacco nel letto, la polverina per grattarsi nella biancheria. Ma questo era niente. Niente in confronto alla "Caccia". Un giorno quello che credeva suo amico aveva avuto la bella pensata di aprire la prima "Caccia a Moby". Chi fosse riuscito a sfilargli i calzoni avrebbe vinto. Improvvisamente si era trovato inseguito da tutti i suoi compagni. Lo avevano preso prima che riuscisse a rinchiudersi nei bagni. Via i calzoni.
Quella era stata la prima "Caccia a Moby". Le altre furono più crudeli. Sempre di più.
Aveva raccontato tutto questo nelle sue lettere. I suoi amici, pensava, avrebbero trovato il modo di aiutarlo. O almeno di confortarlo.
Invece non gli avevano risposto.
Adesso Moby si stava nascondendo, ma sapeva che non ci avrebbero impiegato molto a trovarlo. Perfino là, nella torretta della scuola.
Aveva aperto uno dei finestroni e si era messo in piedi sul cornicione. Pioveva, il cornicione era scivoloso e lui soffriva di vertigini. Sarebbe stato così facile lasciarsi cadere...
Perché non avevano mai risposto alle sue lettere?
Perché lo avevano lasciato solo?



© 2003, Sperling & Kupfer Editori

L'autore

Giovanni Del Ponte è nato nel 1965 a Torino, dove vive ancora. Le sue passioni sono: tutto ciò che ha a che fare con il fantastico e il misterioso; i fumetti; i libri per ragazzi...
Il suo indirizzo e-mail è giovannidelponte@libero.it


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28 marzo 2003