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Cavalieri, armi e amori
Cinque racconti d'autore


"Nella natura si respirava ovunque l'arrivo della primavera, ma nel regno degli zar era imminente un altro grande cambiamento.
Il nemico stava minacciando quella pacifica terra.
Giunta l'ora di partire per andare ad affrontare la battaglia e l'ignoto destino, lo zar gettò uno sguardo preoccupato e triste verso la schiera dei suoi valorosi soldati. Il commiato dalla giovane zarina gli fu particolarmente difficile."

Aleksandr Puskin


Cinque storie scritte da altrettanti grandi interpreti della cultura europea che, in secoli diversi e in diversi paesi hanno rappresentato nel modo più alto i sentimenti e le avventure più imprevedibili e coraggiose degli esseri umani. Siamo così trasportati nella Spagna del Seicento o nella Francia dell'Ottocento, nella Russia dell'epoca degli Zar o nel magico nord dell'Europa tra ghiacci e mari freddi, tra pianure verdi o città animate, tra magie e fiabe, tra incantesimi e stregonerie. Ironia e romanticismo, leggerezza e dolore si intrecciano in questi bellissimi racconti che affascinandoci grazie alla maestria narrativa dei suoi autori, ci insegnano anche una morale di vita e ci fanno riflettere sui mille errori degli uomini.


Cavalieri, armi e amori. Cinque racconti d'autore di E. T. A. Hoffmann, A. Puskin, M. de Cervantes, G. de Maupassant, H. C. Andersen
Titolo originale: Die Geschichtentrube
Traduzione di Maria Pia Chiodi
Illustrazioni di Gennady Spirin
Pag. 97, Euro 13,50 - Edizioni EL (Il Tesoro)
ISBN 88-477-1182-7



Le prime righe

SCHIACCIANOCI
E IL
RE DEI TOPI


E.T.A. Hoffmann

Era il 24 dicembre. Ovunque nell'aria si respirava l'atmosfera di Natale, e in casa Stahlbaum Maria e Fritz aspettavano con ansia l'arrivo di Gesù Bambino. Era appena entrato in casa il giudice Drosselmeier, padrino dei bambini, un ometto mingherlino con il volto pieno di rughe. Una grossa patacca nera gli copriva l'occhio destro, ma con l'occhio sinistro ci vedeva perfettamente, tanto che era abilissimo nel fabbricare splendidi giocattoli. Finalmente si udì il suono argentino di una campanella, le porte si spalancarono e un incredibile bagliore investì i due bambini, lasciandoli immobili a bocca spalancata. Mamma e papà andarono loro incontro e li condussero al centro di tutto quel fulgore, di fronte all'imponente albero di Natale carico di mele dorate, mandorle zuccherate e tante altre delizie.
Maria si precipitò a giocare con le sue nuove bamboline. Fritz invece rimase incantato ad ammirare il bel castello che lo zio Drosselmeier aveva portato in dono ai due bambini, e fece subito schierare tutti i suoi soldati Ma quale, fra tanti splendidi regali, affascinò maggiormente la piccola Maria? Ve lo voglio raccontare, anche se stenterete a crederci.


Un'immagine



Concedetemi la vostra mano e siate la regina nel castello di marzapane dove io sono il sovrano. La piccola Maria accettò felice di diventare la moglie del signor Drosselmeier, e il matrimonio venne subito celebrato con grande sfarzo.


© 2003, EL Editore


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28 marzo 2003