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Silvana De Mari
La Bestia e la Bella

"Un vero principe non piange mai.
E così strinsi i denti e strisciai via in silenzio.
Anche da cane, un principe non piange mai."

La Bestia e la Bella? Ma non era il contrario? Avranno sbagliato il titolo... E invece no, è proprio una storia "rovesciata", dove la Bestia non è cattiva, non è brutta e non tratta male nessuno. La Bestia è un principe, Manrico Ildebrando Alberto di Roccanova, trasformato (il 12 novembre del 1623) da una "vecchiaccia" in un cagnolino meticcio e spelacchiato. La Bella è una giovane donna, Jaria, con un bambino in braccio che offre ospitalità al povero randagio freddoloso. La storia è una storia d'amore un po' speciale: l'amore che un cagnolino può provare per la sua salvatrice e quello che lei sente per la povera bestiola. Ma la Bestia è un uomo e tale tornerà, dopo aver imparato una grande lezione d'umanità e dolore.


La Bestia e la Bella di Silvana De Mari
Illustrazioni di Gianni De Conno
61 pag., Euro 6.20 - Edizioni Salani (Gli Istrici n. 183)
ISBN 88-8451-260-3



Le prime righe

Cane

È stato il mio ultimo giorno da principe. Era il 12 novembre del 1623, faceva un freddo porco e nevischiava, cosa di cui non avrebbe potuto importarmi di meno. Fino alle ore prima del tramonto, le quattro del pomeriggio per la precisione, io ero il principe, il principe Manrico Ildebrando Alberto di Roccanova, erede di due casate, Grande Elettore, cugino di secondo grado dell'Imperatore di Germania.
I principi stanno dinanzi al fuoco di grandi camini, scaldati dal tè di grandi teiere d'argento, con profusione di biscotti e cioccolatini. Alle quattro del pomeriggio di quel 12 novembre del 1623 sono stato trasformato in cane e allora la meteorologia ha aumentato di importanza: il freddo, la neve, la pioggia, il vento gelido che talvolta spira dal nord potevano in qualsiasi momento fare la differenza tra l'essere vivi ed essere defunti.


Un'immagine



© 2003, Adriano Salani Editore


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28 marzo 2003