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Omar Pedrini dei Timoria

In una band musicale c'è sempre chi svolge il ruolo dell'intellettuale. Nei Timoria è Omar Pedrini? Scopriamolo dalle sue letture.

Quali sono stati i tuoi libri "importanti" durante l'infanzia?

Il libro-culto della prima adolescenza è sicuramente Siddharta. Prima ancora, quando ero molto piccolo, Cuore, Salgari è stato il mio autore preferito dagli otto ai dieci anni, e comunque in generale mi sono appassionato a tutta la letteratura per ragazzi. Intorno ai dodici anni ho cominciato a sviluppare gusti letterari più personali. Il primo autore che ho scelto con una certa maturità è stato appunto Hermann Hesse: il mio primo grande amore letterario. Poi ricordo anche un testo che mi regalò mia madre, il cui titolo è Recuperate il Titanic, il primo libro "ufficiale" che ho letto.
Ogni tanto rubavo i libri a mio padre dal comodino: Tre uomini in barca, è stato uno di questi, ma, oltre a Jerome, anche Hemingway e in particolare I quarantanove racconti.

E le letture al liceo?

Crescendo ho cominciato ad appassionarmi alla mitologia greca. Mi ricordo i classici letti al ginnasio, per esempio un'opera che ho riletto anche successivamente è stata Il giorno del Parini, e anche l'Eneide di Virgilio ha pagine che mi sono rimaste impresse fortemente nella testa.

Tanto da rileggere l'opera più volte?

Sì, certamente: non solo l'Eneide, ma tutta l'epica greca e in genere i classici sono testi che riprendo sempre in mano. Ho anche letto molto la poesia francese, tutti i "maledetti" da Baudelaire a Rimbaud e poi Verlaine e tra gli inglesi soprattutto Oscar Wilde che lessi al liceo in quarta e quinta ginnasio. Ora che ci penso credo che Oscar Wilde sia stato il mio primo amore letterario insieme a Hermann Hesse.

E all'università?

Qui ho avuto il primo grande incontro con la sociologia, con altri grandi pensatori che mi hanno segnato. Ho letto tanto Faucault. Mi era capitato un suo saggio in mano mentre facevo Scienze Politiche e da allora mi sono appassionato molto alla sociologia francese che tuttora leggo e seguo.

Non hai quindi un genere di lettura ben definito...

Sì, sono onnivoro. Negli ultimi anni per esempio sto leggendo molti saggi sull'ambiente, opere di Rifkin o manuali di guida al consumo che sono comunque uno strumento molto importante per fare qualcosa di utile, per migliorare almeno un po' le cose.

Qual è l'ultimo libro che hai letto?

Ho letto due libri molto validi: uno di Gianni Minà, Un mondo migliore è possibile ed è il resoconto dei suoi incontri a Porto Alegre alla conferenza mondiale dei Social Forum, e quello di Adriano Sofri Altri Hotel. Sofri è un intellettuale che adoro sia come giornalista dell'"Espresso" o della "Repubblica", sia per i suoi libri. Lo considero un'ottima intelligenza, un personaggio molto interessante, al di là di ogni analisi politica.

Altre passioni?

Sì, il teatro, opere come quelle di Beckett ad esempio. Amo molto la letteratura dell'Est Europa, in particolare Kafka, soprattutto quando ero più giovane e tra i russi Dostoevskij che ritengo l'intelligenza più alta che ci sia mai stata nella letteratura, inarrivabile. Penso che lui e Omero siano gli unici due autori che abbiano scritto del passato, del presente, e del futuro dell'uomo.

E letture meno impegnative?

Mi piace molto leggere i settimanali e almeno un quotidiano al giorno: sono un lettore appassionato.

Come scegli un libro?

Molto spesso approfondisco autori che conosco già. Infatti ho un grosso limite rispetto ai contemporanei. Non disdegno Baricco, mi piace molto Beppe Severgnini che considero davvero divertente; ho grande ammirazione per le opere di Pier Vittorio Tondelli; leggo Isabella Santacroce che è anche una mia cara amica; e poi mi incuriosisce molto Brizzi. Comunque scelgo i libri per conoscenza diretta dell'autore, per le segnalazioni delle recensioni, ma anche andando in libreria dove do un'occhiata alle quarte di copertina.

Il titolo di un libro che hai in mente di leggere prossimamente?

Ce ne sono tanti. Purtroppo compro più libri di quanti ne legga. Mi appassiona andare in libreria, spesso compro cinque libri per poi leggerne tre. Ne ho talmente tanti... per esempio ho anche testi di enologia, che è un argomento che mi appassiona, ho praticamente tutto quello che pubblica Veronelli editore.
Anche la poesia mi piace molto, in particolare Pessoa. Forse è uno di quelli che ho amato di più negli ultimi cinque anni, pur scoprendolo tardi.

Ti viene in mente un libro che invece non ti è piaciuto, che hai abbandonato a metà?

Per esempio gli ultimi romanzi di Baricco, pur essendo un autore che mi piace: i primi libri li ho divorati mentre gli ultimi li ho lasciati a metà.

Oggi che cosa consiglieresti a un ragazzo di leggere?

Ad un liceale, libri sulle biotecnologie e sulla modernità, sul mondo attuale e quindi Rifkin perché fa conoscere scenari molto importanti. Ma anche i classici: credo che Enea e Ulisse ci insegnino ad affrontare la vita oggi come domani, saranno preziosi anche fra 100 anni. Per confortare la sua parte spirituale: la letteratura di Hermann Hesse, partendo da Siddartha fino agli ultimi.

Di Piera Passalacqua


21 marzo 2003