PIU' O MENO GIALLI

Henning Mankell
Prima del gelo

"Seguì il lavoro della squadra mentre il giorno lentamente lasciava il posto al crepuscolo e poi alla sera. Le nuvole di pioggia andavano e venivano, il terreno era umido, le lampade che erano state montate creavano luci e ombre nel burrone. I tecnici della scientifica avevano aperto un sentiero fino alla capanna."

La poliedrica attività intellettuale di Mankell di certo regala ai suoi romanzi una vivacità e una profondità che travalica il giallo di cui è considerato un indubbio maestro. Si potrebbe però dire che, negli ultimi anni, spesso il genere è diventato un semplice pretesto per chi vuole ampliare, senza steccati culturali arbitrari, il proprio numero di lettori. Così un buon romanzo psicologico come questo assume una sostanziale forma poliziesca (con sfumature quasi horror) ma non tradisce l'interesse di chi ama cogliere, pagina dopo pagina, le personalità dei singoli personaggi, le atmosfere indefinite di paesaggi nordici, la vivacità dei dialoghi, le caratterizzazioni attente delle figure secondarie, l'originalità di una trama ben costruita. Se di un libro giallo, disse un tempo Montale, in realtà tutto si esaurisce nelle ultime pagine e bisognerebbe leggerlo a ritroso, questo non vale per Prima del gelo che non trova giustificazione unicamente nello scioglimento dell'enigma quanto nella costruzione stessa del meccanismo di apparizioni/sparizioni, incontri/abbandoni sui quali lavora la figura protagonista: Linda Wallander che sarà l'eroina di una serie di romanzi annunciati dall'autore.
Non è la classica poliziotta bella e sicura di sé, seduttiva e androgina nello stesso tempo: di lei ci vengono prima di tutto presentate le fragilità dell'adolescenza e il cammino (tutt'altro che lineare) verso una scelta professionale e un equilibrio emotivo. La storia di svolge al sud della Svezia e, dopo una prologo piuttosto inquietante, si entra nel cuore della vicenda: ad alcuni cigni e, successivamente, a un vitello viene crudelmente e incomprensibilmente dato fuoco. Nel frattempo una ragazza e una anziana studiosa spariscono senza lasciare traccia. Tutto ciò ha un qualche misterioso legame? Sarà Linda, rischiando anche personalmente, a intuire una trama che unisce queste così diverse storie. Considerato da molti l'erede di Simenon, Mankell è, come il grande scrittore francese, magistrale nel creare atmosfere e nel mostrare lo scarto improvviso che si ha quando nella tranquillità quotidiana (spesso dolorosa ma conosciuta e controllabile) entra la violenza di un assassinio.

Prima del gelo di Henning Mankell
Titolo originale: Innan Frosten
Traduzione di Carmen Giorgetti Cima
415 pag., Euro 18.00 - Edizioni Mondadori (Omnibus Stranieri)
ISBN 88-04-50935-X

Le prime righe

Nel suo cervello i pensieri erano come una pioggia di faville roventi, un dolore quasi intollerabile. Doveva cercare di stare calmo, capire da dove nasceva quella sofferenza. Trovò subito la risposta. Nasceva dalla paura. La paura che Jim liberasse i cani e li sguinzagliasse sulle sue tracce, come se fosse stato un capo di selvaggina spaventato e in fuga. Lo terrorizzavano più di ogni altra cosa, i cani di Jim. Per tutta la lunga notte fra il 18 e il 19 novembre, quando non ebbe più la forza di correre e si nascose dietro il tronco imputridito di un albero abbattuto dal vento, gli parve di sentirli che si avvicinavano.
Jim non permette mai a nessuno di farla franca, pensava. L'uomo che avevo deciso di seguire perché sembrava colmo di un amore sconfinato e divino ha dimostrato di essere completamente diverso e ha assunto l'aspetto della sua stessa ombra o del diavolo contro cui ci metteva in guardia, il demonio egoista che ci impedisce di servire Dio. Ciò che credevo fosse amore si è mutato in odio. Avrei dovuto capirlo. Jim stesso ce l'ha fatto capire, ci ha dato la verità, non tutta in una volta, ma come una rivelazione da interpretare. Né io né gli altri, però, abbiamo voluto sentire ciò che stava nascosto fra le parole. La colpa è mia, della mia cecità. Quando lui teneva i suoi sermoni non parlava soltanto della preparazione spirituale a cui ognuno di noi deve sottoporsi prima che venga il giorno del giudizio. Diceva anche che dovevamo essere pronti a morire in qualunque momento.

Tese l'orecchio nell'oscurità. Udiva forse i latrati distanti dei cani? No, erano soltanto dentro di lui, prigionieri del suo stesso terrore. La sua mente confusa ritornò a ciò che era accaduto a Jonestown.

© 2003 Mondadori Editore


L'autore

Henning Mankell è nato nel 1948 in un villaggio nel nord della Svezia, e vive tra Stoccolma e Maputo, in Mozambico. Scrittore, regista e drammaturgo, autore anche di libri per bambini, ha esordito nella narrativa nel 1973 e deve la sua fama alla fortunata serie dedicata all'ispettore Kurt Wallander, tradotta in 31 paesi.


Di Grazia Casagrande


21 marzo 2003