da brunolauzi.com



Bruno Lauzi

Cantore di sentimenti ed emozioni, ha sempre unito ad una intensa partecipazione alle passioni umane, il pudore e la mancanza di retorica: ecco le letture di uno dei maggiori rappresentanti di quella "scuola genovese" che ha cambiato la canzone italiana negli anni Sessanta e Settanta.

Qual è il primo libro che hai letto da bambino e che ancora ricordi oggi?

Il Pinocchio con le mie correzioni. Ebbene sì: l'ho cominciato a leggere a sette anni correggendo subito il dialogo iniziale di Collodi e in particolare la parte fra l'albero di ciliegio e Mastro Geppetto.

E hai conservato ancora quel libro?

Certo che c'è l'ho ancora! Proprio quello con le offensive, oltre che presuntuose, correzioni allo stile di Collodi. Proprio non mi piaceva quel dialogo e così decisi di riscriverlo!

Hai altri ricordi importanti?

Lo scrittore per ragazzi Erich Kästner di cui ho ritrovato dopo la guerra uno dei libri che ho amato di più, Emilio e i detective, e poi ho ricomprato tre mesi fa un libro ormai rarissimo Il circolo Pickwick nell'edizione del '46 della Rizzoli con più di 100 tavole di illustrazioni di Gustavino.

Dove hai trovata una tale rarità?

Tramite internet. Non sono un collezionista di carta stampata ma ci sono dei libri che sono come pietre nella mia vita e nella mia memoria: per esempio mi sono regalato l'Opera completa di Leo Longanesi. Sono in fondo un vecchio conservatore.

Hai degli autori, oggi, che ami leggere?

Ero molto amico di Gesualdo Bufalino ed è stato sicuramente il mio scrittore preferito negli ultimi dieci anni. È sicuramente l'autore che ho letto di più e con più costanza. Giudico il suo stile splendido: Bufalino è lucido come solo i siciliani sanno essere in letteratura e anche in filosofia. Con la sua morte la mia frequentazione della letteratura italiana contemporanea si è fermata. Sono molto curioso di leggere il romanzo di un mio amico, Giorgio Faletti, ma confesso di essere ancora troppo spaventato dal numero delle pagine! Di opere così monumentali confesso di aver letto solo I Promessi Sposi e di certo non li rileggerei mai! Un libro che in questi giorni sto leggendo è L'Italia al dente di Giancarlo Fusco, anche lui era un mio amico, un grande giornalista. Mi è anche piaciuto molto un altro suo libro Le rose del ventennio. È uno strano raccontatore di frottole ma straordinarie, picaresche. Racconta le sue avventure marsigliesi con i ganster, perché ha fatto di tutto nella vita... Ha scritto questo libro molto divertente per la Sellerio, si chiama, come ho detto prima, L'Italia al dente perché è un racconto pieno di pastasciutte: vediamo l'esercito italiano impegnato a rubarsi la pasta da un reparto all'altro e altre simili amenità.

Nell'ambito del mondo dello spettacolo conosci qualcuno che non sia ancora conosciuto come scrittore ma di cui hai letto qualche scritto che ti è piaciuto particolarmente?

Mi viene in mente Turi Vasile. È in realtà un produttore cinematografico di grande talento e intelligenza.

Come scegli il libro da leggere? Direi grazie all'intuito...

Sì, con grande intuito e devo dire che difficilmente sbaglio. Mi interessano poco, se non per curiosità, le classifiche. Trascuro assolutamente Tutto Libri anche se Nico Orengo è sia mio amico che uomo di grande valore.

I tuoi progetti futuri?

Fare un disco-libro per la Liguria, dove ci saranno dei poeti che leggeranno le loro poesie. Ci saranno Beppe Conte e Nico Orengo per il Ponente ligure e ci sarò io e Elena Bono per il Levante. In questo momento sono occupato a scrivere poesie. Da poco ho creato una mia casa editrice. Il mio primo libro era uscito con Crocetti e si chiamava I mari interni, poi ho pubblicato un'altra raccolta che si chiamava Riapprodi editi da Laura Rangoni, una giovane editrice che nessuno conosce e che ora si è ritirata dal mercato. Ho così deciso di "riscattare" i miei due libri e li ho editati io in un volume unico che si chiama Versi facili. I libri si trovano solo a Genova alla Fnac e sul mio sito.

Di Piera Passalacqua


7 marzo 2003