SAGGI

Carla Corso e Ada Trifirò
... e siamo partite!
Migrazione, tratta e prostituzione straniera in Italia

"Ma i danni che gli occidentali hanno fatto si ritorcono contro di loro, perché distruggendo le nostre fonti di vita hanno spinto la gente a emigrare. Anche se sa che può andare incontro alla morte, la persona affronta clandestinamente un viaggio, perché dietro di sé ha un motore che la spinge a questo motore qualcuno lo ha acceso, e quindi non possiamo parlare di emigrazione se non andiamo prima a vedere cosa ha fatto l'Occidente in Africa."

Due personalità molto diverse, due storie lontane tra loro, due prospettive e due funzioni sociali particolari si sono incontrate e hanno capito quanto avessero in comune e come dal loro interagire potesse nascere un libro interessante e insolito: stiamo parlando di Carla Corso, fondatrice nel 1982 del "Comitato per i diritti civili delle prostitute" e oggi attiva nell'opera di accoglienza e di emancipazione delle donne vittime della tratta e di Ada Trifirò impegnata da tempo in organizzazioni non governative e in associazioni di sostegno alle donne in Albania, Kosovo e Macedonia.
... e siamo partite presenta testimonianze di donne che, giunte in Italia nei modi più avventurosi e drammatici, sono state nella maggior parte dei casi costrette con la violenza alla prostituzione e raccontando di sé, di come fosse la loro vita prima di arrivare nel nostro Paese, introducono il lettore in un mondo, in una difficile realtà che è spesso sconosciuta a chi osserva da spettatore scandalizzato il fenomeno della prostituzione delle donne straniere. Così le tre domande fondamentali che ci si deve porre (chi sono, da dove vengono, perché partono) trovano risposte esaurienti dalle dirette voci delle interessate.
Le due autrici hanno inoltre scelto di aprire il volume con un'ampia analisi di tipo generale, introducendo la tematica da un punto di vista storico (quando ha inizio il fenomeno e come si è evoluto), e quindi da quello economico e politico. Il discorso così inevitabilmente si allarga e si integra con una più vasta riflessione su ciò che ha significato la dimensione economica che ormai tutti chiamiamo "globalizzazione": maggiori squilibri tra Nord e Sud del mondo, maggiori diseguaglianze e nello stesso tempo anche maggiori possibilità di comunicazione, così che i "reietti" possano meglio conoscere il tenore di vita degli "eletti" e abbiano anche maggiori possibilità di raggiungere quelli che nel loro immaginario sono i luoghi del benessere.
Viene poi descritta la realtà socioeconomica dei paesi da cui, in prevalenza, giungono le prostitute (Albania, Nigeria, Colombia) e i dati che sono offerti sono davvero eloquenti.
La successiva lettura delle singole testimonianze non farà che confermare quanto indicato nella prefazione: quasi nessuna ragazza è giunta in Italia consapevole di doversi prostituire; tutte, essendo irregolari, non possono rivendicare diritti, devono perciò affidarsi ai compatrioti quasi sempre coinvolti nella tratta; per espatriare si sono indebitate e la prostituzione è l'unica possibilità che hanno per pagare il debito contratto; se tentano di ribellarsi sono sottoposte a pestaggi e a minacce (anche rivolte alle famiglie in patria). Tutte insomma presentano una triplice vulnerabilità: sono donne, sono migranti, sono prostitute. Trascinate da noi o con l'inganno o con la violenza, sempre dalla povertà e dalla speranza di un domani migliore, vengono troppo spesso discriminate per razzismo o per moralismo ipocrita. Anche quando, e non è facile, si liberano dalla condizione di prostitute, l'esperienza attraversata ha aperto un solco con il loro passato e il ritorno è impossibile: non possono che rimanere in Italia. Per fortuna esiste anche chi, da noi, si è impegnato in azioni di solidarietà e di vero sostegno la cui scoperta è per queste ragazze spesso fondamentale. Non è facile per loro fidarsi, troppo spesso sono state tradite, ma quando scoprono che esiste qualcuno che davvero intende aiutarle senza chiedere in cambio denaro si aprono di nuovo alla speranza e collaborano con energia alla costruzione di un futuro libero anche se difficile. In conclusione: l'Italia deve sentire su di sé il dovere di una riparazione/restituzione verso queste ragazze, così come nei confronti dei loro paesi di provenienza è necessario che i governi europei agiscano ben diversamente da come il ricco Occidente ha storicamente fatto..

... e siamo partite! Migrazione, tratta e prostituzione straniera in Italia di Carla Corso e Ada Trifirò
220 pag., Euro 10.00 - Edizioni Giunti (Astrea n.79)
ISBN 88-09-02943-7

Le prime righe

INTRODUZIONE
CHI SONO, DA DOVE VENGONO,
PERCHÉ PARTONO

Ciò che mi distingueva dalla solita mocciosa di campagna era l'idea che al di là della collina, oltre il granaio tutto scrostato, oltre la stradaccia piena di polvere d'estate, e d'inverno tutta una pozzanghera, c'era un altro mondo. Come un nuovo cielo, che mia zia Letty diceva "era azzurro come i calzoni di un olandese".
Nell Kimball, Memorie di una maîtresse americana
1. Il fenomeno della tratta nell'era dell'economia globale
Le chiamano "schiave", "merce umana, "corpi in vendita", nella migliore delle ipotesi "vittime": sono le migliaia di donne migranti che esercitano la prostituzione in condizioni di sfruttamento.
Iniziano ad arrivare, in Italia come nel resto dell'Europa occidentale, a partire dalla metà degli anni '80; sono bianche e di colore, giovani e adulte, africane, latine, dell'Est: volti nuovi che ormai fanno parte della nostra quotidianità, che alimentano immaginari e rappresentazioni sociali.
L'informazione di massa ce ne racconta i lunghi viaggi, fatti attraversando l'Otranto su uno scafo o il deserto africano a piedi; le violenze cui sono costrette da sfruttatori, madame o fidanzati/padroni; gli strumenti di coercizione, l'inganno, i riti vudù, i debiti; e poi, i matrimoni fasulli, le organizzazioni criminali che controllano l'affare, i giri di milioni che si muovono sui marciapiedi, nei night club o dentro quelli che vengono
definiti "oasi del sesso" o "appartamenti a luci rosse".

© 2003 Giunti Edizioni


Le autrici

Carla Corso è nata a Verona nel 1946 e ha fondato nel 1982 con Pia Covre il "Comitato per i diritti civili delle prostitute"; oggi coordina a Trieste il progetto "Stella Polare", destinato ad accogliere le donne vittime della tratta e a creare con loro percorsi di emancipazione. La sua biografia Ritratto a tinte forti (1991), scritta con Sandra Landi, è nota e apprezzata in Italia e all'estero; insieme, hanno poi dedicato Quanto vuoi? (1998) al rapporto fra clienti e prostitute. Ha pubblicato numero saggi e articoli sulla prostituzione, e uno scritto su Fabrizio De André in De André, gli occhi della memoria di Romano Giuffrida (2002).

Ada Trifirò è nata a Milazzo nel 1968; ha lavorato nella pianificazione e coordinamento di progetti di sviluppo con Ong e associazioni di donne in Albania, Fyro Macedonia e Kosovo. Attualmente è impegnata sui temi della tratta di persone, dell'industria del sesso e della prostituzione, in particolare nei casi di Italia, Colombia e Caraibi. Nel sito web: www.terrelibere.it di cui è fra i promotori, ha pubblicato articoli e saggi sulla situazione di marginalità e dipendenza di alcuni paesi del Sud del mondo. Fra le altre pubblicazioni: Colombia. Voci di donne da un Paese in guerra (2002) e, con Antonio Mazzeo, Colombia. Conflitto armato, ruolo delle multinazionali, violazione dei diritti indigeni (2001).


Di Grazia Casagrande


14 marzo 2003