AL FEMMINILE

Laura Mancinelli
Biglietto d'amore

"Figliolo, se avete trascritto le poesie del conte Ulrico dovreste aver imparato che i poeti raccontano molte frottole. Per quanto mi riguarda, non ho mai incontrato il diavolo e dubito persino che esista, e nemmeno Venere".

Nota germanista con all'attivo molti romanzi storici, da "I tre cavalieri del Graal" a "Attentato alla Sindone", Laura Mancinelli nella biblioteca dell'Università di Heidelberg ha potuto ammirare l'originale del cosiddetto "Codice Manesse", dal nome del committente, un mercante zurighese del XIII secolo che raccolse i versi dei Minnesänger, i trovatori d'area tedesca, arricchendo i testi con i ritratti miniati di ciascun poeta.
Da questa occasione è nato un breve romanzo, Biglietto d'amore, in cui l'autrice ha offerto una cornice a quella celebre raccolta poetica medioevale, immaginandola frutto di una ricerca occasionata a sua volta da una vicenda d'amore. Hadlaub, giovane poeta e scrivano presso il mercante Manesse, si innamora ricambiato della figlia del suo padrone, il quale per allontanarlo lo spedisce in un lungo viaggio nelle regioni germaniche meridionali, per trovare e ricopiare, nelle corti e nelle biblioteche dei monasteri, i più bei poemi d'amore.
Lo schema è quello epico della "quête", e quindi Hadlaub e il suo accompagnatore, il cacciatore Guilbert, dovranno affrontare ostacoli e avventure, ma ogni difficoltà verrà appianata a tavola perché in tutte le persone incontrate, due procaci mugnaie, un ambiguo eremita, banditi gentiluomini, feudatari spiantati e raffinati ecclesiastici, troveranno soprattutto la propensione ad apprezzare la buona cucina. E poiché il banchetto è pur sempre metafora di una civiltà amante della vita, i piaceri dell'arte si sposano a quelli dell'amore e del gusto, in un unico trionfo dei sensi.

Biglietto d'amore di Laura Mancinelli
180 pag., Euro 12.00 - Edizioni Einaudi (L'arcipelago Einaudi n. 14)
ISBN 88-06-16451-1

Le prime righe

Un bigliettin d'amore avevo nelle mani
E un piccolo gancio ben appuntito,
con quello l'appuntai al suo mantello
all'uscir della messa di primo mattino

così cantava Hadlaub la sua ultima poesia, composta durante il viaggio testè concluso con esito felice, molto più felice di quanto avesse mai osato sperare. Fermo su un colle che dominava il lago, guardava lo specchio d'acqua immobile sotto la luna piena, e la nobile città di Zurigo distesa
sulle sue rive. Alquanto discosta dall'abitato, in un folto di abeti, con la bianca facciata solcata dalle linee scure della struttura lignea e gli alti tetti a punta, solenne e silenziosa si ergeva la casa del facoltoso mercante, una delle più belle della città, pur ricca di nobili dimore. Da quella casa era partito più di un anno prima per inseguire le tracce dei poeti d'amore che lo avevano preceduto nel tempo, e trascriverne le opere, tutte quelle che sarebbe riuscito a trovare, come gli era stato imposto dal suo signore, messer Rudiger Manesse di Zurigo.

© 2003 Einaudi Editore


L'autrice

Laura Mancinelli è nata a Udine nel 1933, naturalizzata torinese, ha insegnato filologia germanica, prima a Sassari, poi per otto anni a Venezia, infine a Torino. Colpita da sclerosi multipla nel 1994, è stata costretta a lasciare l'insegnamento, e a dedicarsi alla narrativa. Insigne germanista si è scoperta in tarda età anche scrittrice, ha pubblicato Il messaggio razionale dell'avanguardia, I dodici abati di Challant, Il fantasma di Mozart, Il miracolo di santa Odilia, Gli occhi dell'imperatore, Andante con tenerezza, Attentato alla Sindone, I tre cavalieri del Graal, Raskolnikov, Il mistero della sedia a rotelle, Killer presunto e Persecuzione infernale (questi ultimi costituendo tre episodi dei Casi del capitano Flores), Il principe scalzo.


Di Daniela Pizzagalli


14 marzo 2003