AL MASCHILE

Mauro Covacich
A perdifiato

"Vorrei dire: La maratona è un'arte marziale. Chi la corre compie una scelta estetica, non una sportiva. Lo sport non c'entra niente. Vorrei dire: Resistere alla più alta velocità possibile per una strada così lunga è la cosa più bella che una mente umana possa produrre. La mente non è il cervello, la mente è il sistema del corpo che pensa. La mente è la rete in cui il mio avampiede, il mio cuore, il mio glicogeno, i miei desideri, la mia memoria, tutto me stesso dialoga con tutto me stesso e con ciò che dall'esterno modifica o può modificare me stesso."

Una storia tutta di corsa: e adeguato è lo stile, rapido quasi frenetico, di Mauro Covacich in questo romanzo. Dario Rensich, il protagonista, sulle ali della gloria di un sesto posto alla maratona di New York (primo tra i bianchi) viene mandato in Ungheria dalla Federazione di atletica leggera ad allenare un gruppo di ragazze destinate a diventare maratonete. La sua vita privata alla partenza dall'Italia è così strutturata: una moglie, Maura, e una figlia adottiva in arrivo (come soluzione della sterilità appurata del protagonista), felice risultato di una stressante trafila burocratica per ottenere un'adozione internazionale.
La destinazione ungherese di Dario è, in quel periodo, tristemente nota anche in Italia: proprio in quella zona infatti il Danubio era stato inquinato dal cianuro e si era verificata una orribile moria di pesci. Questa tematica ambientale riappare costantemente nel romanzo ed è la cronaca "in diretta" della capacità distruttiva e devastante dell'uomo sulla natura.
Non appena arrivato a destinazione il nuovo allenatore inizia con solerzia a imporre una rigida dieta e allenamenti estremamente impegnativi e faticosi.
La serietà della preparazione atletica che Dario intende dare alle ragazze non corrisponde però ad altrettanta serietà nel comportamento: infatti è facilissima preda delle arti seduttive di una ragazza del gruppo, la bella e giovanissima Agota. Naturalmente l'appassionata relazione verrà taciuta alla moglie che nel frattempo ha una "storia" a distanza (ma ad alto contenuto erotico) con un caro amico di famiglia, Alberto. Sicuro della propria sterilità Dario non prende precauzioni durante i rapporti con la giovane amante e quando Agota scopre di essere incinta, la sua incredulità e il suo sconcerto sono totali. Varie vicende portano ad una conclusione felice (anche se non proprio "legale") di questo intreccio complesso, conclusione che naturalmente non verrà rivelata.
Lo stile davvero brillante di Covacich, l'ambientazione originale, le tematiche di grande attualità e i personaggi pieni di contraddizioni, e in questo davvero autentici, rendono piacevolissima, e quindi consigliabile, la lettura del romanzo.

A perdifiato di Mauro Covacich
318 pag., Euro 16.80 - Edizioni Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)
ISBN 88-04-51210-5

Le prime righe

Sono appena rientrato dall'allenamento — oggi Corto Lento, nove chilometri senza cardiofrequenzimetro — e sento Maura al telefono che dice: "Sèghed? Si pronuncia così? Sèghed?".
Alla televisione, credo in un servizio del TG, uomini con mascherina e impermeabile giallo buttano in mezzo alla strada dei pesci enormi aiutandosi con forconi da contadino. Sotto i covoni di pesci boccheggianti, nell'angolo in basso a destra dello schermo, c'è la scritta SZEGED.
Maura sta indicando la televisione come per spiegarmi qualcosa e intanto continua a ripetere al telefono: "Sèghed. Sì, sì, Sèghed, ho capito. Gli dico di chiamarti dopo la doccia". Il sudore mi brucia gli occhi. Sento Sèghed, leggo SZEGED. L'unico dettaglio che mi appare chiaro è che quel posto con i pesci enormi buttati sulla strada è lo stesso della sua telefonata. Quando mette giù, si gira con l'aria di una che è stata or ora tagliata via dal suo corpo, l'aria di una testa decapitata. Tenendo ancora il dito puntato sui pesci, riesce a dirmi solo:
"Devi andare lì."

© 2003 Arnoldo Mondadori Editore


L'autore

Mauro Covacich è nato a Trieste nel 1965. Ha pubblicato: Storia di pazzi e di normali (1993), Colpo di lama (1995), Mal d'autobus (1997), Anomalie (1998), La poetica dell'Unabomber (1999), L'amore contro (2001).


Di Grazia Casagrande


14 marzo 2003