VITE

Freya Stark
Le Valli degli Assassini

"Freya Stark è quel personaggio piuttosto raro dell'esploratore dotato di cultura e di sensibilità e perciò capace di riportare le proprie impressioni in maniera creativa. Nel caso della Stark, si può anzi dire che senza la cultura, non avrebbe mai intrapreso i suoi viaggi."

Una donna sola alla fine degli anni Venti si avventura in un viaggio, quanto meno difficile, nel mondo arabo. Sembrerebbe la trama di un romanzo e invece è la vera avventura vissuta dall'autrice, molto coraggiosa e piena di entusiasmo, alla scoperta di una realtà affascinante quanto misteriosa. Questo libro è il racconto di quel viaggio, fatto "esclusivamente per divertirmi. Per divertirmi ho imparato il mio stentato arabo e un po' di persiano; per lo stesso motivo sono andata a cercare i castelli degli Assassini e i bronzi del Luristan, nei modi che descrivo". Dalla Persia a Baghdad fino alla Valle degli Assassini, la Stark ha visitato terre in cui nessuno immaginava di vedere una viaggiatrice sola a piedi, a cavallo o a dorso di mulo e ha potuto così vedere la genuina reazione di popolazioni stupefatte, ma anche le vere tradizioni popolari, non mediate da "spettacolari" esigenze turistiche. In appendice viene riportato un testo di Alberto Moravia (L'avventuroso nel quotidiano e il quotidiano nell'avventuroso) già apparso nella prima, introvabile, edizione Longanesi dell'opera datata 1983. In questo breve commento Moravia mette in luce un importante aspetto del viaggio di Freya Stark legato alla sua personalità e alla formazione culturale: "si viaggia piuttosto nel tempo che nello spazio. La Stark pur viaggiando nell'Iran dello scià Pahlevi rivisitava idealmente gli imperi di Dario e dei Sassanidi". In realtà questo fattore può rappresentare un "valore aggiunto" dell'opera, una doppia chiave di lettura: da un lato documentario sui Paesi Arabi negli anni Venti, dall'altro testimonianza di una mentalità occidentale dotta, estetizzante e aristocratica (anche un po' snob) che ha attraversato tutto il Novecento, ma ha segnato in particolare proprio i primi decenni del secolo.

Le Valli degli Assassini di Freya Stark
Titolo originale: The Valleys of the Assassins
Traduzione di Gioia Angiolillo Zannino e Nicoletta Coppini
Con uno scritto di Alberto Moravia
320 pag., Euro 15.00 - Edizioni Guanda (Biblioteca della Fenice)
ISBN 88-8246-559-4

Le prime righe

Prefazione

CREDO che all'origine della faccenda ci sia una zia molto fantasiosa che per il mio nono compleanno mi regalò una copia delle Mille e una notte. Inavvertita e perciò negletta fino allora, la piccola scintilla accesa in questo modo cominciò in segreto a nutrirsi di sogni. Il Caso, cioè un missionario siriano che abitava vicino a noi, la attizzò; il Destino, sotto forma di lunghi mesi di malattia e di inedia, la ingrandì trasformandola in una fiamma viva tanto da illuminare il mio percorso nei meandri del mondo arabo fino a farmi approdare, più tardi, sulle coste siriane, nel 1927.
Qui pensai che le difficoltà fossero finite: avevo solo da guardarmi in giro, imparare e godere. E così avrei fatto, se le due Virtù gemelle, esiziali alla joie de vivre del nostro Occidente civilizzato — cioè la responsabilità e l'illusione, tanto cara alle menti ordinate, che ogni mossa debba avere uno scopo — se queste due Virtù, Consapevolezza e Finalismo, non mi avessero tallonata con un quesito inquietante: " Perché sei qui sola? Che cosa farai? " Confesso che non mi. ero mai domandata perché fossi venuta, né tanto meno perché fossi venuta sola: in quanto a quello che avrei fatto, non avevo motivo di arrovellarmi, trattandosi di cosa ancora nebulosa. In effetti, in me la consapevolezza era scarsa, e lo scopo inesistente. Quando mi venivano rivolte con insistenza domande in proposito, l'unica spiegazione che mi veniva in mente era la mia curiosità della lingua araba; ma questa risposta di rado veniva accolta dall'interlocutore con lo stesso candore con cui la davo. Arrivai alla conclusione che chi vuole viaggiare in pace deve trovarsi un pretesto più spirituale del puro godimento. Spesso, nel nostro mondo utilitaristico, fare le cose per divertimento passa per fatuità, anzi per immoralità.

© 2003 Ugo Guanda Editore


L'autrice

Freya Stark è nata a Parigi nel 1983 ed è cresciuta tra l'Inghilterra e l'Italia. È autrice di numerosi libri, tra i quali Le porte dell'Arabia. È scomparsa ad Asolo nel 1993.


Di Giulia Mozzato


7 marzo 2003