VITE

Leonid Cypkin
Estate a Baden-Baden

"Era una limpida mattinata d'inverno, ma c'era un impercettibile indizio dell'avvicinarsi della primavera, forse perché il cielo, che s'intravedeva dietro i vetri, era azzurro quasi come in estate, o forse per le voci chiassose dei negozianti e dei venditori ambulanti che disponevano la mercanzia nella strada sotto le loro finestre, o forse era il suono così particolare delle campane della chiesa di Vladimir..."

Doppia narrazione: il narratore è su un treno diretto a Leningrado (l'attuale e "antica" San Pietroburgo) e la vicenda riguarda il presente, ma c'è anche una storia che si svolge nel 1867 quando Dostoevskij e la giovane moglie Anna, lasciata San Pietroburgo, si stanno dirigendo verso Dresda. Se la prima vicenda è totalmente autobiografica, quella che riguarda il grande scrittore russo nasce da approfondite ricerche storiche di Cypkin. Così emerge da una parte la desolazione del presente e dall'altra il fantasma di un passato che ha tutti i segni della grandezza almeno da un punto di vista culturale. L'autore, nella realtà della sua vita, non ebbe mai la possibilità di viaggiare all'estero: le sue frequenti richieste di espatriare, dopo che il figlio si era trasferito negli Stati Uniti (motivo per cui Cypkin, importante ricercatore, tra i primi ad aver diffuso la vaccinazione antipolio Sabin, era stato prima retrocesso e poi licenziato), erano state continuamente respinte. Così quando immagina i viaggi di Dostoevskij e della moglie in Germania e in Francia, tormentati dalle difficoltà economiche e umiliati da interlocutori arroganti, compie un atto di fantasia ben supportato da ricerche minuziose. Tra le varie passioni che animarono (e tormentarono) il grande scrittore quella che Cypkin analizza con maggiore intensità è di certo l'amore che lo legò alla giovane moglie. È anche una forma di dedizione amorosa il sentimento che lega l'autore di Estate a Baden-Baden al suo grande modello letterario di cui cerca di capire anche gli aspetti più scomodi e meno giustificabili come, ad esempio, il forte antisemitismo (Cypkin era ebreo e la cosa era costata a lui e alla sua famiglia molti tormenti). Così tra una pagina e l'altra riappaiono tanti altri momenti dolorosi e gloriosi della terra e del popolo russo (l'assedio di Leningrado, la guerra, il coraggio di un popolo che non si arrende), ma il punto d'arrivo del libro e della riflessione è rappresentato dalla descrizione della casa in cui era morto Dostoevskij di cui vengono raccontati con straordinaria abilità letteraria gli ultimi giorni. La bella introduzione di Susan Sontag sottolinea come due amori, non paragonati o assimilati, siano al centro di questo romanzo, due passioni intense e vitali: quella coniugale e quella letteraria. E la scrittrice giunge a dichiarare di trovarsi davanti a un capolavoro, un libro dalla cui lettura si esce rinvigoriti e fortificati: un giudizio che è possibile condividere e confermare.

Estate a Baden-Baden di Leonid Cypkin
Titolo originale: Leto V Badene (Summer in Baden-Baden)
Traduzione di Margherita Crepax
285 pag., Euro 16.00 - Edizioni Rizzoli (Scala stranieri)
ISBN 88-17-87151-6

Le prime righe

Ero in treno, di giorno, ma era inverno, il cuore dell'inverno — la fine di dicembre — e il treno era diretto a Leningrado, a nord, per questo dietro i finestrini rapidamente si infittiva il buio, — le luci vivide delle stazioni vicino a Mosca lampeggiavano e svanivano dietro di me, quasi lanciate disordinatamente da una mano invisibile — marciapiedi di campagna, coperti di neve, con la loro fila fugace di lampioni fusi in un unico nastro infuocato — le stazioni passavano con un rombo sordo, come se il treno corresse sopra un ponte, — il fragore era attutito dai doppi vetri dei finestrini che quasi sigillavano il vagone, appannati, in parte ghiacciati e tuttavia attraversati dalle luci che vi imprimevano la loro linea di fuoco, mentre in lontananza si indovinavano sconfinate distese di neve, e il vagone oscillava da una parte all'altra con il rollio di una barca, soprattutto in fondo al corridoio, — e quando fuori, calata l'oscurità, non restò altro che il biancore confuso della neve, quando finirono le ultime dacie e, riflesso nel finestrino, vidi, insieme alla mia faccia, soltanto il vagone, con le luci appese al soffitto e i passeggeri seduti al loro posto, presi dalla valigia sulla rastrelliera un libro che avevo già cominciato a leggere a Mosca e che avevo portato allo scopo di proseguirne la lettura durante il viaggio; lo aprii alla pagina indicata da un segnalibro decorato con un delicato disegno orientale e caratteri cinesi — lo avevo preso a casa di una mia zia, proprietaria di una vasta biblioteca, e in fondo al mio cuore non avevo alcuna intenzione di restituirlo — era molto vecchio e le pagine si rompevano e si staccavano, così lo avevo portato da un rilegatore che ne aveva pareggiato i bordi consumati e lo aveva racchiuso in una robusta copertina, sulla quale aveva incollato la prima pagina con il titolo — il Diario di Anna Grigor'evna Dostoevskaja, stampato da qualche casa editrice liberale ancora possibile a quell'epoca, "Le pietre miliari" o "La vita nuova", o un'altra del genere — con le date sia nel vecchio sia nel nuovo stile, con parole o frasi intere in tedesco, o in francese senza traduzione, e il "Mme" aggiunto con la diligenza di uno scolaro - una trascrizione degli appunti che lei aveva stenografato nell'estate successiva al suo matrimonio, quando si trovava all'estero con il marito.

© 2003 RCS Libri Editore


L'autore

Leonid Cypkin (Minsk 1926 - Mosca 1982), ebreo russo, era medico e ricercatore e non poté mai pubblicare le sue opere in Unione Sovietica. Questo romanzo, scritto fra il 1977 e il 1980, raggiunse clandestinamente gli Stati Uniti, dove, nel 1982, comparve in una rivista dell'emigrazione russa. Sette giorni dopo Cypkin morì. Oggi Estate a Baden - Baden sta per essere pubblicato in tutto il mondo.


Di Grazia Casagrande


7 marzo 2003