NARRATIVA ITALIANA

Antonio Pascale
La manutenzione degli affetti

"Quando ero giovane ho letto Avere o essere?, una di quella stupidaggini che si fanno solo da giovani. M'ero segnato un passaggio, dove si distingueva l'amore maturo da quello immaturo. Chi è immaturo dice: ti amo perché ho bisogno di te. Chi è maturo dice: ho bisogno di te perché ti amo."

Davvero un bel titolo per una breve raccolta di "spunti" interessanti. Sono sette racconti che presentano situazioni molto diverse tra loro ma in qualche modo riconducibili a elementi comuni. La manutenzione degli affetti è il primo testo raccolto nel volume, la fotografia un po' sfocata di un rapporto di coppia in crisi condizionato dalla presenza dei figli. Segue La controra, in cui la storia ruota ancora attorno ai litigi fra un padre e una madre, questa volta visti dagli occhi del figlio, che sottolinea con amarezza una conseguenza di questa situazione sulla sua vita. Ne Il ceto medio l'attenzione passa dal privato al sociale, dalla visione della vita famigliare al rapporto fra famiglie differenti assimilabili al cento medio, improvvisamente rese distanti dal successo economico di una di esse. Con Bei giorni domani si rientra nel privato: è il racconto drammatico di un padre che ha perso un figlio. Qui le chiacchiere stanno a zero parla invece, sempre da un'ottica individuale, di una forma di criminalità organizzata così radicata sul territorio da sembrare parte naturale di esso. Il penultimo testo, Mi vidi di schiena, racconta in modo surreale la strana morte di un ragazzo; è lui stesso a narrare gli eventi e ,come sempre, ci sono le figure del padre e della madre a completare il cerchio famigliare. Chiude il volume Spettabile Ministero, una ironica "denuncia" della condizione lavorativa e umana dei giovani ministeriali.
Tra inevitabili letture di Fromm (molto di moda negli anni Ottanta) e citazioni televisive buttate qua e là nei discorsi, scorre tra le pagine anche quel desiderio di essere sempre giovani, o di sembrare tali, che pervade le nuove generazioni. Il tono di voce è pacato, le storie, talvolta drammatiche, sono raccontate con leggerezza e sempre lasciando adito alla speranza.

La manutenzione degli affetti di Antonio Pascale
143 pag., Euro 11.50 - Edizioni Einaudi (L'Arcipelago n. 18)
ISBN 88-06-15802-3

Le prime righe

La manutenzione degli affetti

Avevo appena fulminata la lampadina. Quella del bagno. Era la seconda che partiva. Poco prima ne aveva fulminata una Rosaria. Quella dello sgabuzzino. Dal mio studio ho sentito il clic dell'interruttore e poi ho visto la luce che andava a intermittenza. Rosaria deve avere imprecato in silenzio. Me ne sono accorto solo perché Luca ha chiesto: — Mamma, cosa è successo? — Ho pensato che avrebbe risposto: niente, non ti preoccupare. E infatti, ha proprio risposto così.
Anche io rispondo cosí. Di questi tempi, le risposte ai bambini sono l'unica cosa che abbiamo in comune, io e mia moglie. Il fatto che fulminiamo lampadine quello no, forse è solo una casualità.
Quando mi sono affacciato al balcone il cielo era rosso. Pure le foglie dei prunus. Il vento le tirava sulla destra. La strada sembrava elastica. Fra poco sarebbe piovuto. C'era molta tensione nell'aria. Oggi comincia giugno.
Io guardo sempre Caroselli in televisione, è l'unico meteorologo che davvero mi piace. Una volta ha detto una cosa che mi ha riconciliato con la primavera. La gente gli chiede spesso come mai in primavera piove: Caroselli ha risposto che la primavera è una stagione oziosa, la natura per rinascere deve abbandonarsi, lasciarsi attraversare da tutto.

© 2003 Giulio Einaudi Editore


L'autore

Antonio Pascale è nato a Napoli nel 1966. Ha pubblicato La città distratta, con cui ha vinto il Premio Onofri e il premio Isola di Procida - Elsa Morante; alcuni suoi racconti sono stati pubblicati su "Lo straniero" e "Nuovi Argomenti". Vive e lavora a Roma.


Di Giulia Mozzato


7 marzo 2003