ATTUALITA'

Giovanni Bianconi
Mi dichiaro prigioniero politico
Storie delle Brigate rosse

"Le revisioni del proprio passato, anche le più radicali, sono importanti, così come le considerazioni di oggi rispetto alle scelte di ieri. Ma si tratta di processi che incidono sulle persone, non sugli eventi che esse hanno provocato."

Tra le vicende più irrisolte e difficili da affrontare della recente storia italiana troviamo indubbiamente la questione delle Brigate rosse. Tornata recentemente e drammaticamente d'attualità, questa realtà deve essere analizzata con particolare attenzione alla ricostruzione storico-politica degli avvenimenti trascorsi. In questa direzione Giovanni Bianconi sta lavorando da anni, ricucendo i fatti attraverso la testimonianza diretta dei protagonisti. Mi dichiaro prigioniero politico raccoglie la voce di sei brigatisti della "prima Repubblica": Tonino Paroli (Pippo), Angela Vai (Augusta), Bruno Seghetti (Claudio), Germano Maccari (Gulliver), Francesco Piccioni (Michele), Geraldina Colotti (Paola). Il racconto è fatto direttamente da Bianconi, ma sulla base delle parole dette dai brigatisti e su ricostruzioni attendibili dei fatti. Si ricompongono così storie singole in un unico disegno generale, che vedeva rapporti intrecciati fra gruppi ed elementi differenti. Da Curcio e Franceschini in poi l'autore traccia l'evoluzione della lotta armata, la scelta della clandestinità e il coraggio di vivere un'esistenza continuamente in ombra e in pericolo, purtroppo votata a una causa che, col senno di poi, hanno giudicata sbagliata anche molti di coloro che l'avevano scelta, sebbene questo il libro non ne dia conto "perché l'intento è quello di rendere il senso di pensieri e azioni che hanno contribuito a incanalare o modificare la storia di questo Paese secondo il punto di vista di chi ne è stato attore di rilievo e nel momento in cui se n'è reso responsabile". Ma allora qual è stato il senso dei tanti omicidi degli anni Settanta e Ottanta? Sono tutti morti invano? E questo capitolo della nostra storia comune è chiuso? Proprio i fatti di questi giorni ci dimostrano che uno sparuto gruppo di nostalgici ha ripreso questa strada o non l'ha mai abbandonata. Dunque è giusto continuare a riflettere su quegli anni e su quegli eventi, ricostruendoli sin nei minimi dettagli per "smascherarli" e metabolizzarli davvero.

Mi dichiaro prigioniero politico. Storie delle Brigate rosse di Giovanni Bianconi
311 pag., Euro 9.50 - Edizioni Einaudi (Einaudi tascabili. Stile libero n. 1062)
ISBN 88-06-15739-6

Le prime righe

I. "Pippo"

Il 30 aprile 1975 i vietcong entrarono a Saigon. Era la fine della guerra del Vietnam, un conflitto durato quattordici anni con oltre un milione di morti solo nei combattimenti, senza contare quelli uccisi dalle bombe e i feriti. Gli Stati Uniti d'America avevano perso, e la capitale conquistata dall'esercito rosso venuto dal Nord stava per prendere il nome del leader comunista Ho Chi Minh.
Nelle stesse ore, a Milano, moriva un ragazzo di diciannove anni, Sergio Ramelli, un " fascista" del Fronte della gioventù preso a sprangate e colpi di chiave inglese da alcuni "compagni" che l'avevano ridotto in fin di vita, quarantasette giorni prima.
A Roma, dopo sei mesi di carcerazione preventiva, venivano concessi gli arresti domiciliari al generale Vito Miceli, ex capo del Sid, il Servizio segreto italiano, accusato di cospirazione politica e favoreggiamento nel tentato golpe Borghese. A Genova si celebrava il processo d'appello contro Lorenzo Bozano, il "biondino della spider rossa" imputato per il sequestro e l'uccisione di Milena Sutter, figlia tredicenne di un industriale italosvizzero ripescata cadavere nel mar Ligure quattro anni prima. In primo grado era stato assolto per insufficienza di prove, di li a tre settimane sarebbe stato condannato all'ergastolo, ma lui era già latitante.

© 2003 Giulio Einaudi Editore


L'autore

Giovanni Bianconi è nato a Roma nel 1960. Ha scritto, tra gli altri libri, A mano armata. Vita violenta di Giusva Fioravanti (1992) e Ragazzi di malavita. Fatti e misfatti della banda della Magliana (1995).


Di Giulia Mozzato


7 marzo 2003