DONNE PROTAGONISTE

Jennifer Clement
Una storia vera fatta di bugie

"La madre di Leonora insegna ai figli a non dire mai ciò che pensano perché questo gli darà potere. Gli spiega che devono tenersi la voce nella testa come una preghiera: Perché non si sa mai che cosa pensano davvero i potenti. Non si sa che cosa pensa Dio."

Una storia breve ma intensa, ricca di contenuti forti scritti in modo molto diretto. La povertà, la carenza di affetti familiari, l'emigrazione, la difficoltà di vivere e di difendersi dalla crudeltà e dall'ingiustizia, sono al centro di una vicenda semplice, incentrata su un mondo sorretto dalle donne, depositarie di antiche saggezze e grande realismo.
Un libro fatto di ritmo dove si alternano costantemente due titoli per tutti i capitoli (tanti) di cui è composto (Certe cose si seppero per caso e qualcuno disse che erano solo chiacchiere e Ogni foglia è una bocca), così come si alternano la voce narrante di una protagonista (la piccola Aura) e la terza persona di un narratore "esterno" che racconta la vita dell'altra protagonista (Leonora), strettamente intrecciata con la prima. Aura è una dei figli della famiglia presso la quale Leonora ha trovato lavoro come domestica e bambinaia. In un mondo fatto di bambini e donne di servizio, dove il potere è rappresentato soprattutto dai padroni di casa, eccentrici e distaccati, Leonora impara ad amare Aura coma una figlia e Sofia e Josefa, le altre domestiche di casa, come due sorelle. Ma l'ignoranza e l'impreparazione alla vita di Leonora, solo parzialmente mitigata dalla precedente permanenza presso un convento di suore, la renderanno indifesa e vulnerabile. Tutti gli elementi centrali del dramma classico si mescolano nell'ambientazione particolare di un Messico fortemente segnato dalle differenze economiche e sociali, superate solo da un unico, tragico destino.

Una storia vera fatta di bugie di Jennifer Clement
Titolo originale: A True Story Based on Lies
Traduzione di Paola Brusasco
134 pag., Euro 11.00 - Edizioni Instar
ISBN 88-461-0045-X

Le prime righe

OGNI FOGLIA E UNA BOCCA
Sono scura, molto più scura, così mi chiamano "Mosca". Non mi piace essere chiamata "Mosca", ma l'ho accettato. Bisogna accettare gli errori.

È solo una parola.

Mosca.

CERTE COSE SI SEPPERO PER CASO
E QUALCUNO DISSE CHE ERANO SOLO
CHIACCHIERE

Sono una bambina-scopa. La mia voce ha suono di ramazza. Pettine sulla pietra, rastrello sulla terra, spazzola sull 'erba. Suono secco, fragile. Che gratta. Un raspare e sfregare senza vocali. Un lungo shhhhhhhhh.

Leonora non ha un padre. Sua madre dice: "Nella nostra famiglia tutte le dita sono sepolte senza anello nuziale. Sottoterra ci sono bouquet di dita senza anello nuziale".

Leonora immagina le dita delle nonne, pallide ossa bianche sepolte nella terra.

Una ghirlanda di dita.

Quando cammina nel suo villaggio appena fuori Città del Messico, Leonora scruta gli uomini per vedere se qualcuno le somiglia. Solo il venditore di conigli e polli le somiglia. Sua madre dice che il padre è in cielo, ma potrebbe essere chissà dove, perché le cose cui non vuole pensare finiscono tutte in cielo. Il cielo potrebbe essere una taverna, un campo o la casa accanto. La madre di Leonora raccoglie ramoscelli per fare scope. Non le scope perfette, di fabbrica, che si comprano al supermercato , ma quelle da strega, fatte di rami, usate da spazzini e giardinieri. Ogni mese lei e i figli passano tre settimane sulle montagne in cerca di quei legnetti lunghi e fragili. La madre di Leonora dice che sono tutti bambiniscopa.

I fratelli e le sorelle di Leonora hanno nomi messicani indigeni. Le sorelle si chiamano Mexica e Xochi. I quattro fratelli; Moctezuma, Tizoc, Cuautli e Tlaloc. Solo Leonora ha un nome cristiano, spagnolo. "Perché avevi una gran fretta di uscire", dice la madre. "Volevi rompermi come un uovo."

© 2003 Instar Libri Editore


L'autrice

Jennifer Clement è cresciuta a Città del Messico, dove attualmente vive e dirige il San Miguel Poetry Week. Nei primi anni Ottanta è stata una protagonista della scena artistico-letteraria newyorkese. Una sua raccolta di poesie, The Next Stranger, è uscita con un'entusiastica prefazione del premio Pulitzer W.S. Merwin, mentre Widow Basquiat, quasi un poema biografico in prosa, ha ricevuto l'elogio unanime della critica. Una storia vera fatta di bugie è stato uno dei romanzi finalisti al William Faulkner Prize negli Stati Uniti e all'Orange Prize in Gran Bretagna.


Di Giulia Mozzato


28 febbraio 2003