DONNE PROTAGONISTE

Arturo Pérez-Reverte
La Regina del Sud

"Il giorno del suo venticinquesimo compleanno - le avevano tolto il gesso dal braccio una settimana prima - Teresa mise un segno a pagina 579 del libro che la teneva inchiodata; prima d'allora non aveva mai pensato che ci si potesse proiettare con tanta intensità in quello che si leggeva, tanto che il lettore arrivasse a fondersi con il protagonista."

È un'inchiesta giornalistica a condurre la narrazione: la vita della "Regina del Sud" Teresa Mendoza è infatti al centro degli interessi di un giornalista che aspira a costruire su questo personaggio, diventato in pochi anni leggendario, qualcosa di più di un articolo, un romanzo forse...
Dodici anni prima il Biondo (l'uomo di Teresa, un trafficante di droga) le aveva imposto di fuggire e di non fermarsi non appena avesse saputo che lo avevano ucciso: la ragazza, allora ventenne, aveva ubbidito. Dopo essere sfuggita alla morte grazie al suo coraggio, e ad una pistola che si era ritrovata in mano al momento giusto, Teresa inizia la sua "carriera internazionale": Regina del Sud, regina del narcotraffico, capace di scalzare le famiglie più potenti del globo, protagonista della cronaca nera e regista di una vita perennemente "al limite". Questa è la donna su cui, in questo ampio romanzo, Pérez Reverte costruisce un vero e proprio narcocorrido, qualcosa che ricorda le ballate popolari che in Messico sono nate intorno ai trafficanti di droga. Questo autore, che ha ormai nel romanzo d'avventura la sua nota caratterizzante, propone qui (pur nell'omaggio al Conte di Montecristo di Dumas cui l'autore fa costantemente riferimento) un'epopea contemporanea che ha per protagonisti degli eroi negativi e un Paese, il Messico, tormentato da povertà e durezza, ma anche pieno di ingenuità e passione e ricco di valori antichi su cui basa ancora oggi il proprio orgoglioso tentativo di riscatto.

La regina del sud di Arturo Pérez-Reverte
Titolo originale: La Reina del Sud
402 pag., Euro 18.00 - Edizioni Tropea (I Marlin)
ISBN 88-438-0404-9

Le prime righe

Squillò il telefono e lei seppe che l'avrebbero uccisa. Lo seppe con una tale sicurezza che rimase immobile, il rasoio alzato, i capelli appiccicati alla faccia nel vapore dell'acqua calda che gocciolava sulle piastrelle. Drin. Rimase fermissima, trattenendo il respiro come se l'immobilità o il silenzio potessero cambiare il corso degli eventi già accaduti. Drin. Era nella vasca da bagno e si stava depilando la gamba destra, con l'acqua insaponata che le arrivava alla vita, e le venne la pelle d'oca come se avesse appena aperto il rubinetto dell'acqua fredda. Drin. Nello stereo della camera da letto Los Tigres del Norte cantavano le storie di Camelia la Texana. Tradimento e contrabbando, dicevano, non possono andare d'accordo. Aveva sempre temuto che certe canzoni fossero presagi, e di colpo si erano trasformate in realtà cupa e minacciosa. Il Biondo ci scherzava sopra; ma quello squillo dava ragione a lei e torto al Biondo. Aveva torto e l'errore gli sarebbe costato caro. Drin. Smise di depilarsi, uscì lentamente dalla vasca e seminò dietro di sé impronte bagnate fino in camera da letto. Il telefono era sulla trapunta, piccolo, nero e sinistro. Lo guardò senza toccarlo. Drin. Terrorizzata. Drin. Lo squillo si mescolava alle parole della canzone, come se ne facesse parte. Perché i contrabbandieri, continuavano Los Tigres, non perdonano nulla. Il Biondo aveva usato le stesse parole, ridendo come al solito, mentre le accarezzava la nuca e le tirava il telefono sulla gonna. Se mai dovesse suonare significherà che io sono morto. A quel punto, corri. Più forte che puoi, morettina. Corri e non ti fermare, perché non ci sarò più io ad aiutarti. E se arrivi viva da qualche parte, fatti una tequila alla mia memoria.

© 2003 il Saggiatore Editore


L'autore

Arturo Pérez-Reverte è nato a Cartaghena, in Spagna, nel 1951. Per oltre vent'anni ha lavorato come inviato di guerra per i giornali, radio e televisione, professione che ha abbandonato nel 1994 per dedicarsi esclusivamente a quella di romanziere. Tra i suoi libri, tradotti in più di venti lingue e pubblicati in Italia, ricordiamo: Il club Dumas, La pelle del tamburo (vincitore del Premio per la letteratura europea Jean Monnet 1997), La tavola fiamminga, Il maestro di scherma, Territorio comanche, La carta sferica (a cui è stato assegnato il Prix Méditerranée étranger), e L'ombra dell'aquila. Sono stati inoltre pubblicati i primi tre libri della serie del capitano Alatriste (Capitano alatriste, Purezza di sangue e Il sole di Breda). Nell'archivio del Café Letterario proponiamo l'intervista allo scrittore


Di Grazia Casagrande


28 febbraio 2003