CIME E STELLE

Paolo Paci
Alpi
Una grammatica d'alta quota

"Mi metterò in viaggio, destinazione: le Alpi. Ho voglia di gironzolare per un po' e dedicarmi a un mio vecchio pallino: mi piacerebbe infilare, come in una collana, tutte le lingue oggi parlate sul versante italiano delle Alpi."

Che idea avete dei montanari? Conoscete le culture delle valli alpine? Avete frequentato quei paesi e quella gente? Se sì, saprete certamente quanta varietà e ricchezza di tradizioni si possono trovare tra le più alte cime delle nostre montagne. Se no, è l'occasione giusta per cominciare a conoscere un mondo tanto nascosto quanto interessante. L'autore, già esperto di alpinismo e dunque da tempo frequentatore dei luoghi che descrive, sviluppa un'ampia carrellata sulle Alpi, tutt'altro che didascalica, a 360 gradi. Quattro sono i capitoli in cui il saggio è diviso: Friuli, Veneto, Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta. In ognuna di queste regioni Paci incontra gli abitanti, che diventano personaggi di una sorta di grande racconto. Sono guide alpine (non potevano mancare), maestri elementari, albergatori, allevatori e formaggiai, scultori, poeti, linguisti... Ecco, il filo rosso che attraversa valli così differenti è la ricerca linguistica, l'analisi di un mondo sfaccettato che, a distanza di pochi chilometri, presenta passaggi abissali da un dialetto all'altro, da una lingua all'altra. E non solo per la stretta vicinanza con le nazioni confinati, ma anche per l'effettiva radicata consuetudine di comunicare con dialetti di origine assai diversa. Dalla Valle d'Aosta, bilingue per statuto, attraversata da correnti con forti reminiscenze tedesco-medievali che si mescolano con un patois dal suono francese, al Friuli (e qui come non ricordare Pasolini) del Fogolâr Furlan e dello sloveno, al cimbro "a rischio d'estinzione" della Val d'Assa, oltre Asiago, al ladino di Cortina. Le minoranze linguistiche delle nostre Alpi sono molte e decisamente affascinanti. A tratti ricompaiono usi alimentari quasi dimenticati, cibi che strettamente si legano alla lingua: necessità primarie lo sfamarsi e il comunicare, sin dai tempi più remoti. Altre volte sono i nomi degli animali e delle piante a segnare la tradizione. È straordinario come tutto questo sia sopravvissuto negli anni, riparato dalle alte cime delle montagne e come Paolo Paci ce lo racconti con la competenza di un esperto ma la scrittura brillante di un narratore.

ALPI. Una grammatica d'alta quota di Paolo Paci
283 pag., 13.00 - Edizioni Feltrinelli Traveller (Feltrinelli Traveller)
ISBN 88-7108-182-X

Le prime righe

PREFAZIONE

"Una lingua è un dialetto con un passaporto
e un esercito."
Noam Chomsky

Esistono nel mondo 6700 lingue diverse. Ma nel momento in cui leggerete queste pagine il numero sarà già diminuito: infatti il 30 per cento delle lingue attualmente in uso è parlato da comunità di appena mille persone. In pratica, grossi condomini. Il 10 per cento può contare su un centinaio di parlanti e per una cinquantina di lingue sopravvive un solo parlante. Ci sono nonni, in Siberia, che per comunicare con il nipotino hanno bisogno di un traduttore simultaneo.
Lingue o dialetti? La domanda dal punto di vista scientifico è insignificante. Anzi, affermano i linguisti, esisterebbe una lingua (o dialetto, è uguale) per ognuno di noi. La distinzione tra lingue, per comodità, la facciamo quando le differenze sintattiche, fonetiche e lessicali iniziano a essere evidenti. Se nel dialetto lombardo di Parabiago e San Giorgio su Legnano, paesi che distano tra loro non più di cinque chilometri, la differenza si limita alla pronuncia della "a" più o meno aperta (indovinate come suona a Pârâbiâg?), tra Issime e Fontainemore, due villaggi nella Val di Gressoney che distano anch'essi cinque chilometri, c'è un vero abisso linguistico, storico, culturale. Quasi quanto tra Francia e Germania. Allora, quante lingue si parlano in Italia? E segmentando ancora: quante lingue si parlano in quei microcosmi di incredibile ricchezza e complessità che sono le nostre vallate alpine? L'unica risposta scientificamente accettabile è: boh! Noi però non siamo scienziati della lingua, ma semplici viaggiatori, e possiamo accontentarci di risposte più semplici e parziali.

© 2003 Feltrinelli Traveller Editore


L'autore

Paolo Paci è nato a Milano nel 1959. Giornalista professionista, ha realizzato reportage di viaggio in tutto il mondo. Ha pubblicato guide turistiche e manuali di alpinismo.


Di Giulia Mozzato


24 febbraio 2003