NARRATIVA STRANIERA

John Case
Sindrome

"Borbottò sottovoce e scosse la testa. Era insensato. Perché Nikki aveva un fucile, e quel fucile? Cos'era quella... roba nell'appartamento accanto a quello di Duran? E cosa stavano cercando a casa sua?
Non riusciva a raccapezzarsi. L'unica cosa nel suo appartamento che avesse un qualche rapporto con Nikki erano le ceneri."

Il romanzo si apre proponendoci due personaggi: uno psicoanalista acuto, affetto spesso da una strana pigrizia che gli impedisce di uscire dalla sua elegante casa, e una bella e giovane paziente che porta nel suo inconscio i traumi di episodi di violenza infantile. Ma questo avvio viene immediatamente stravolto: la bella ragazza compie un assassinio su commissione (è da un sito internet che ha notizia dell'uomo che deve eliminare) e lo psicoterapeuta pare non solo non essere abilitato alla professione, ma avere falsificato addirittura il suo nome. È quando la bella Nico, la paziente di Jeff Duran, l'analista, improvvisamente si suicida (ma i dubbi sulla volontarietà della sua morte sono subito forti) che tutto sembra aprirsi a rivelazioni inaspettate grazie alle indagini che compie Adrienne la sorella della morta del tutto convinta che il vero colpevole (almeno indirettamente) sia Jeff. Il romanzo prosegue con continui colpi di scena che vedranno sospettato e indagatrice diventare curiosamente alleati e si chiude in modo assolutamente imprevedibile dopo un crescendo di emozioni per il lettore.
Un giallo davvero abile nella costruzione di una storia originale e nella capacità di creare un clima pieno di incertezze su chi dice la verità e chi mente, su chi è "il buono" e chi "il cattivo" in tutta questa complicata vicenda.

Sindrome di John Case
Titolo originale: The Syndrome
Traduzione di Giancarlo Carlotti
447 pag., Euro 17.50 - Edizioni Tropea (I Marlin)
ISBN 88-438-0331-X

Le prime righe

Zurigo, 16 giugno 1996

Non era la Grande Jatte. Non proprio. Non era nemmeno pomeriggio. Non ancora. Eppure gli ricordava quel quadro famoso, come se tutto fosse perfetto. Il parco tranquillo. La giornata pigra e soleggiata. Il lago di un azzurro fosforescente che luccicava sotto la brezza.
Lew McBride stava facendo jogging nello stretto parco che correva lungo le sponde del lago di Zurigo dall'affollata Bellevueplatz fino alla periferia. Aveva già coperto cinque chilometri e stava tornando attraverso il reticolo d'ombre, riflettendo oziosamente su Seurat.
La grande tela del pittore pointillist era popolata di signori austeri in cappello a cilindro, bambini mansueti e dame in busto e ombrellino. Purtroppo si trattava di un'epoca due guerre or sono, prima di Jerry Seinfeld, di Internet e delle pulizie etniche. Adesso la gente era diversa, e anche le domeniche pomeriggio (persino, o forse soprattutto quando erano identiche a quella).
Tanto per cominciare, metà delle ragazze parlavano al telefonino o erano sui rollerblade, o entrambe le cose. Sfoggiavano piercing all'ombelico e un'aria strafottente, ridacchiavano mentre passavano accanto ai ragazzini che giocavano a calcio, agli immigrati insonnoliti e agli innamorati che pomiciavano nell'erba tenera. L'aria era quella fresca delle Alpi, dolce e assolata, con qualche sbuffo di marijuana.
Zurigo gli piaceva. Lì aveva la possibilità di fare pratica di tedesco, la prima lingua che aveva studiato alla high school quando si era preso una cotta per una ragazza arrivata lì grazie agli scambi culturali.

© 2003 Marco Tropea Editore


L'autore

John Case è lo pseudonimo sotto cui scrive la coppia formata da Jim e Carolyn Hougan. Jim Hougan, soggista d'inchiesta, è autore di diversi saggi e del romanzo Kingdom Come. Carolyn Hougan ha firmato tre romanzi, tra cui Blood Relative. Nal 1999 hanno pubblicato anche il thriller L'ombra del cavaliere.


Di Grazia Casagrande


24 febbraio 2003