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Mariangela D'Abbraccio

Attrice teatrale ha però avuto anche varie esperienze cinematografiche di qualità, e tra queste ricordiamo il recente film La forza del passato presentato all'ultimo festival di Venezia in cui si è trovata collega di Bruno Ganz, Sergio Rubini e Valeria Moriconi.
Dopo aver interpretato un classico del teatro pirandelliano, Sei personaggi in cerca d'autore, ha recitato in Nella città l'inferno di Dacia Maraini (da una sceneggiatura di Suso Cecchi D'Amico), e attualmente è protagonista sensibile e intensa della celeberrima opera di William Gibson, Anna dei miracoli (al teatro Carcano di Milano sino al 16 febbraio).


Da bambina ha avuto un libro 'del cuore'?

No, non ho avuto un libro che mi abbia colpita particolarmente, nel senso che ho avuto un'infanzia un po' strana perché mia madre non mi ha fatto leggere libri "da bambini", ma libri per grandi. Lei recitava, così insieme giocavamo soprattutto a fare delle "performance". La grande passione familiare è sempre stato il teatro. Tra le primissime cose che ho letto da bambina ricordo Il giardino dei ciliegi, e altre opere che non c'entrano nulla con le letture infantili. A dieci, undici anni rimasi folgorata da Checov. Ricordo ancora bene Le tre sorelle e Lo zio Vania.

E successivamente?

Un libro che mi ritorna sempre in mente è Se questo è un uomo di Primo Levi. È un libro che mi ha molto segnata, soprattutto per alcune frasi particolari e per come l'autore descriveva la perdita della dignità dell'uomo.

Le sue letture più recenti?

Un autore che amo molto è Baricco. Ha una scrittura rapida e intensa che ti trascina immediatamente nel suo mondo. Questa è una caratteristica che, in generale, mi piace molto nella scrittura. Ultimamente mi capita di leggere più libri di italiani, ma senza un disegno ben preciso.

L'ultimo libro legato in qualche modo al teatro?

La biografia di Pirandello di Camilleri intitolata La biografia del figlio cambiato. È stata una rilettura molto interessante, fatta con gli occhi di un siciliano che stimo molto, su un siciliano "storico" come Pirandello, e questo mi ha incuriosito.

In questo momento cosa ha sul comodino?

Sto leggendo un libro bellissimo di Margaret Mazzantini, Non ti muovere. Conosco Margaret ed è una persona deliziosa; abbiamo iniziato insieme studiando recitazione. Questo libro mi ha molto sorpreso. Avevo anche letto Il catino di zinco, ma in quest'ultimo romanzo ho trovato ancor più folgoranti il ritmo, le immagini, i dettagli, il tempo di scrittura: veramente l'opera di una grande scrittrice. È un libro che rapisce.

È un libro che regalerebbe volentieri?

Assolutamente, e a tutti! Alla fin fine parla di rapporti e di sentimenti, di vita, senza alcun tipo di limite, con una scrittura che cattura sin dalla prima pagina.

Tra gli scrittori stranieri ha qualche preferenza?

Non ho autori "di riferimento". Ho letto volentieri opere di Marguerite Duras, o della Yourcenar. Mi incuriosisce molto la vita di queste due scrittrici.
Devo dire comunque di non avere un'idea precisa sulla lettura, dipende dai momenti, dalle curiosità.

Allora lascia al caso la scelta di un libro?

Sì, ascolto i suggerimenti, leggo, ma poi deve avvenire qualcosa che faccia sì che io entri in libreria e sia attratta dal contatto fisico col libro. Mi è capitato di leggere recensioni bellissime e di essere consigliata nella scelta di un libro, di entrare in libreria e poi uscire senza averlo comprato, perché "al dunque" non era scattato "quel qualcosa". Sono cose che capitano anche con i dischi, si tratta di fatti istintivi.

Allora, sempre istintivamente, c'è un genere che non le piace, per cui non è proprio attratta a comprare libri?

Non amo molto il genere fantastico o il mistery o ancora i libri che riguardano il soprannaturale. Mi interessa la fantasia dell'autore ma comunque legata a cose che ci appartengono.

C'è qualche testo che vorrebbe mettere in scena?

Sicuramente Baricco e Mazzantini. Mi sento vicina alla loro scrittura e mi piacerebbe che loro scrivessero per me. Vorrei recitare qualcosa scritto da loro: lo penso quando leggo i loro libri. Negli ultimi tempi lavoro su testi scritti per me o su lavori di Dacia Maraini. Dal romanzo alla pièce teatrale il divario è enorme, ma lei ha scritto molto per il teatro ed è "dentro" la scrittura teatrale, che si modifica continuamente, non è mai compiuta. Considero Dacia Maraini una compagna di lavoro meravigliosa. Ho fatto molte cose scritte da lei; la prossima estate un suo romanzo diventerà un mio spettacolo: Memorie di una ladra.

Di Piera Passalacqua


7 febbraio 2003