FAMIGLIE PERICOLOSE

Rossella Martina
Facoltà di silenzio

"Era lei la sola che non lo riteneva capace di un gesto di disperazione e quindi di un gesto umano. Per Betta, al massimo, suo padre poteva avere nel cervello un circuito programmato per l'autodistruzione, come le astronavi dei film di fantascienza. E quale poteva essere la ragione per farlo scattare, per far sì che suo padre rinunciasse a se stesso?"

Un professore universitario di filosofia, Emilio Canova, è trovato morto dalla figlia Betta. Un biglietto sul tavolo con un messaggio oscuro potrebbe far pensare al suicidio e le circostanze stesse della morte portano alle stesse conclusioni. Ma quali motivi avrebbero indotto il razionale docente a un gesto così drammatico? La giovane figlia non crede minimamente alla versione ufficiale della polizia e inizia una propria indagine che cerca di sviluppare in varie direzioni. Prima di tutto vuole capire meglio che uomo sia stato suo padre, quali i rapporti con la moglie Paola e con il figlio Marco. Rapporti complessi, subordinati al carattere inflessibile, pieno di aspettative e di richieste intellettuali nei confronti del proprio interlocutore, soprattutto se si tratta del figlio maschio. Marco era stato vittima di questo atteggiamento paterno fin da piccolissimo: la tossicodipendenza, l'allontanamento da casa, il distacco totale dalla famiglia erano il risultato a cui era stato condotto dalle frustrazioni e dal senso di inadeguatezza, sentimenti che lo avevano da sempre accompagnato. Betta invece, nei cui confronti il padre aveva meno aspettative, si era salvata. Paola, la madre, aveva anch'essa subito con sofferenza il carattere dominante di Emilio: tenera nei confronti dei figli solo in assenza del marito, era stata da sempre condizionata da un tarlo doloroso, una grave forma depressiva che però non impediva a Betta di vedere nella madre una persona positiva e generosa. Ma oltre al privato la ragazza indaga sulla vita professionale del padre, sui suoi rapporti con il mondo accademico e sul suo passato di militante, oltre che di docente. Così veniamo calati nel periodo inquietante degli anni di piombo, in cui terrorismo e intellettualità spesso entrarono in un intreccio pericoloso.
Il romanzo, sviluppandosi, disegna anche un ritratto cupo e angosciante di uno dei momenti più drammatici del Paese e pur tenendo sempre intensa l'attenzione sulla vicenda narrata, diventa così uno ritratto pieno di ombre della società italiana.

Facoltà di silenzio di Rossella Martina
318 pag., Euro 16.00 - Edizioni Hobby & Work (Giallo & Nero)
ISBN 88-7133-549-X

Le prime righe

CAPITOLO I

Una scarpa da donna con il tacco alto. Rossa. Vivette. Invece del viso di suo padre. Era solo un disegno. Una scritta. Su un sacchetto di plastica. Annodato attorno al collo. La testa era reclinata, il corpo diritto, rigido. Le braccia abbandonate, giù, fuori dai braccioli.
- Buongiorno, papà... - Il saluto, nel silenzio opaco della stanza, si spezzò come un ramo secco.

Betta fu svegliata dal suo stesso grido. Lo vide rimbalzare sulle pareti della camera e tornare attutito ma distinto, denso. Le cadde addosso, imprigionandola. Riuscì a liberare dalla stretta un braccio; voleva accendere la lampada sul comodino, ma era già accesa. Non l'aveva più spenta, da un mese. Da quando aveva trovato il cadavere di suo padre, da quando le immagini le esplodevano nella testa come fuochi d'artificio, di giorno e di notte.
Mentre era sveglia riusciva a dominarle, a trasformarle in ricordo, per quanto devastante. Il pianto le allontanava. Ma mentre dormiva era completamente
in balia di quegli spezzoni di pellicola tagliata a caso. Si ritrovava ogni volta seduta sul letto, soffocata, anche lei, da quell'orrore che tentava di strapparsi di dosso con le mani inutilmente frenetiche, prive di forza.
Anche quella mattina.

© 2003 Hobby & Work Publishing S.r.l. Editore


L'autrice

Rossella Martina lavora come giornalista culturale presso Il Giorno, La Nazione e Il Resto del Carlino. Laureta in Filosofia, saggista ed esperta di narrativa italiana, è autrice di apprezzatissimi racconti gialli (tra cui L'anello del renaiolo, ospitato nell'antologia Cronache di delitti lontani). Questo è il suo secondo romanzo.


Di Grazia Casagrande


7 febbraio 2003