I VIAGGIATORI

Marco Invernizzi
Mollo tutto e...
Vado in Giappone sulla via del bonsai

"Per chi ha la nostra passione, un viaggio in Giappone è come la visita alla Mecca per un musulmano. Vidi un mio compagno di viaggio andare in estasi nel momento in cui si accorse che tutti i tombini della città di Omiya riportavano in rilievo i disegni di alcuni bonsai. Dovemmo faticare non poco per convincerlo che non poteva staccarne uno per portarselo a casa."

Sapete cosa sono i bonsai? Immagino di sì, dato che alcuni anni or sono hanno invaso letteralmente vivai e negozi di fiori in tutte le città, sull'onda di una moda che ha portato un certo investimento finanziario direttamente proporzionale allo scoramento dei neofiti, incapaci di far sopravvivere le proprie mini-piante. Ridotti e contorti, alberi pluridecennali vegetano in piccoli vasi di ceramica offrendo appagamento al gusto estetico del proprietario, non sempre tuttavia in grado di continuare nell'opera complessa del loro mantenimento. L'arte del bonsai ha precise regole, stabilite nel corso di centinaia di anni dai maestri giapponesi. Ma come apprenderle? Una via possibile è quella percorsa da Marco Invernizzi: andare direttamente sul posto, cioè andare in Giappone sulla via del bonsai. Il libro è il racconto di questa scelta, e di un lungo periodo di apprendistato dal maestro Oyakata, ma anche il divertente resoconto delle tante difficoltà pratiche trovate dal protagonista in un paese così diverso, difficile e costoso come il Giappone. Curiosamente in appendice l'autore ha scelto di dare anche una serie di consigli pratici a chi volesse davvero seguire le sue orme. E all'interno del libro (manuale per bonsaisti, racconto di viaggio, guida turistica? difficile definirlo) anche molte belle illustrazioni che riproducono capolavori dell'arte del bonsai. Ma non fatevi illusioni: arrivare a questi livelli non è cosa da tutti.

Mollo tutto e... Vado in Giappone sulla via del bonsai di Marco Invernizzi
161 pag., ill., Euro 12.50 - Edizioni Mursia (Mollo tutto)
ISBN 88-425-3033-6

Le prime righe

1
COME MARCO POLO

"Oh capitani! Miei capitani!"

".. .Due strade trovai nel bosco, e io scelsi la meno battuta, ed è per questo che sono diverso..."
Quando sentii per la prima volta questa frase di Robert Lee Frost ero nel periodo post adolescenziale, quando si cominciano a fare le prime vere scelte, forse in maniera un po' sprovveduta, ma con tanto entusiasmo. Per un ragazzo che da sempre voleva esprimere artisticamente l'emozione legata al mondo della natura, la scoperta del bonsai fu il concretizzarsi di questa grande aspirazione.
Le cose importanti della vita iniziano sempre un po' per caso. Se quel giorno di novembre del 1991 non fossi stato così pigro da passare la serata davanti al televisore, sicuramente adesso non sarei qui a parlare di bonsai. Quella sera ero bello spaparanzato davanti alla tivù, mangiavo mandarini a manetta e vedevo Karate Kid 3. I primi due episodi della saga li avevo già visti, ma non mi avevano influenzato al punto da cambiare radicalmente la mia vita. Nel terzo episodio, invece, c'è una scena in cui il Maestro Miyaghi spiega al suo discepolo Daniel san che il senso della vita si può esprimere con la bellezza di un bonsai. Non so se i mandarini avevano avuto su di me un effetto allucinogeno o che altro, sta di fatto che in quel momento, in un istante, capii che il bonsai era l'arte giusta per me e per la mia vita.

© 2003 Gruppo Ugo Mursia Editore


Di Giulia Mozzato


7 febbraio 2003