VOCI FEMMINILI

Edith Bruck
L'amore offeso

"L'avevo incontrato, senza sapere chi fosse, come si chiamasse, avvertendo subito un sentimento nuovo, sconvolgente, come se mi fossi trovata di fronte il destino stesso, l'ignoto. L'infinito che spaventa, il dolore. La luce. Il buio."

Facile, facilissimo scrivere un romanzo d'amore, difficile, difficilissimo scrivere un romanzo sull'amore. Raccontare la storia di una coppia, gli avvenimenti che legano un uomo e una donna, anche se complicati e labirintici, non è impresa impossibile, ma narrare i sentimenti, i pensieri, le emozioni che stanno dentro un amore, che legano strettamente un uomo e una donna, che ne fanno complici e amanti, quella sì e un'impresa impegnativa. Edith Bruck ha affrontato questa sfida riuscendo a costruire un racconto intenso, privo di quella retorica banalità in cui scivolano spesso gli autori che incontrano l'amore nelle loro pagine. La protagonista, Laura, reduce da Auschwitz ha un disincanto nei confronti della vita che si comprende sin dai primi dialoghi, ma è ancora capace d'amare. L'uomo che suscita la sua passione è reduce da un disastro sentimentale, da cui è uscito con "le ossa rotte". Ricostruire un legame, gettarsi senza paura nel vortice del rapporto con una donna, pur molto amata, è per lui difficile, così come lo è restarle accanto quando deve superare la malattia e la paura di non poter più avere figli. Edith Bruck racconta con profondità particolare il loro rapporto nello scorrere degli anni, nell'evolversi verso la vecchiaia e la crescente necessità di restare vicini, superando con la pazienza di lei la tendenza fedigrafa di lui, che malgrado tutto non abbandona il suo unico grande amore. Chiudiamo il libro con la sensazione di aver letto la storia completa di due persone, accompagnate sino alla soglia della morte, nella loro straordinaria normalità. Una storia comune, sentimenti condivisi da ognuno di noi che la scrittura di Edith Bruck ha reso eccezionali.

L'amore offeso di Edith Bruck
114 pag., Euro 12.00 - Edizioni Marsilio (Romanzi e Racconti)
ISBN 88-317-7873-0

Le prime righe

Quando non cerco che la quiete e i giorni e gli anni fluiscono secondo il loro corso in anse strette e rive di piccole felicità quotidiane, all'improvviso al mio risveglio solitario, in una mattina qualsiasi, uguale e parente delle altre, mi invade, mi sovrasta una domanda: "E la tua vita di donna?"
Quasi mi viene da ridere. Faccio una smorfia. Mi scopro senza parola, senza più una via d'uscita per eludere la risposta che non ho e urge come se avessi contratto un debito e fossi tallonata da un creditore che non dà tregua.
Cerco di resistere, di rimandare la questione, temendo che nasconda qualcosa di storto in me da non toccare.
Dover rendere conto dei sentimenti di una vita in cui non c'è cifra che torni, o invece...
Non ho mai saputo fare i calcoli, le divisioni, le sottrazioni e la somma di tutto è diventata un groviglio unico e inestricabile nel quale mi perdo subito, come un ragno nella propria ragnatela.
Anche i fili della memoria abusata sono recalcitranti e si spezzano in un continuo cortocircuito. I pensieri si rincorrono a vicenda, si scontrano in una
Battaglia tra la ragione che protesta e il cuore che ribatte, e batte per lo stesso uomo, anche se a ritmo diverso, più stanco, meno battagliero.

© 2002 Marsilio Editore


L'autrice

Edith Bruck è nata in Ungheria. Dopo la deportazione, bambina, nei lager nazisti, ha vissuto in diversi paesi e dal 1954 abita a Roma. Autrice di romanzi, racconti, raccolte di poesia e di tre film, ha pubblicato Nuda proprietà (1993), L'attrice (1995), Il silenzio degli amanti (1997), Signora Auschwitz (1999) e Chi ti ama così, Transit, Due stanze vuote.


Di Giulia Mozzato


31 gennaio 2003