RIFLESSIONI SULLA GUERRA

Nuto Revelli
Le due guerre
Guerra fascista e guerra partigiana

"Non so se riuscirò ad assolvere il mio compito. Noi eravamo giovani allora, avevamo vent'anni. Solo se riuscirò a restituire il clima di allora, solo se chi mi legge si rispecchierà nella mia generazione, avrò assolto quel compito."

Ormai arrivato oltre la soglia degli ottant'anni Nuto Revelli tira le fila di una parte delle sue indagini, quelle storicamente incentrate sul periodo racchiuso tra il 1922 e il dopo-Liberazione, aggiungendo la sua voce di testimone diretto degli eventi. "Vorrei dare un'idea di che cosa sia stato il fascismo per i giovani del Ventennio" - scrive all'inizio del saggio - "E far capire come una parte, forse la maggior parte di quei giovani, sia arrivata impreparata alla prova della guerra". È difficile in queste poche righe ricordare con la dovuta attenzione i tanti saggi pubblicati da Revelli nell'arco di molti anni, saggi che hanno fondato "scientificamente" la ricerca storica basata non sui grandi eventi e sui personaggi illustri al centro dei manuali scolastici, ma sulla quotidianità dei più umili e dimenticati protagonisti di tanti decenni. In particolare Il mondo dei vinti e L'anello forte hanno ricostruito una società, quella della campagna cuneese fondata su una civiltà contadina che stava scomparendo, attraverso le testimonianze dirette di centinaia di uomini e donne. Sempre in quest'ottica il lavoro di Revelli ha anche approfondito la conoscenza (attraverso diari, lettere e testimonianze dirette) della condizione dei soldati che nell'ultimo conflitto mondiale si sono trovati sul fronte Russo (La strada del davai e L'ultimo fronte). A questa già vastissima base di ricerca e di analisi ecco aggiungersi un capitolo più prettamente autobiografico, ma che mantiene un ampio respiro collettivo e che compendia in qualche modo le due tipologie di studi storici. Pur ambientato a Cuneo e nei dintorni della cittadina piemontese, dove l'autore ha vissuto quegli anni, il testo, tratto dalle lezioni tenute presso l'Università di Torino nell'ambito del corso 1985-86 di Storia contemporanea, si presenta in tutta la sua validità "nazionale". Un libro importante da proporre come lettura nelle scuole per far comprendere ai giovani come siano state possibili le due guerre che contemporaneamente altri giovani hanno combattuto: quella fascista e quella partigiana.

Le due guerre. Guerra fascista e guerra partigiana di Nuto Revelli
A cura di Michele Calandri
Presentazione di Giorgio Rochat
XV-191, ill., Euro 12.50 - Edizioni Einaudi (Gli struzzi n. 557)
ISBN 88-06-16452-X

Le prime righe

Introduzione

Sono un testimone del secondo conflitto mondiale. O meglio, sono un testimone delle "due guerre" del secondo conflitto mondiale: della guerra fascista e della guerra partigiana.
La mia paura nel raccontare quegli anni è sempre stata questa: che la mia verità potesse prevalere fino al punto di tradire, di stravolgere l'altra verità, quella storica, quella che conta.
Ho una mia verità, maturata negli anni di guerra. Questa mia verità l'ho poi messa a confronto, fin dal dopo Liberazione, con altre cento, affiorate in questi anni.
Non poche delle certezze di allora, sono rimaste però ben salde nella memoria. Spetterà al lettore giudicare la mia verità, che non è la verità in assoluto.

Nel 1971 ho vissuto un episodio che forse aiuterà a capire meglio questo mio concetto di verità.
Era appena uscito L'ultimo fronte, il libro in cui raccoglievo gli epistolari e le lettere dei caduti e dispersi della provincia di Cuneo. E presentai questo libro presso la libreria Vasques di Torino, che se ricordo bene era in via Arsenale, poco lontano dalla Scuola di Applicazione militare. Il pubblico presente mi era amico: era un pubblico in gran parte di compagni, di ex partigiani, comunque di antifascisti.

© 2002 Giulio Einaudi Editore


L'autore

Nuto Revelli è nato a Cuneo nel 1919. Ha scritto: La guerra dei poveri (1962), La strada del davai (1996), Mai tardi (1967), L'ultimo fronte (1971), Il mondo dei vinti (1977), L'anello forte (1985), Il disperso di Marburg (1994), Il prete giusto (1998). Nel Café Letterario è disponibile inoltre la recensione di Il prete giusto (1998)


Di Giulia Mozzato


31 gennaio 2003