RIFLESSIONI SULLA GUERRA

Alberto Asor Rosa
La guerra
Sulle forme attuali della convivenza umana

"Dura lex, sed lex. Il diritto internazionale è cambiato. Oppure, all'improvviso, se ne è rivelata fino in fondo la vera essenza. Proteste consistenti e visibili non ce ne sono. Alla fin fine, può anche esser conveniente ('economico') che qualcuno si presti per tutti a dettar legge e a farla rispettare."

Un'accesa polemica ha accompagnato l'uscita di questo saggio di uno degli autori più "venerati", temuti e discussi degli ultimi decenni. In realtà il dibattito si è aperto su una parte limitata e particolare di tutta l'opera, ma è stato di tale intensità da portare la critica interamente in quella direzione. Il tema del contendere riguarda alcune frasi che Asor Rosa scrive sulla questione israelo-palestinese e sullo Stato d'Israele, parole che gli hanno valso l'accusa di antisemitismo, rievocando fantasmi che la sinistra si porta dietro da sempre. Tuttavia il discorso che Asor Rosa sviluppa in queste pagine riguarda l'uso politico generale della guerra, il suo accrescersi e allargarsi di fronte al terrorismo, il suo svilupparsi nei paesi occidentali con il concetto di "guerra infinita" e preventiva (guerra "giusta") che stabilisce limiti diversi e nuovi per l'etica occidentale.
Una parte iniziale sul ruolo del profeta e il significato della profezia, "sapere e non potere, - questa è la profonda ineliminabile, straziante tristezza del profeta" che non ha strumenti adeguati a condizionare le scelte dei governi e a indirizzare l'umanità verso strade corrette, apre la riflessione che prosegue nei successivi capitoli in termini politici ma soprattutto di etica laica e religiosa. La parte centrale del testo è dedicata a un'analisi dell'Apocalissi di Giovanni, intesa come "rivelazione" (apocalypsis = rivelazione) a cui costantemente affianca riferimenti alle guerre dell'ultimo decennio e a quelle che purtroppo verranno. "Quello che Giovanni 'vede' e racconta, trasfondendo lo spirito della profezia in quello dell''osservazione', del resoconto più crudo e oggettivo, è la drammatica pulsione della storia umana, che, inevitabilmente, consiste nell'associazione indissolubile e vitale fra sistole del Bene e diastole del Male. C'è Vita, cioè, soltanto dove ci sono, insieme, Bene e Male. Però, - e questo è tragico, - su quel piano è veramente difficile distinguere tra gli effetti perniciosi del Male e quelli, - altrettanto distruttivi, perversi e catastrofici, - del Bene". Con questa premessa è facile comprendere quale giudizio politico e morale Asor Rosa possa dare della situazione attuale nel capitolo finale intitolato Il Terrore e la "guerra preventiva". E conoscendo il suo passato di critico letterario e scrittore, non stupisce che chiuda l'intera analisi con una rinnovata fiducia nella Parola, nella comunicazione tra gli uomini, che si rivelerà, a suo giudizio, più forte di qualsiasi arma.

La guerra. Sulle forme attuali della convivenza umana di Alberto Asor Rosa
VI-239 pag., Euro 13.00 - Edizioni Einaudi (Gli struzzi n. 555)
ISBN 88-06-16431-7

Le prime righe

Parte prima
Il "modo"

Una potenza umana smisurata

A più di un anno di distanza dall'II settembre il quadro resta opaco. L'unico dato certo resta l'atrocità dell'evento. Per il resto ne sappiamo più o meno quanto nelle settimane successive all'accaduto. Questa è la prima considerazione: se guerra c'è, è una guerra che si svolge, a quanto sembra, tra una potenza smisurata, ben consistente e visibile, e un popolo di ombre, che appaiono e scompaiono si direbbe a comando. La prima considerazione dunque è che, mentre la combattiamo, sappiamo della nostra guerra meno, molto meno di quanto non ne abbiano mai saputo i popoli di tutta la terra in ognuna delle innumerevoli occasioni in cui hanno avuto a che fare con strumenti e logiche di guerra, da Troia in poi. Come questo sia possibile in un mondo governato dall'informazione planetaria, è un quesito che andrebbe meglio affrontato dagli esperti. Nei limiti delle mie competenze, sarei tentato di dire che, oggi, al massimo dell'informazione sembra corrispondere il minimo di verità. Tra informazione e verità si è aperta una divaricazione: tutti sanno, anzi, tutti vedono (credono, s'illudono di vedere) tutto; ma quel tutto è sempre spostato di qualche grado rispetto al vero centro del problema.

© 2002 Giulio Einaudi Editore


L'autore

Alberto Asor Rosa, di professione critico letterario e scrittore, ha più volte sondato nei suoi scritti lo stato dell'agire politico e morale nella nostra epoca. Ha scritto Le due società (1977), L'ultimo paradossa (1985), Fuori dall'Occidente, ovvero ragionamento sull'"Apocalissi" (1922) e La sinistra alla prova (1996). Nel Café Letterario di libriAlice.it è a disposizione la recensione di Un altro Novecento (1999)


Di Giulia Mozzato


31 gennaio 2003