SAGGI

Wolfgang Sachs
Ambiente e giustizia sociale
I limiti della globalizzazione

"Un nuovo equilibrio tra Nord e Sud deve essere necessariamente trovato dato che una pianificazione razionale della terra non potrà essere raggiunta senza la cooperazione di molti soggetti politici. Quindi, almeno alcune aspettative della parte meno privilegiata della classe media mondiale devono essere soddisfatte se si vuole raggiungere un nuovo ordine mondiale. In questa prospettiva, l'impegno per combattere i problemi ambientali non trascura il problema della giustizia sociale."

Presidente dal 1993 al 2001 di Greenpeace Germania, l'autore è uno dei maggiori studiosi europei di politiche ambientali. Collegando queste tematiche allo sviluppo economico propone un approccio al problema della violenza internazionale e del terrorismo che prende le mosse dalla necessità di ristabilire maggiore equità nel mondo. Per raggiungere l'equilibrio nella distribuzione della ricchezza e per le ipotesi di sviluppo delle nazioni più povere si deve necessariamente tener presente che le risorse non sono infinite e che è necessario porre dei limiti anche alla crescita economica dei paesi più sviluppati. Progresso quindi è limite, è rispetto per l'ambiente in cui viviamo, è percorso verso l'equità e di conseguenza verso la pace. L'elaborazione del Protocollo di Kyoto ha per un primo periodo proceduto in questa direzione, infatti era stato indicato: "gli impegni li deve assumere solo il Nord, e non il Sud. Tenendo in considerazione le responsabilità 'comuni ma differenziate' degli Stati, gli obiettivi di riduzione sono stati considerati solo per i paesi industrializzati". L'interdipendenza tra gli stati, che il fenomeno della globalizzazione ha incrementato, oltre all'aspetto prettamente economico ha evidenziato una specie di contrazione degli spazi dovuto anche alle nuove tecnologie e ai nuovi mezzi di comunicazione. Tutto ciò provoca un maggiore consumo di energia: "l'espandersi delle reti di scambio commerciale su tutto il mondo viene pagata in buona misura a spese del capitale di risorse naturali dell'umanità". Sarebbe invece opportuno che le attività economiche si evolvessero in una pluralità di spazi "connessi tra loro solo per alcune parti". L'ormai classico slogan "pensare globalmente e agire localmente" sembra davvero un'indicazione operativa imprescindibile se vogliamo guardare al futuro con qualche preoccupazione in meno.

Ambiente e giustizia sociale. I limiti della globalizzazione di Wolfgang Sachs
Presentazione e cura di Giuseppe Onufrio
247 pag., Euro 13.00 - Edizioni Editori Riuniti (Futura)
ISBN 88-359-5236-0

Le prime righe

Prefazione

Più di dieci anni fa, nel primo numero del 1989, il giornale Time dichiarò il nostro pianeta "personaggio dell'anno". Mentre nei numeri degli anni precedenti Michail Gorbacëv, papa Giovanni Paolo II ed altre personalità illustri squadravano il lettore dalle copertine, questa volta era una foto del pianeta terra, scattata dallo spazio profondo, che risultava protagonista principale degli avvenimenti contemporanei. Con questa scelta, si può dire a posteriori, i redattori di Time colpirono nel segno. Infatti, quest'immagine del pianeta azzurro, una sfera scintillante gloriosamente fluttuante nelle tenebre dell'universo, durante gli ultimi venticinque anni del secolo era emersa come l'icona onnipresente della nostra epoca. La fotografia era divenuta così nota perché è molto più di una semplice foto: è il simbolo che contiene le contraddizioni, le tensioni irrisolte di un mondo globalizzato. Ricco di messaggi in contraddizione fra loro, testimonia le ambivalenze di un'epoca autenticamente planetaria; è un segnale di rilievo dell'eredità culturale dell'umanità che viene trasmesso al XXI secolo.
Time, tuttavia, considerava il pianeta come un paziente. Il pianeta veniva raffigurato, in contrasto con la sua maestosa grandezza, come fosse sofferente per l'assalto dell'umanità industriale, nonostante tutti gli sforzi per guarirlo pretendessero di riportarlo in salute. Questa metafora è divenuta la rappresentazione più ampiamente utilizzata del pianeta negli ultimi decenni. Dagli ultimi anni '60, quando un veicolo spaziale nel suo viaggio verso la luna rese disponibile per la prima volta quest'immagine, il pianeta è apparso, come minacciato.

© 2002 Editori Riuniti Editore


L'autore

Wolfgang Sachs, studioso dei temi legati alle politiche ambientali e dello sviluppo, lavora presso il Wuppertal Institut tedesco come ricercatore senior. È stato condirettore della rivista Development, ha insegnato presso la Pennsylvania State University e insegna regolarmente allo Schumacher College inglese. Dal 1993 al 2001 è stato presidente di Greepeace Germania. In Italia ha pubblicato: Archeologia dello sviluppo, Nord e Sud dopo il crollo dell'Est (1992) e, con altri autori, Futuro Sostenibile (1997) e ancora il Dizionario dello Sviluppo (1998).


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


24 gennaio 2003