NARRATIVA STRANIERA

Justo Navarro
La casa del padre

"Tornavo nella cosa dove, venti anni prima, avevano proibito a mio padre di tornare. Lo avevano cacciato dalla famiglia senza troppi scrupoli, dopo ore di discussioni e lacrime, dopo quelle scene interminabili in cui si alternano troppo ipocrisia o troppa franchezza, un'esagerazione, troppo o troppo poco, che le rende teatrali e te le fa vivere come se non le stessi vivendo, come se assistessi dal di fuori, da un palco, o come se l'avessi già vissute qualche secondo, o qualche ora o qualche giorno o qualche anno prima."

La Nuova Frontiera, piccola casa editrice di Roma, presenta nella collana Liberamente una selezione di traduzioni di qualità nel vasto panorama della letteratura spagnola e portoghese. A presentare queste scelte editoriali, che spesso cadono su opere di autori non molto conosciuti in Italia, sono scrittori che nel nostro Paese hanno viceversa raggiunto grande fama. Per il romanzo più celebre di Justo Navarro, l'Introduzione porta la firma straordinaria di José Saramago. Nel 1942, a tre anni dalla fine della Guerre Civile spagnola, si sviluppa la storia che Saramago definisce "terribile", la cui drammaticità è espressa, dichiarata sin dalla prima pagina, che qui riproduciamo. "La terribilità di questo romanzo consiste - scrive Saramago - in primo luogo, nel genere di figure umane (sub-umane? Infraumane?) che lo popolano, e, in secondo luogo, nell'atmosfera caligaresca in cui Justo Navarro immerge, non solo i suoi personaggi, ma anche gli spazi dove vivono e i luoghi privati e pubblici in cui si muovono". Con una narrativa che appare complessa e intensa, apparentemente ben ricostruita nella traduzione italiana, la storia compendia molte umane sofferenze, con "impressionanti evocazioni di battaglie, di incendi e di morti nei campi ghiacciati della Russia". Un affresco del Novecento visto in tutta la sua drammaticità pubblica e privata.

La casa del padre di Justo Navarro
Traduzione di Valentina Manacorda
305 pag., Euro 16.50 - Edizioni La Nuova Frontiera (Liberamente)
ISBN 88-8373-099-2

Le prime righe

1

Tornai dalla guerra quando mi restavano sei mesi di vita. Mi avevano dimesso dall'ospedale militare di Berlino e dall'ospedale militare di Madrid. Non mi avevano dimesso perché ero guarito: mi avevano dimesso perché non ero guarito e non c'erano più cure. Mi restavano sei mesi di vita: mi dimettevano, mi mandavano via dagli ospedali perché andassi a morire da un'altra parte. Allora tornai dalla guerra con la Croce di Ferro di seconda classe, e la casa di mia madre cominciò a riempirsi di gente che sembrava venire a una veglia funebre, anche se io ero vivo; e, con tante visite, la porta di casa rimaneva aperta come nelle veglie funebri o come nelle case dove è accaduto qualcosa di grave. E arrivavano persone che non se ne andavano mai e mai si sedevano, e, anche quando se ne andavano via subito, non se ne andavano mai e rimanevano in piedi per ore. Si siedano, diceva loro mia madre. E le persone rispondevano: No grazie, andiamo via subito, stiamo andando via. E non se ne andavano: pazientavano in piedi per ore mentre la porta di casa restava aperta e l'ingresso si riempiva di donne in lutto.

© 2002 La Nuova Frontiera


L'autore

Justo Navarro (Granada 1953), ha studiato filologia nella sua città natale. Tra le sue pubblicazioni figurano le raccolte di versi Los nadadores e Un aviador preve su muerte (premio della critica 1987) e i romanzi El doble del doble e Hermana muerte (Premio Navarra 1989). In seguito ha pubblicato Accidentes intimos (Premio Herralde 1990) considerato dal El Pais uno dei migliori romanzi dell'anno nel panorama letterario spagnolo. Il romanzo che lo ha comunque imposto all'attenzione della critica e del grande pubblico è La casa del padre, un romanzo ossessivo che ricrea in prima persona l'atmosfera di degrado morale vissuta in Spagna negli anni più bui del franchismo e che insieme al successivo El Alma del controlabor aereo, ha portato Bruno Arpaia a definirlo recentemente, sul supplemento letterario del Sole 24 Ore "un appartato ma importantissimo scrittore spagnolo..."


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


17 gennaio 2003