NARRATIVA ITALIANA

Tullio Avoledo
L'elenco telefonico di Atlantide

"Mi creda, oggi non è giornata. È da quando mi sono alzato stamattina che mi sembra di essere su candid camera. Adesso, da bravo, mi dica cosa vuole. E per favore, cerchi di usare parole chiare e precise."

Forse questo è per la narrativa italiana il momento delle corpose "opere prime" che mettono in luce straordinari talenti narrativi. Tullio Avoledo, lavora nell'ufficio legale di una banca e di certo ha dalla sua professione tratto materiale e spunti che, una volta rielaborati e arricchiti da elementi romanzeschi, hanno però saputo costruire una struttura narrativa certamente credibile. I dialoghi tesi e frequenti danno poi un ritmo quasi frenetico all'accavallarsi delle vicende.
L'intreccio, piuttosto complesso, è gestito con maestria dall'autore che sa ben orchestrare eventi realistici con l'assurdità di certe dinamiche che, appunto, aprono il romanzo al genere giallo. Banche, società di consulenza, il mondo della finanza: questi sono gli ambienti in cui si muove il protagonista, Giulio Rovedo, legale di una piccola banca del ricco NordEst italiano.
La catena di misteri che avvolgeranno quasi all'improvviso la normalità della sua vita scatenano in lui una vena investigativa di cui non credeva di essere dotato. Pur dovendosi giostrare tra le normali preoccupazioni quotidiane (moglie, figlio, amici...) Giulio investe tutte le sue energie, intellettuali e fisiche, per districare situazioni assurde (guarigioni miracolose, cacciatori di nazisti, incontri con sconosciuti che lo conoscono perfettamente) in cui si trova coinvolto e che riguardano non solo il suo posto di lavoro, ma il suo stesso condominio e tutta la sua vita privata...
Ricco di suspence, capace anche di offrire uno spaccato sociologico sul fenomeno economico-culturale del NordEst, il romanzo si prospetta già come un buon successo editoriale.

L'elenco telefonico di Atlantide di Tullio Avoledo
527 pag., Euro 17.00 - Edizioni Sironi (Questo e altri mondi)
ISBN 88-518-0012-X

Le prime righe

1

Il decimo attore della compagnia ha dato forfait:
Shakespeare in nove

Il condominio Nobile è diviso in tre parti: scala A, scala B e il lungo tunnel delle cantine che unisce le due metà simmetriche: quella che si affaccia sul trafficato viale Montessori e quella relativamente più tranquilla che guarda verso il collegio Rosmini. La forma dello stabile ricorda una U con braccia molto corte, o un punto per cucitrice da ufficio.

Il condominio, come la luna, ha un lato perennemente in ombra e l'altro costantemente esposto al sole. Sul retro l'edificio è chiuso dal muro grigio del collegio e non gode di luce diretta nemmeno nel giorno più lungo dell'anno. In Giappone gli appartamenti sul retro avrebbero diritto a un'indennità, per quel muro chiazzato d'umido che li danna a non vedere mai il sole. Qui si accontentano di allungare una camera verso il lato anteriore, dove però, per contrappasso, l'irradiazione solare è a livelli teratogeni.
Nei loro beati e ignari anni sessanta, i progettisti devono aver concepito l'edificio per esseri umani dotati di incredibili capacità di resistenza agli sbalzi termici. Le generazioni condominiali successive, di fibra meno eroica dei primi coloni, si sono via via attrezzate con tecnologie sempre più sofisticate e costose, dai ventilatori da tavolo a quelli industriali ai Pinguini De Longhi, fino all'ultima generazione di condizionatori a parete Toshiba e Panasonic.


© 2002 Alpha Test


L'autore

Tullio Avoledo, friulano, è nato nel 1957. Vive e lavora nell'ufficio legale di una banca. Questo è il suo primo romanzo.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


17 gennaio 2003