EPISTOLARI


Caro Pier...
I lettori di Tondelli: ritratto di una generazione

"Fu una sorpresa scoprire che quelle dinamiche psicologiche che ancora timidamente tentavo di analizzare (in me, nelle persone intorno a me) erano compiutamente espresse dalle sue parole limpide, fresche, quasi innocenti."

Una raccolta di lettere davvero particolari: sono lettori che scrivono all'autore che amano e apprezzano. Ma il destinatario li ha lasciati per sempre, non potrà più comunicare con loro attraverso nuovi romanzi, anche se nelle opere scritte nella sua breve vita sa continuare un dialogo ideale con una generazione e un'umanità che si è riconosciuta nelle sue pagine, che ha trovato coraggio e identità dalle sue parole. L'epistolario è introdotto da alcuni testi scritti da nomi noti e apprezzati: Matteo B. Bianchi, Fernanda Pivano, Roberto Freak Antoni, Carlo Coccioli, Marco Maffeis e Alessandra Buschi.
Poi la parola è data ai lettori. E si intrecciano manifestazioni di affetto fraterne o filiali alla riconoscenza e alla stima; c'è chi gli deve molto da un punto di vista umano e chi ha scoperto il piacere di leggere grazie alla sua scrittura. Ma scrivere a Tondelli è anche un momento di autocoscienza, un confessarsi a un amico, un parlare di sé sincero e senza ostacoli o paure. Per alcuni è il ricordo di un incontro, per altri di un'amicizia, per molti di un contatto momentaneo: per tutti un evento importante, reso indimenticabile dalla morte prematura dello scrittore.
Così un generazione si specchia in Pier Vittorio Tondelli si riconosce e si può far conoscere grazie all'idea di Enos Rota di proseguire il dialogo tra lettori ed autore oltre i confini troppo limitati di una vita generosa.

Caro Pier...
I lettori di Tondelli: ritratto di una generazione
A cura di Enos Rota
155 pag., Euro 12.50 - Edizioni Selene (Oltre la frontiera)
ISBN 88-86267-59-2

Le prime righe

Presentazione

Il vero scrittore non mette mai tutto nel suo libro;
il meglio del suo lavoro si compie nell'anima dei lettori.

Rondelet

Uno scrittore non si giudica solo per il valore delle sue opere, ma anche per tutto ciò che riesce a comunicare ai lettori, per la corrente di emozioni che suscita, e credo che negli ultimi decenni Pier Vittorio Tondelli sia stato uno dei pochissimi a stabilire con i frequentatori dei suoi libri un rapporto intenso, profondo, coinvolgente. Per questo motivo Caro Pier è senza dubbio un'opera originale oserei dire unica nel suo genere, perché unico è il fatto che a oltre dieci anni dalla sua scomparsa, continuano a giungermi quotidianamente testimonianze di lettori vecchi e nuovi, che fanno rivivere questa straordinaria e dolce figura, capace di creare quella carica emotiva, quel rapporto quasi inscindibile tra il testo e chi lo legge, che fa di Pier un personaggio alquanto diverso da chi lo ha preceduto. E la novità e la differenza con gli altri autori che hanno reso grande la nostra letteratura, come Calvino o addirittura lo stesso Pasolini, sta nel fatto (e credo che gli vada attribuito come grande merito) che Tondelli non si è limitato a un ambito esclusivamente intellettuale o alla un cerchia ristretta dei salotti letterari, ma ha saputo essere l'amico di tutti, si è fatto carico dei problemi generazionali, non sempre suoi, ha saputo viverli, pur nelle mille contraddizioni, e renderli intensamente nei suoi scritti, in modo coinvolgente, nudo e vitale.
Il costante pellegrinaggio a Canolo (dove è sepolto) e questa strana, incredibile vicenda che mi ha impegnato in questi anni, sta a dimostrare un fenomeno estraneo a qualsiasi altro scrittore, anche più famoso.

© 2002 Selene Editore


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


10 gennaio 2003